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Carcere di Firenze, detenuto evade dal lavoro esterno

FIRENZE. Un detenuto della casa circondariale “Mario Gozzini”  di Firenze è evaso dal lavoro esterno: si tratta di un romeno di 39 anni che non ha fatto rientro in carcere per le ore 21, come previsto, ed è  quindi scattato il reato di evasione trascorse ulteriori 12 ore dal mancato rientro. A denunciare l’episodio  l’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria.

“Ancora un’evasione dal carcere di un detenuto, questa volta dal lavoro all’esterno ai sensi dall’art. 21 dell’ordinamento penitenziario. Siamo alle solite – dice il segretario generale dell’Osapp Elo Beneduci – tra errori della politica ed errori dell’amministrazione penitenziaria, tra eccessivo permissivismo ed errate valutazioni sulla pericolosità dei soggetti Continue reading


Evasione dal CPR di Brindisi Restinco

Nella notte del 12 agosto scorso quattro immigrati sono evasi dal Cpr di Brindisi Restinco dopo aver praticato un foro nella recinzione.
In fuga verso la libertà, hanno avuto abbastanza tempo per far perdere le proprie tracce in quanto gli addetti alla sorveglianza del centro si sono accorti del fatto solo la mattina dopo.

Dall’ottobre 2015, data in cui il centro di Restinco ha ripreso a funzionare, sono state numerose le testimonianze sulle dure condizioni di vita di chi vi è recluso (cibo scadente, scarsa igiene, minacce da parte dei sorveglianti e degli operatori…). In casi più esasperati, alcuni Continue reading


Carcere di Borgo San Nicola (Lecce): Ultime notizie da Paska

Diffondiamo da Comunellafastidiosa

Nonostante le difficoltà di comunicazione inasprite dalla direzione del carcere leccese (più che distinta nel renderci complicate le corrispondenze), Paska è riuscito a mandarci altri aggiornamenti in merito alla sua condizione detentiva, il 25 e 27 agosto 2017.
Il 25 è, per intenderci, il giorno in cui si è avuta la notizia della nuova misura cautelare per associazione a delinquere.

“Vogliono abbattermi, è evidente, il morale, ma non ce la faranno, provo a resistere.”:
Paska è ancora recluso nella sezione “transiti” e può fare l’aria con gli altri dalle 9 alle 11 e dalle 13 alle 15. La doccia si può fare solo fino alle 15:00 ma, dalle 13:30 in poi “le docce non lavorano bene, esce solo acqua bollentissima perchè tagliano l’acqua corrente  2 ore al giorno. Continue reading


Torino, detenuto si impicca alle Vallette

Un detenuto nel carcere delle Vallette, a Torino, si è tolto la vita stamani, intorno alle 10,30, impiccandosi con un lenzuolo alla grata del bagno della cella. Si tratta di un uomo di 37 anni, di origini sinti. Era recluso nel padiglione C, al terzo piano. Sarebbe dovuto tornare in libertà nel 2019. E’ il secondo caso in meno di 24 ore nelle carceri italiane: un altro recluso, a Pisa, innescando un focolaio di rivolta nel carcere toscano.  “E’ il 39/o suicidio in un carcere dall’inizio dell’anno – commenta Leo Beneduci, segretario generale del sindacato Osapp – Continue reading


Carcere, a Sollicciano forte tensione tra i detenuti. Accoltellati due agenti

Dopo le proteste nel carcere di Pisa giungono notizie di “fortissime tensioni e di violenze anche dalla Casa Circondariale di Firenze “Sollicciano”. Lo rende noto il segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, Angelo Urso.

