Ott 27 2013

Alghero, tentativo di evasione da carcere Un docente complice

cordatesaApprofittando della sua professione all’interno del carcere di Alghero avrebbe fornito a tre detenuti albanesi gli attrezzi per tentare di evadere.

Per questo un docente algherese, Giovanni Pirisi, di 42 anni, è stato arrestato dagli agenti del Reparto di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale e del Commissariato della Continue reading


Ott 9 2013

Catania: scappa dal bagno del commissariato per evitare carcere

cordatesa(Adnkronos) – A Catania, un uomo di 42 anni, già agli arresti domiciliari, e’ stato arrestato dopo aver finto un impellente bisogno fisiologico per tentare la fuga dagli uffici del commissariato di polizia di Nesima dove gli agenti gli dovevano notificare una ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo, che ha precedenti penali per rapina, evasione, ricettazione e maltrattamenti in famiglia, e’ stato Continue reading


Giu 14 2013

Tentano fuga da Cie e feriscono agenti

IMMIGRAZIONE: PROTESTE E TENSIONI AL CIE DI TORINO(ANSA) – Un gruppo di extracomunitari del Cie di Pian del Lago, a Caltanissetta, ha tentato di scavalcare la recinzione, mentre altri ospiti lanciavano sassi e acqua mista a candeggina contro carabinieri e polizia per favorire la fuga da vari punti della recinzione. Quattro sono stati riacciuffati e due di loro, di nazionalita’ algerina, arrestati per aver colpito a calci e pugni tre agenti e un carabiniere, che hanno dovuto far ricorso alle cure sanitarie in ospedale.


Mag 10 2013

Piacenza – Tentativo di evasione

cordatesaPiacenza – Tentativo di evasione ieri pomeriggio intorno alle 19,30 per un detenuto tunisino che si trovava in ospedale per accertamenti. L’uomo, approfittando della situazione, è balzato fuori da una finestra raggiungendo il parcheggio dell’ospedale. Gli agenti della penitenziaria, però, accortisi repentinamente del tentativo di fuga, hanno dato l’allarme e il detenuto è stato fermato pochi minuti dopo. L’uomo è stato quindi ricondotto in carcere alle Novate.

Gennaro Narducci, segretario regionale dell’Ugl, intervenuto a seguito dell’episodio, ha commentato: “La polizia penitenziaria ha risposto molto bene all’evento critico avvenuto. Da parte nostra va la solidarietà a tutti gli agenti che hanno operato e continuano a operare con grande difficoltà. Il personale intervenuto ieri è stato richiamato in servizio dopo l’espletamento di 8 Continue reading


Apr 28 2013

Cie: mentre fugge picchia un addetto Cri

268732-boxing-picturesNon c’è pace al Cie di Modena. Sono passati pochi giorni da una giornata di forti tensioni tra gli “ospiti” e il personale e l’altro sera è già avvenuto un nuovo episodio di violenza. Questa volta un giovane nordafricano ha tentato di fuggire da un varco ma è stato fermato da un operatore dell Croce Rossa. Il clandestino gli ha sferrato un pugno. Per questo ieri è comparso davanti al giudice che ha convalidato l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’episodio è avvenuto di sera quando già faceva buio all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di via Lamarmora. I dettagli dell’episoido non sono chiari (come noto, il Cie è una struttura “chiusa” e persino i giornalisti non hanno accesso alle informazioni) ma si è saputo che il giovane clandestino aveva trovato una “falla” nella protezione dalla quale aveva pensato di tentare una “uscita” (non si parla di “evasione” perché Continue reading


Mar 11 2013

Caccia all’uomo in via Cella all’Oldo. Finge un malore: subito preso dalla polizia

fight or flightREGGIO EMILIA – Caccia all’uomo oggi pomeriggio in via Cella all’Oldo dove un clandestino tunisino, fuggito dall’auto di servizio della polizia durante un trasferimento da Novara al Cie (Centro di identificazione e di espulsione) di Modena, è stato catturato dagli agenti dopo un concitato inseguimento. Erano circa le 17 quando il tunisino, clandestino e con precedenti di polizia, fingendo un malore ha fatto fermare la macchina su cui viaggiava in una piazzola di sosta sulla A1 e poi, dopo aver finto uno svenimento, ha dato un calcio a un poliziotto ed è fuggito per le campagne circostanti.
I due agenti della polizia penitenziaria di Novara hanno chiamato la questura di Reggio e, insieme agli agenti reggiani arrivati sul posto, hanno circondato la zona. Dopo circa mezz’ora sono riusciti a localizzare il fuggiasco che si era nascosto in un porcile dietro un cumulo di letame alto due metri di altezza, usato per concime agricolo, e sono riusciti a bloccarlo. L’immigrato è stato portato in questura e poi ha continuato il suo viaggio verso il Cie di Modena con i poliziotti reggiani, mentre gli agenti di Novara sono stati accompagnati al pronto soccorso del Santa Maria per le lievi ferite riportate nel corso della colluttazione. Il clandestino sarà quindi denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.