“A Sollicciano – afferma Urso – nel pomeriggio di oggi alcuni detenuti, armati di coltello rudimentale, bastone e bombolette del gas (quelle in uso con i fornelli) si sono scagliati contro la Polizia penitenziaria procurando ferite da taglio a due agenti e alcune contusioni ad un terzo. I tre sono stati portati al pronto soccorso”. Continue reading


Carcere di Pavia. Aggressione in carcere: tira un pugno e ferisce con lametta un poliziotto

Aggressione nel carcere di Pavia martedì 29 agosto ai danni di un agente di polizia penitenziaria. Lo fanno sapere Alfonso Greco e Donato Capece, rispettivamente segretario regionale e nazionale del sindacato Sappe.

Protagonista dell’episodio un egiziano condannato a circa ventidue anni di reclusione che pretendeva di recarsi nel locale di “sorveglianza generale” senza una specifica autorizzazione. Un agente lo ha richiamato invitandolo a rientrare nelle scale che conducono al “cortile passeggi”, insieme agli altri detenuti, ma questo ha reagito con violenza sferrando un pugno in fronte al poliziotto. Continue reading


Pisa, detenuto suicida a 21 anni: nel carcere la rivolta, appiccate anche delle fiamme

Pisa. Si è ucciso a ventuno anni, dentro una cella in cui era stato messo da solo, dopo un litigio con un altro detenuto magrebino come lui, avvenuto poche ore prima. K. si è messo al collo il lenzuolo trasformandolo in un cappio e legandolo assieme a un ascigamano. La notizia del suicidio del ragazzo nella notte tra martedì e mercoledì ha provocato una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. Una quarantina di detenuti hanno cominciato a lanciare oggetti dalle celle: fornellini a gas,  pezzi di arredo, alcuni hanno dato fuoco alle lenzuola e ai cuscini, allagando gli ambienti. La polizia penitenziaria ha faticato non poco a contenere la protesta durata ore e cominciata all’1,45 della notte.

La rivolta. I detenuti si sono Continue reading


NoG20 Hamburg: arriva la prima condanna per uno degli arrestati

Diffondiamo da Infoaut

Nella giornata di ieri, lunedì 28 agosto, si è tenuto il primo processo che ha visto sul banco degli imputati uno dei tanti arrestati durante le giornate del G20 ad Amburgo, uno degli oltre 30 internazionali detenuti nelle carceri di Amburgo da quasi due mesi in attesa di essere sottoposti a processo. A giudizio ieri è andato un compagno olandese di 21 anni, incensurato, accusato di lesioni personali, attacco ai funzionari dello Stato e di gravi violazioni della pace.

Nonostante l’accusa abbia proposto una pena di 1 anno e 9 mesi di reclusione, la decisione ultima del giudice è stata una condanna a 2 anni e 7 mesi di reclusione senza condizionale, aumentando quindi di quasi un anno la pena detentiva proposta dall’accusa. Il giudice giustifica la sua decisione affermando che questa è in piena conformità con l’inasprimento delle pene varato dal governo tedesco qualche tempo fa, in previsione del G20 e delle manifestazioni contro di esso. Niente di eccezionale o assurdo dunque, solo l’applicazione della legge precedentemente modificata ad hoc per colpire meglio i manifestanti accorsi ad Amburgo per Continue reading


Carcere di Parma: protesta dei detenuti

Protesta nel carcere di Parma, dove i detenuti della sezione circondariale (dove alcuni sono sotto osservazione per probabile radicalizzazione) si sono rifiutati di rientrare in sezione domenica pomeriggio.
Lo rende noto il segretario generale del sindacato Osapp, Leo Beneduci. “La protesta – spiega – sarebbe ufficialmente imputabile alla qualità del vitto, ma la rivendicazione riguarderebbe nei fatti la richiesta di proseguire con il regime delle celle aperte oltre le ore 15, sulla falsariga delle altre sezioni Continue reading


Trent’anni fa la rivolta nel carcere dell’ Elba

C’è una rivolta all’interno del carcere di Porto Azzurro: è la segnalazione che arriva alla compagnia carabinieri di Portoferraio alle 10.30 del 25 agosto 1987. A trent’anni dal fatto ripercorriamo con alcuni protagonisti dell’epoca la vicenda che tenne tutta l’Italia con il fiato sospeso e le telecamere puntate su forte San Giacomo fino al 1 settembre, quando i rivoltosi si arresero. Tutto inizia quella mattina quando il pericoloso terrorista nero Mario Tuti insieme a Mario Ubaldo Rossi, Mario Marrocu, Gaetano Manca , Mario Cappai e Mario Tolu tentano un evasione lampo utilizzando un’auto blindata che viene richiesta all’allora direttore Continue reading


L’ergastolano Renato Vallanzasca si scaglia contro il poliziotto del carcere

Condannato a 295 anni di reclusione, Renato Vallanzasca continua a dimostrare un atteggiamento discutibile in carcere. Nel penitenziario di Bollate, il noto detenuto ha lanciato una borsa contro il poliziotto del carcere nella zona dedicata ai colloqui tra i detenuti e i familiari. L’agente è stato colpito ad un arto inferiore, riportando lesioni che gli hanno impedito di continuare il servizio. La notizia è stata riportata qualche minuto fa dalla redazione di Sky Tg24.

RENATO VALLANZASCA COLPISCE CON UNA BORSA UN POLIZIOTTO NELL’AREA DEI COLLOQUI DEL CARCERE

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Detenuto 28enne muore in cella a Monza

L’uomo è morto nella tarda serata di ieri dopo avere inalato in cella il gas della bomboletta che legittimamente i detenuti posseggono per cucinarsi e riscaldarsi cibi e bevande

Inutile l’intervento del personale

E’ un detenuto nordafricano di 28 anni, di nazionalità marocchina, imputato per reati di droga e ristretto nella V Sezione detentiva del carcere di Monza l’ennesimo morto in un carcere italiano. La notizia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Continue reading


PASKA e VESPE liberi subito! LIBERE TUTTI!

Massima solidarietà al nostro compagno e fratello..Paska lo vogliamo libero subito!

Ecco la lettera che Paska ci ha mandato dal carcere di Lecce

Sempre a testa alta contro ogni autorità

Ciao, come state?
Grazie innanzitutto per i due opuscoli e per la cartolina.
In questi 12 giorni ho sentito svariati saluti e provato a rispondere a 2 presidi. Forse ho riconosciuto pure la voce di uno di voi.
Comunque, mi hanno arrestato il giorno 3 ed il pomeriggio, verso le 3:30/4:00 mi han portato in sezione. In cella singola e senza poter fare l’aria con gli altri. Venerdì pomeriggio 4 mi hanno trasferito in isolamento, causa rapporto disciplinare perché provavo a rispondere al primo presidio di solidarietà tenutosi fuori e perché rispondevo male ai secondini che mi intimavano di smetterla di urlare (secondo loro davo fastidio agli altri in sezione) e di scendere dallo sgabello (vi ero salito per sentire meglio il presidio).
Dopo l’interrogatorio di garanzia, in cui mi sono avvalso della facoltà di non Continue reading


“Scrivimi” campagna per il sostegno delle donne e degli uomini nelle galere di Hamburg

“I hear the train a comin’ rollin’ round the bend
I ain’t seen the sunshine since I don’t know when”

” Scrivimi”

campagna per il sostegno delle donne e degli uomini nelle galere di Hamburg

Ci sono tante cose di cui si ha bisogno quando si è rinchiusi in una cella.

Si ha bisogno di vino, di tramonti, si ha bisogno di vento e di abbracci.

Ma soprattutto si ha bisogno di parole.

Parole per riempire un lunghissimo silenzio e rompere il proprio isolamento.