Mar 1 2013

Venezuela – Detenuto tenta di evadere in un trolley

VENEZUELA / scoperto dalla polizia al portone dell’uscita

Detenuto tenta di evadere in un trolley

Juan-Ramirez-TijerinaGavinson García, alto 1,60 metri, si era rannicchiato avvolgendo la testa tra le ginocchia

Garcia viene scoperto dalla polizia penitenziaria (Epa/Ultimas Noticias)

In Venezuela, d’ora in poi, i visitatori che entrano in un carcere non potranno più portare con sé valige o borsoni. Il motivo della nuova direttiva? Domenica scorsa, a Caracas, un detenuto ha cercato di evadere di prigione nascondendosi dentro una piccola valigia quadrata con le ruote.

FUGA SFUMATA – Gavinson García non ha portato a termine la bizzarra fuga: è stato scoperto dalla polizia carceraria davanti al portone dell’uscita. L’evasione era stata progettata con una visitatrice, la sua fidanzata 22enne, che aveva consegnato il baule all’uomo condannato per omicidio. García, alto un metro e 60 centimetri, si era rannicchiato dentro il trolley avvolgendo la testa tra le ginocchia.

 Fonte Corriere

Feb 13 2013

Torino, tenta fuga dal Cie bevendo lo shampoo: arrestato

fugaUn ragazzo tunisino di 24 anni per scappare dalla polizia del Cie (centro identificazione ed espulsione) di corso Brunelleschi ha tentato un doppio tentativo di fuga, ma è stato bloccato.
Aymen, questo il nome del ragazzo, ha prima ingerito dello shampoo convinto di poter scappare durante la degenza in ospedale, ma una volta arrivato all’ospedale Martini il suo tentativo non è andato a buon fine, la polizia lo ha subito bloccato. Infine, il giovane ha rifiutato le cure mediche e durante il trasporto in ambulanza verso il centro ha tentato nuovamente di scappare sfondando il vetro posteriore del mezzo e colpendo con calci e pugni gli agenti polizia.

Il tunisino è stato quindi arrestato per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

Solidarietà ad Aymen!


Gen 30 2013

Colpiscono sorvegliante con un martello e evadono da carcere minorile, presi

E’ successo all’istituto penale di Casal del Marmo. A tentar la fuga due romeni, entrambi arrestati poco dopo. La vittima ha riportato un trauma cranico alla nuca e una profonda ferita al volto

thorSono evasi dall’istituto penale minorile di Casal del Marmo dopo aver colpito un educatore alla testa con un martello, ma sono stati bloccati poco dopo dalla polizia penitenziaria con l’aiuto di un carabiniere fuori dal servizio. A tentare la fuga sono stati due giovani romeni, entrambi maggiorenni (negli istituti penali minorili sono presenti detenuti fino a 21 anni di età).

I due sono stati arrestati per evasione e lesioni, ma l’accusa potrebbe aggravarsi per tentato omicidio dopo il referto medico dell’educatore ferito. La vittima ha perso conoscenza per diversi minuti ed è poi rinvenuto nel pronto soccorso dell’ospedale San Filippo Neri. Ha riportato un trauma cranico alla nuca e una profonda ferita al volto, sotto lo zigomo.

I due giovani romeni sono scappati intorno alle 12, mentre erano impegnati all’interno del carcere in un’attività rieducativa: dopo aver ferito alla testa l’educatore con un martello, hanno scavalcato un muro. Gli evasi sono stati bloccati in due diversi momenti nei pressi della stazione Monte Mario, poco distante dal luogo della fuga. Probabilmente, erano intenzionati a salire su un treno. Decisivo ai fini dell’arresto, l’aiuto di un carabiniere in borghese che si trovava sul posto.