Giovanissime compagne e giovanissimi compagni sono ancora rinchiusi Continue reading


Rebibbia, suicidio in carcere

Un detenuto si è suicidato nel reparto G9 del carcere romano di Rebibbia. E’ il terzo suicido nelle carceri del Lazio, fa notare il sindacato delle guardie carcerarie Fns Cisl Lazio: “In più occasioni abbiamo evidenziato la situazione di fatiscenza in cui versa il reparto G9, noto alla cronaca per una recente evasione, sollecitando urgenti interventi di manuntenzione e lamentando una condizione disumana per i detenuti”. Per la Fns Cisl Lazio il reparto andrebbe chiuso. A Rebibbia ci sono oggi 252 detenuti oltre alla capienza di 1.172. “Questo suicidio è una sconfitta per tutti” conclude la nota Continue reading


Reggio Emilia – detenuto si impicca in una cella

Un detenuto tunisino di 28 anni si è impiccato in cella, nel carcere di Reggio Emilia, poco prima del suo trasferimento in un’altra struttura disposto per la sua condotta dopo una violenta protesta alla quale aveva partecipato lunedì mattina con altri reclusi.

Il giovane, nella notte fra lunedì e martedì, con altri quattro detenuti aveva distrutto i bagni di un’area comune e aveva minacciato gli agenti con armi rudimentali. La situazione era tornata alla normalità dopo oltre tre ore di trattative.

Il nordafricano, che sarebbe dovuto rimanere in carcere Continue reading


Davide Delogu entra in sciopero della fame

Diffondiamo da infoaut

Da dentro al carcere di Augusta Davide Delogu reagisce al regime punitivo e di tortura del 14 bis che l’amministrazione penitenziaria gli sta infliggendo.

Proprio nella giornata di ieri è arrivata una prima risposta da parte del tribunale in merito al reclamo inoltrato dai legali sull’applicazione del regime di 14 bis nei confronti di Davide. Il reclamo è stato accolto solo in parte, annullando la disposizione che prevedeva la fruizione delle due ore d’aria in assenza di altri detenuti. Per il resto le sue condizioni di detenzione resteranno invariate. Da ieri Davide ha iniziato uno Continue reading


Vicenza, rivolta in carcere: detenuti incendiano una cella

Camera di sicurezza completamente distrutta dalla fiamme e un detenuto che si è autoferito tagliandosi. Questo il bilancio della protesta di due giovani detenuti stranieri avvenuta martedì alle 16:00 dentro le mura del carcere di San Pio X.

Le indagini sull’accaduto sono al vaglio delle forze dell’ordine ma, a quanto sembra, si tratterebbe di una protesta contro l’amministrazione del carcere. Le fiamme sarebbero partite da un materasso incendiato e avrebbero poi avvolto tutta la cella distruggendola completamente. I vigili del fuoco Continue reading


Tre ventenni evadono dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto

MESSINA – Hanno segato le sbarre della cella in cui erano rinchiusi e sono fuggiti dal carcere. Questa la scoperta della polizia penitenziaria all’alba di stamattina. Si tratta di tre ragazzi tutti poco più che ventenni ristretti nella casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto. Fuggiti in nottata dal carcere con modalità ancora da verificare nel dettaglio. Da capire soprattutto come abbiano superato i tre cancelli d’ingresso riuscendo ad eludere la sorveglianza.

I tre erano in carcere per rapina, detenzione d’armi da fuoco e sebbene giovanissimi hanno già numerosi precedenti. La polizia di Barcellona Pozzo di Gotto è già sulle tracce dei tre fuggitivi. Il carcere di Barcellona è adesso esclusivamente per detenuti, diretto ancora dallo Continue reading


PIZZATA ed estrazione Lotteria CORDATESA – 13 lugio 2017


Doddore Meloni muore come Bobby Sands: di fame

Diffondiamo da ilDubbio

L’indipendentista sardo,74 anni, era in carcere dallo scorso 28 aprile per obiezione fiscale, da due mesi aveva smesso di nutrirsi. Si dichiarava «detenuto politico»

È morto Doddore Meloni, dopo quasi due mesi di sciopero della fame intrapreso durante la sua detenzione. A fine giugno era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari. Le condizioni sempre più gravi, il diffuso stato soporoso e la lentezza generalizzata del paziente hanno spinto il coordinatore sanitario della Casa circondariale di Cagliari- Uta Antonio Piras a trasferire Meloni in ospedale.

Il suo legale aveva messo in guardia le istituzioni che Meloni rischiava di morire. Francesca Continue reading


Questo SABATO! Contro il carcere di San Vittore!

ROMPERE IL SILENZIO
giornata di musica e lotta sotto le mura del carcere di San Vittore

⇝ dal mattino volantinaggio al mercato di Papiniano accanto al carcere
⇝ h 12:00 concentramento per il presidio intorno al carcere
⇝ h 13:30 partenza del presidio itinerante con interventi e la Banda degli Ottoni a Scoppio
⇝ h.15:00 inizio concerti

♫ LINE-UP ♫
La line-up di “Rompere il silenzio” spazia tra i generi per intrattenere anche i detenuti del carcere di San Vittore a cui l’evento è dedicato.

⇝ Davide Vietto (cantautore torinese)

⇝ Banda degli Ottoni a Scoppio

⇝ Rap Pirata

⇝ Kido

⇝ Rap/caverna Posse

⇝ Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti)

⇝ Istituto Cumbia Milano + Davide Toffolo

⇝ Wrong Maess

⇝ Casper (OX) + RMS djset

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“Il carcere non è la soluzione ma parte del problema”

Sabato 17 giugno 2017, a partire dalle ore 12:00, si terrà davanti al carcere di S. Vittore una giornata di musica e lotta denominata “Rompere il silenzio”.
Torniamo ad 1 anno di distanza a riportare la nostra musica e le nostre argomentazioni sotto le mura di questo carcere ma con una gradita differenza: i nostri compagni, che al tempo erano qui rinchiusi con l’accusa di devastazione e saccheggio per essersi opposti tenacemente allo scempio di Expo2015 durante la giornata di lotta del 1 maggio, oggi sono liberi in seguito ad assoluzione in appello.

Torniamo davanti a questo luogo di ingiustizie contro le condizioni detentive disumane; contro la malasanità carceraria, per nulla interessata a curare ma solo a psichiatrizzare il detenuto attraverso la somministrazione di tonnellate di psicofarmaci; contro le sempre più frequenti morti DI carcere, come ad esempio quella di un uomo di 41 anni avvenuta il 21 aprile scorso al carcere di S.Vittore. Con questa giornata di mobilitazione vogliamo ricordare, senza vittimismo né rassegnazione, anche la morte di Alessandro, ucciso il 18 febbraio 2012 sempre nella stesso carcere.

Organizziamo questo concerto affinchè la nostra musica e i nostri interventi oltrepassino quelle mura per raggiungere tutti i detenuti, infondendo in loro la forza della solidarietà, perchè possano non abbassare mai la testa di fronte alla più crudele delle istituzioni totali: il carcere!

Il carcere è infatti l’ultima propaggine (seppur essenziale) della brutalità dell’apparato statale che attraverso le guerre, il saccheggio e la devastazione dei territori e delle risorse (condotti in primis dagli Stati NATO) costringe milioni di persone a fuggire dall’Africa e dal Medio Oriente verso i paesi dell’Europa, Italia compresa.

Questo si traduce, in sostanza, in un'”importazione” di manodopera a bassissimo costo, fondata
sui ricatti del permesso di soggiorno – legato al contratto di lavoro -, dei campi di internamento e
delle deportazioni, fino ad arrivare alla detenzione in un carcere vero e proprio. Tali condizioni
lavorative, nel giro di due decenni, si sono estese a tutti i lavoratori e le lavoratrici e si sono
consolidate attraverso delle leggi, come il “Jobs Act” che aggrediscono principalmente le giovani
generazioni.