Fonte: repubblica.it

 

 


Gen 23 2013

Carcerati tentano una super fuga..sto cazzo!

questo e’ quello che scrivono i pennivendoli

I carabinieri hanno bloccato il tentativo di evasione progettato da due pericolosi malviventi detenuti a Tolmezzo

Ian BrittonUna fuga di quelle degne del migliore film d’azione con tanto di elicottero che atterra nel cortile del penitenziario. Fosse andato in porto, il tentativo di evadere diMaurzio Alfieri di 49 anni, detenuto per associazione a delinquere (fa parte di una gang milanese specializzata in rapine) e Valerio Salvatore Crivello di 39 anni, detenuto per vari reati, avrebbe  suscitato sicuramente un acceso dibattito sulla sicurezza del carcere di Tolmezzo, considerato tra i più efficienti del Nord. I due e i loro numerosi complici, però, non avevano fatto i conti con la determinazione della Polizia penitenziaria e con la capacità dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale e territoriali, di fare bene il loro mestiere.

I dettagli dell’operazione “Escape” che ha sventato il tentativo sono stati illustrati ogginel corso della conferenza stampa alla quale erano presenti il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Roberto Del Piano, il procuratore capo di TolmezzoGiancarlo Bonocore, il comandante del  Ros di Udine capitano Gabriele Passarotto, il commissario Raffaele Barbieri, comandante della Polizia penitenziaria della casa circondariale di Tolmezzo e il capitano Mauro Bonometti, comandante della compagnia carabinieri di Tolmezzo.

La rete è stata tirata dagli investigatori ieri, quando ormai erano chiari modalità e organizzazione del tentativo, ma i carabinieri al caso lavoravano da tempo, dall’agosto del 2012, quando emergono segnale sul fatto  che uno degli agenti ha rapporti poco chiari con alcuni detenuti.

La guardia carceraria corrotta, M.E. di Tolmezzo, è stata subito trasferita ad altro istituto con una scusa, per essere sostituita da un carabiniere infiltrato dei Ros che si è finto un agente di polizia penitenziaria pronto a fare “favori”. In due date, il quattro ottobre e il 17 dicembre, Romolo Alfieri, fratello di uno dei detenuti, ha consegnato all’esterno di un locale, poco distante dal casello autostradale di Amaro, quattro coltelli a serramanico e circa un etto di hashish: “Un piccolo tesoro da utilizzare all’interno del carcere – come ha spiegato Bonocore – per tessere alleanze con altri detenuti e consolidare i rapporti ottenendo preziosa collaborazione in vista della fuga”.

Il piano era di noleggiare un elicottero spacciandosi per ricercatori e, una volta partiti dall’eliporto di Tolmezzo, distante in linea d’aria tre chilometri e mezzo, dirottarlo costringendo il pilota ad atterrare verosimilmente dentro uno dei cortili della casa circondariale. “Il messaggio è molto chiaro – ha sottolineato il commissario Barbieri: le mele marce nella Polizia penitenziaria non hanno futuro e chi si sporca le mani non ha futuro”.

L’operazione è riuscita molto bene ed è la dimostrazione di cosa si possa ottenere quando le varie forze di polizia collaborano. Emerge tuttavia il malcelato disappunto del Procuratore per il parziale accoglimento delle richieste di custodia cautelare in carcere, concesse dal Gip solo per Alfieri già detenuto,  trasferito  a Saluzzo, e per uno degli altri dodici indagati, Cosimo Damiano Alario, che ha fornito la droga, ufficialmente operaio ma ritenuto molto vicino agli ambienti della n’drangheta , mentre per altri due, fra i quali Romolo Alfieri, pure arrestato in flagranza di reato, è stato disposto l’obbligo di dimora.

Desta un certo sconcerto il fatto che Maurizio Alfieri sia diventato una sorta di icona dei movimenti di protesta dopo aver fomentato in carcere varie azioni di protesta, diventando così una sorta di paladino dei diritti dei carcerati, mentre invece si tratta semplicemente di un criminale.

Fonte> ilfriuli.it

Riceviamo e diffondiamo

provocazione--vacanza-proGRAVE PROVOCAZIONE NEI CONFRONTI DI MAURIZIO ALFIERI

Ritorsioni e rappresaglie nei confronti di Maurizio Alfieridal 18 dicembre nella sezione di isolamento del carcere di Saluzzo, continuano da tempo. Ma ora hanno raggiunto un livello tale per cui è davvero fondamentale che la solidarietà nei suoi confronti diventi quel “giubbotto antiproiettile” a cui Maurizio la paragona spesso nelle sue lettere.
Ecco i fatti relativi all’ultimo periodo di carcerazione a Tolmezzo.