Anche a Milano questi strumenti di guerra sono utilizzati da tempo e l’assedio e i rastrellamenti
compiuti da centinaia di poliziotti il pomeriggio del 2 maggio nella piazza della Stazione Centrale
dimostrano soprattutto il grado di legittimità che lo stato vuole assegnare a tali operazioni
repressive attraverso a decreti liberticidi come il nuovo Minniti-Orlando.
È questo contesto a determinare la morte, il 7 maggio, di un ragazzo di 31 anni del Mali, che si
impicca a un palo vicino alla stazione; vogliamo ricordare questo ragazzo insieme a tutti i morti nelle carceri.

In questa città ci sono delle reti di solidarietà che riescono a unire più persone nella lotta contro il
razzismo, contro condizioni di lavoro sempre più aggressive, per avere un’abitazione e condizioni di salute e di vita dignitose. La realtà ci dice che queste lotte, che rappresentano la quotidianità di tanti quartieri popolari, devono sempre più scontrarsi contro la violenza dello stato, i suoi eserciti, i suoi tribunali e le sue carceri, che mirano a intimidire, dividere e annientare chi non vuole rassegnarsi a subire.
Riteniamo che l’efficacia della lotta contro la repressione dia la misura di quanto possiamo riuscire a dare continuità e incisività alle lotte che vogliamo portare avanti.


Napoli – Presidio anticarcerario in solidarietà con Maurizio Alfieri

Napoli – 24 giugno – ore 14.00
Presidio anticarcerario sotto le mura di Poggioreale (lato piazzale Cenni di fronte al tribunale).

A fianco di chi lotta

Il  24 giugno saremo sotto le mura del carcere di Poggioreale per ribadire la nostra solidarietà a Maurizio Alfieri ed a tutti i carcerati che nelle gabbie di stato non chinano la testa e quotidianamente si battono per la propria dignità.

Maurizio è stato trasferito a Poggioreale dal carcere di Opera a Milano, è stato deportato per punizione  dopo aver lottato con gli altri carcerati. Hanno dato vita ad una protesta, raccogliendo tra l’altro centinaia di firme per ottenere migliori condizioni di vita per tutti senza cedere al ricatto della premialità. Nelle carceri anche solo una doccia calda può rappresentare una conquista da ottenere con dure lotte. Ecco perché chi continua a battersi in galera viene represso con trasferimenti a centinaia di chilometri di distanza da casa, con pestaggi e con l’applicazione del famigerato 14 bis, una misura di ulteriore isolamento all’interno del carcere che è ancora più restrittiva del 41 bis ma che colpisce indiscriminatamente tutta la popolazione carceraria. Il trasferimento a Poggioreale non è casuale, il carcere napoletano è uno dei peggiori d’Italia come ben sanno i carcerati e i loro familiari. Per l’arrivo di Maurizio è stato riaperto il sotterraneo del padiglione Avellino, celle destinate a chi deve scontare un regime di isolamento molto rigido.

A ll’interno delle antiche mura borboniche sono stipati circa 2000 prigionieri in condizioni di sovraffollamento insostenibile, i “suicidi” sono all’ordine del giorno e la psichiatrizzazione tramite un bombardamento massiccio di psicofarmaci abbrutisce centinaia di carcerati. Oltre a tutto ciò i prigionieri ogni giorno devono vedersela con l’arroganza e l’infamia dei secondini che non tollerano chi non si piega alla loro vigliaccheria. Un trattamento che chi è passato dalle patrie galere ben conosce e che ha colpito anche Maurizio. Come ci scrive in una sua recente lettera: “…la meschinità e la codardia delle guardie non hanno limiti. Quando passo non posso dare una sigaretta o un bicchiere d’acqua a nessuno. Chiudono blindi e spioncini. Di questo si servono per farmi passare per pentito. Nonostante questo ho trovato tantissimi solidali”.

Noi crediamo che il carcere e la società che ne ha bisogno vadano distrutti, siamo convinti che ciò si può ottenere solo battendoci, dentro e fuori, continuando ad intrecciare rapporti e a seminare solidarietà, a compiere azioni dirette contro chi vuole ogni giorno renderci sottomessi ed incapaci di reagire

Napoli – 24 giugno – ore 14.00
Presidio anticarcerario sotto le mura di Poggioreale (lato piazzale Cenni di fronte al tribunale).

per contatti: olga2005@autistici.org – cordatesa@autistici.org

La Locandina è sacricabile, Stampa e diffondi

 


4 giorni anticarcerari a Pisa


NON CI STANCHERETE MAI! Comunicato del Brancaleone di Milano

diffondiamo il comunicato scritto da casa brancaleone dopo le ore concitate che hanno seguito lo sgombero e la nuova occupazione

a loro tutta la nostra complicità

NON CI STANCHERETE MAI!

Dopo lo sgombero di brancaleone da parte della Curia con l’aiuto della Digos e di tutto l’apparato sbirresco abbiamo rioccupato subito un nuovo posto perché ad uno sgombero segue naturalmente almeno un’ occupazione.
Ieri una piccola giornata di lotta dopo una resistenza sul tetto di 20 ore e una festante risposta dalle compagne fuori, oggi ancora sul tetto di un altro posto.
Questa la nostra linea, in una città assopita e in cui troppo spesso le risposte tardano a farsi sentire è nostro preciso dovere non perdere neanche un millimetro di terreno guadagnato con la lotta.
Questa mattina mentre alcune compagne uscivano dal nuovo posto occupato Branka 3.5 in via privata Repubblica di San Marino 8 sono state fermate da una zelante pattuglia di Rambo con ferro spianato, poi rilasciate dopo aver preso nota dei documenti. A loro come a tutti e tutte coloro che ci hanno portato solidarietà ieri e oggi va il nostro più sincero affetto per averci permesso di non perderci d’animo e continuare a lottare!seguiranno aggiornamenti…tenete le orecchie aperte gli sbirri per ora se ne sono andatiOgni sgombero una barricata
Ogni barricata una nuova casa occupata!


Minniti, Orlando, Cirinnà – questo triangolo non ci va! Il sistema delle frontiere e la violenza sui corpi

Condividiamo e diffondiamo da SomMovimentonazioAnale

La recente approvazione e conversione in legge dei due decreti-legge su immigrazione (d.l. n. 13/2017, convertito nella legge n. 46/2017) e sicurezza urbana (d.l. n. 14/2017, convertito in legge non ancora pubblicata) impongono la necessità di una riflessione in chiave transfemminista queer sull’accelerazione securitaria e repressiva che l’attuale Governo, in linea di assoluta continuità con quelli precedenti, sta attuando sui corpi di tutti quei soggetti non normalizzabili e non riconducibili a un’etica di Stato.
Numerose sono state le analisi dei contenuti specifici dei due decreti: quello che manca è un’analisi a partire da un posizionamento femminista e transfemminista dell’oppressione specifica che il sistema delle frontiere e del decoro urbano esercitano sulle nostre vite. Ovviamente questa necessità di analisi non può essere soddisfatta esclusivamente da questo documento – che è comunque frutto di discussioni collettive – ma è un tema che vorremmo interessasse in maniera trasversale tutti i tavoli che compongono la mobilitazione di Continue reading