Poco prima che Maurizio venisse trasferito, una guardia (dedita a traffici di alcol e fumo con i detenuti) aveva chiesto a un familiare di Maurizio di portare due coltelli e un po’ di fumo nel tale posto alla tale ora per farli entrare in carcere. Il familiare, con molta ingenuità, porta quanto chiesto ma assieme alla guardia trova un… carabiniere in borghese. Dopo il colloquio in carcere, il familiare viene arrestato e, durante l’interrogatorio, il giudice gli parla di un fantomatico piano da parte di Maurizio per evadere con un elicottero assieme ad un altro detenuto. Dopo tre giorni di carcere, al familiare vengono concessi gli arresti domiciliari.

Maurizio, che ha subito scritto al giudice per scagionare il familiare, ammette solo di aver fatto entrare e usato un po’ di fumo (su proposta, da lui ingenuamente accolta, della guardia) e precisa di aver rifiutato le insistenti richieste da parte di quest’ultima (doppiamente infame) di far entrare della cocaina.

Aggiungiamo questo all’episodio di un altro coltello “scoperto” nella cella di Maurizio – e segnalato da un delatore in cambio di qualche “privilegio” – il giorno del suo trasferimento a Saluzzo, e a recenti interessamenti del ROS dei carabinieri nei confronti suoi e di un altro detenuto: il quadro appare tutt’altro che casuale. Chi c’è dietro questa operazione sporca? La direttrice del carcere di Tolmezzo? Il ROS? Qualche Ministero?

Chiunque sia, è evidente il progetto di applicare a Maurizio il 14 bis, che in passato ha già subìto per ben tre volte, o qualcosa di peggio.

Chiunque sia, sappia che Maurizio non è solo.

Ai compagni, alle donne e agli uomini di cuore e di coraggio dimostrarlo nei fatti.

P.S. Anche nel raccontare questa grave provocazione, Maurizio non perde occasione per ringraziare i compagni che hanno organizzato le recenti iniziative solidali a Roma e a Tolmezzo e per salutare quelli rinchiusi in AS2 ad Alessandria.

AGGIORNAMENTO – A quanto pare la macchinazione segnalata da Maurizio si è repentinamente tradotta in un’operazione repressiva guidata dai ROS. In attesa di raccogliere maggiori informazioni e testimonianze, riportiamo quanto diffuso dalle veline di regime sull’ANSA:

TRIESTE, 23 GEN – I carabinieri del Ros stanno eseguendo 4 provvedimenti cautelari, emessi su richiesta della procura della repubblica di Tolmezzo,per tentata evasione, corruzione, traffico di droga e armi. L’operazione, che comprende anche 12 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati in stato di liberta’, in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte, ha sventato un progetto di evasione spettacolare con uso anche di un elicottero dal carcere di Tolmezzo e un traffico di hashish ed armi.

Solidarieta’ e stima per Maurizio!


Gen 23 2013

Lecce: detenuto finge malore in carcere per evadere

La traduzione di detenuti presso strutture sanitarie esterne comporta, secondo il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, un grave rischio. Parte l’appello agli organi competenti
collassatoA seguito della sventata evasione di un detenuto che, all’interno del carcere di Lecce, avrebbe finto un malore per essere accompagnato presso una struttura sanitaria esterna, la Segreteria Nazionale del Sappe, sindacato autonomo Polizia Penitenziaria, scrive, tra gli altri, al Prefetto di Lecce e al Dirigente Asl Lecce, al fine di accendere i riflettori su casi simili.
Il Sappe denuncia da tempo l’aumento dei ricoveri e delle traduzioni dei detenuti presso i luoghi di cura esterni al carcere, come conseguenza del passaggio della sanità penitenziaria a quella pubblica. Secondo l’organizzazione sindacale, “l’aumento di traduzioni di detenuti verso le strutture sanitarie esterne ha inciso ed incide in maniera determinante sul lavoro del nucleo traduzioni e piantonamenti dell’ Istituto di Lecce a causa della grave carenza in organico del personale di Polizia Penitenziaria, considerato che nella stragrande maggioranza dei casi, le patologie di cui sono affetti i detenuti potrebbero essere curate anche all’interno del penitenziario leccese”.
Il problema sussisterebbe soprattutto nelle ore serali, quando condurre all’esterno detenuti anche pericolosi, “con un numero inadeguato di Poliziotti di scorta”, rappresenta una difficoltà non da poco. Anche i piantonamenti, per la maggior parte nelle corsie ospedaliere a stretto contatto con altri malati con un insufficiente numero di personale, determina una situazione per cui correre ai ripari. “Abbiamo chiesto in più occasioni – scrivono dal Sappe – uno sforzo da parte dell’Asl di Lecce affinché consentisse l’ingresso presso il locale Istituto Penitenziario di un numero maggiore di specialisti, al fine di ridurre al minimo il turismo carcerario permettendo così di utilizzare le risorse disponibili, nel controllo più adeguato dei detenuti malati”.
Altra questione importante sarebbe la fatiscenza di molti automezzi utilizzati per il trasporto dei detenuti. “Abbiamo notizia che alcuni automezzi che hanno superato diverse centinaia di migliaia di chilometri continuano incessantemente a circolare , considerata l’esiguità degli automezzi disponibili, come pure molti automezzi sono fermi poiché mancano i fondi per ripararli” denuncia Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe.

Fonte: leccenews.it


Gen 15 2013

Alghero – in tre tentano evasione dal carcere

Uno dei tre albanesi che all’alba di lunedì hanno tentato la fuga dal carcere di San Giovanni di Alghero, lavorava in una officina all’interno della casa di reclusione,

fugaNon è stato difficile per lui procurarsi alcuni seghetti con i quali nella notte tra venerdì e sabato hanno concluso il lavoro di segare le sbarre.

Poi con una corda realizzata unendo diverse lenzuola arrotolate, sono usciti dalla finestra della cella fino al cortile sottostante che si trova a una decina di metri di altezza .

Uno di loro è riuscito a salire sul tetto della direzione del carcere ma in quel momento è stato subito inquadrato dalle telecamere della sala di regia.

Da quell’istante ogni mossa dei tre albanesi è stata controllata. Il sottufficiale di servizio ha allertato gli uomini in turno notturno, tre agenti per 130 detenuti. Dopo un primo tentativo di saltare il muro di via Catalogna , oltre 15 metri, un’impresa a rischio di rompersi l’osso del collo, uno dei tre ha raggiunto il muro di cinta dalla parte di via Vittorio Emanuele, in corrispondenza del del passo carraio, dove l’altezza è inferiore.

Ma proprio sul muro è stato raggiunto da un agente di Polizia Penitenziaria che gli ha puntato la pistola d’ordinanza. L’albanese, e gli altri due compagni di fuga, hanno a quel punto capito che l’evasione era fallita.

Nel frattempo nel carcere di San Giovanni erano già arrivati gli uomini del Commissariato di Polizia e subito dopo i Vigili del Fuoco, allertati sempre dalla cabina di regia .

Nel giro di un’ora gli agenti del carcere, in collaborazione con i poliziotti, avevano rimesso le manette ai polsi dei tre e li avevano rinchiusi nuovamente in cella a disposizione della Procura della Repubblica per i reati commessi nel tentativo di evasione.

I tre stavano scontando condanne per reati di droga, contro il patrimonio ed estorsione. Uno di loro aveva soltanto qualche mese da scontare, gli altri due diversi anni. Nel corso della perquisizione personale a uno dei tre sarebbe stato trovato addosso un telefonino . Secondo gli agenti della Polizia Penitenziaria e gli uomini del Commissariato, i tre avevano dei complici all’esterno, si parla anche di una donna, che avrebbero dovuto accoglierli e proteggerne la fuga.

La mancata evasione dei tre detenuti dal carcere di San Giovanni testimonia l’efficienza del servizio di vigilanza interna nonostante una situazione a dir poco tragica per quanto riguarda l’organico in servizio attivo.

Fonte: buongiornoalghero.it


Gen 1 2013

Immigrati tentano la fuga la notte di capodanno

Ennesima rivolta al Cie di Bologna, anche durante l’ultima notte dell’anno: quattro nordafricani, ospiti della struttura di via Mattei, hanno tentato la fuga, ma la loro azione e’ stata bloccata dalla polizia. In due sono stati fermati quando avevano ormai scavalcato le recinzioni. E’ successo verso l’una e la calma e’ stata riportata verso le 2.30. C’e’ stato anche un lancio di oggetti verso le forze dell’ordine.