Roma – Sabato 13 maggio presidio al CPR di Ponte Galeria

riceviamo e pubblichiamo

Il 12 maggio 1977 Giorgiana Masi muore assassinata per mano dello Stato. Quarant’anni dopo lo stesso Stato continua ad agire la sua violenza e militarizzare i territori strumentalizzando anche la violenza sulle donne, sulle quali poi riversa invece tutta la sua brutalità; con i rastrellamenti continui per le strade, chi non ha i documenti ogni giorno viene rinchiusa nel CPR (ex CIE) di Ponte Galeria dove, privata della libertà, è costante oggetto di soprusi e minacce. Da Ponte Galeria partono numerosi voli di deportazione verso i Paesi d’origine, che riconsegnano queste donne alla violenza da cui erano scappate.
A Ponte Galeria, l’unico CPR in Italia con una sezione femminile, alcune donne, persino minori, sono recluse anche per aver avuto il coraggio di denunciare il compagno violento o un patrigno che le opprimeva. Per lo Stato la loro condizione di irregolarità o l’impossibilità di dimostrare la minore età ha più valore della loro richiesta di aiuto e necessitá di autodeterminarsi. La sinistra democratica al Governo emana norme di segregazione e discriminazione razziale e concede spazi sempre più ampi alle dimostrazioni di forza dell’estrema destra xenofoba.
A questo Stato democraticamente fascista, razzista e machista e a tutti i lager di Stato noi continuiamo a opporci ogni giorno. Siamo e saremo sempre al fianco delle detenute sostenendo la loro lotta per riconquistare la libertà.
Contro ogni confine, galera e oppressione.

nemiche e nemici delle frontiere


Repressione a Cosenza, raffica di perquisizioni all’interno del carcere

Ieri, la Casa Circondariale di Cosenza, è stata interessata da una perquisizione generale per motivi di ordine e sicurezza disposta dall’amministrazione penitenziaria. “L’operazione, – come reso noto da Emilio Quintieri dei Radicali Italiani – che ha avuto esito negativo in quanto nulla di illegale è stato rinvenuto, è stata eseguita da cento agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria, diversi da quelli in servizio al Reparto di Cosenza, attualmente guidato dall’Ispettore Capo Pasquale Picarelli. Tutto si è svolto regolarmente, non è stata rinvenuta sostanza stupefacente, telefoni cellulari, coltelli artigianali o altri oggetti o generi non consentiti. Contrariamente a quanto trapelato, il personale che ha proceduto alla perquisizione generale, appartiene Continue reading


Carcere di Rebibbia – paziente psichiatrica aggredisce due agenti

Ennesima aggressione avvenuta a danno del personale di polizia penitenziaria ieri nel quartiere Rebibbia: un assistente uomo ed un agente scelto donna sono stati aggrediti mentre era in corso la distribuzione di terapia ad una paziente psichiatrica.

La detenuta si è avventata sul personale aggredendoli senza motivo alcuno, la stessa era in attesa da mesi di posto letto presso le rems. I due colleghi finiti al pronto soccorso guaribili rispettivamente con 8 e 5 giorni di prognosi.

Per la fns Cisl tale aggressione poteva essere evitata se le attuali Rems potessero accogliere maggiori detenuti. Il sovraffollamento è attualmente +65 rispetto ai previsti 266 previsti presenti 331.

Fonte


Tenta evasione dal carcere di Velletri

Ha tentato una evasione da film usando delle lenzuole per scavalcare il muro di cinta del carcere di Velletri. A fermarlo gli agenti della Polizia Penitenziaria della casa circondariale dei Castelli Romani che hanno scongiurato sul nascere il grave evento critico. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE ed il l Segretario Generale Aggiunto CISL FNS Massimo Costantino. 

L’EVASIONE – Racconta Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del SAPPE: “Questa mattina, un detenuto ristretto nel Reparto detentivo Isolamento ha tentato la fuga dal cortile passeggi. L’uomo ha approfittato delle ore di aria ed improvvisamente si è arrampicato su un muro con una rudimentale corda, realizzata con alcuni pezzi di lenzuola, per poi riuscire a scavalcare il muro perimetrale e raggiungere l’area del carcere dedicata alle attività agricole. Tutto il personale in servizio si è contraddistinto nella delicata vicenda ed è grazie all’attenzione e alla professionalità dei Baschi Azzurri, dunque, se una clamorosa evasione è stata sventata in tempo“. Il detenuto è stato poi associato nella Sezione detentiva Nuovi Giunti. Continue reading