Dic 5 2017

Incendio al carcere La Farera

Un incendio si è sviluppato giovedì mattina al carcere giudiziario La Farera. La direzione della struttura, da noi contattata, ipotizza che un cortocircuito, avvenuto all’interno di un locale amministrativo, abbia scatenato le fiamme. Stando alle prime informazioni non dovrebbero esserci feriti. Dopo l’arrivo dei pompieri, la situazione è tornata alla normalità in circa un’ora e mezza.

La polizia, in una nota inviata nel primo pomeriggio, ha precisato che le fiamme hanno interessato un tubo in pvc dello scolo dell’acqua, che collega la zona camminamento allo stabile. Dopodiché il fumo ha invaso i locali che ospitano i servizi amministrativi.

Fonte


Mar 20 2017

Perù, incendio nel carcere di Lurigancho: due morti

Un incendio è scoppiato nel carcere di Lurigancho, il più popoloso del Perù, provocando la morte di due detenuti. Le fiamme si sono propagate anche a causa dei problemi che devono fronteggiare i vigili del fuoco: il sistema idrico della capitale Lima è stato infatti danneggiato dalle recenti frane e inondazioni. Il ministero dell’Interno ha riferito che a causare il rogo è stato un corto circuito provocato proprio dalle forti piogge.

Fonte


Dic 24 2014

Bologna | No Tav – Sabotaggio in stazione e perquisizioni

luogo_sa2Bologna, 23 dicembre 2014 – Apprendiamo dai media di regime che, come reazione al sabotaggio di questa mattina nella stazione di Santa Viola, la Digos di Bologna ha frettolosamente effettuato alcune perquisizioni nelle abitazioni di compagne e compagni anarchici.

Secondo quanto riportato, l’incendio di alcuni pozzetti in cui passano cavi di controllo e fibre ottiche per il traffico dati, avrebbe fortemente rallentato la circolazione ferroviaria. La procura di Bologna ha aperto un’inchiesta contro ignoti, ipotizzando i reati di disastro ferroviario causato da danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento seguito da incendio.

Segue comunicato diffuso da compagn* perquisit*:
Continue reading


Nov 4 2014

Incendio minaccia carcere di Tempio Forte vento alimenta rogo, attesa per arrivo Canadair

incendioOLBIA, 4 NOV – Un vasto incendio è scoppiato nella tarda mattinata nei pressi di Tempio Pausania, avvicinandosi pericolosamente alle mura del carcere di Nuchis. Le operazioni di spegnimento del rogo sono rese difficili dal forte vento di che spinge velocemente le fiamme e dall’assenza di mezzi aerei in attesa dell’arrivo di un Canadair da Roma. Vigili del fuoco, forestali e Protezione civile sono impegnati nella messa in sicurezza del carcere. Le fiamme hanno anche lambito alcune aziende agricole.

Fonte


Apr 27 2013

Mosca, incendio doloso in ospedale psichiatrico: 38 morti

fuocoSarebbero 38 in base ai dati preliminari i morti in una clinica neuropsichiatrica fuori Mosca. L’incendio si è generato mentre tutti dormivano. Nella clinica si trovavano 41 persone. Un’infermiera è riuscita a portare in salvo due pazienti, da sola. Per ora i vigili del fuoco hanno trovato 12 corpi. Le autorità inquirenti hanno aperto un procedimento penale ai sensi dell’articolo «violazione della sicurezza antincendio». L’edificio – di legno – si trovava nel villaggio Ramenye Dmitrov. Il rogo si è verificato intorno alle 00.20 italiane.

Iil bilancio definitivo è stato confermato dopo il recupero dei corpi e il riscontro con le liste dei pazienti e del personale medico. Dalle fiamme che hanno avvolto la clinica numero 14, villaggio di Ramenski, a Nord della capitale russa, sono riusciti a fuggire solo un’infermiera e due internati. Sulle cause dell’incendio circolano Continue reading


Feb 20 2013

Fuga e rivolta al Cie di Gradisca

Magrebini minacciano con spranghe i vigilanti e scappano dal Cie di Gradisca

Altri ospiti hanno incendiato un cumulo di materassi nel tentativo di danneggiare tutta la struttura. Situazione sempre più grave e ormai insostenibile nel Centro

immigrati_bariTentata fuga e rivolta al Cie di Gradisca. Ennesima conferma della situazione infernale che si vive nel centro immigrati di Gradisca.

Primo episodio. Secondo fonti della polizia una trentina di trattenuti servendosi delle chiavi, hanno tentato la fuga uscendo dall’ingresso principale e poi dividendosi in tutte le direzioni.

Per cinque magrebini il tentativo è riuscito dopo avere affrontato il personale di vigilanza armati di spranghe.

Secondo episodio. Un gruppo di immigrati ha dato fuoco ai materassi all’interno delle camere nel tentativo, non riuscito, di incendiare la struttura.

La situazione diventa ogni giorno più esplosiva e mette a repentaglio l’incolumità del personale che gestisce il centro-prigione. Anche le forze dell’ordine sono sotto pressione. Così il pronto soccorso dell’ospedale di Gorizia costantemente invaso da immigrati rinchiusi al Cie e che si producono in atti di autolesionismo nel tentativo di scappare.

Fonte


Feb 18 2013

Rivolta al Cie di Ponte Galeria Appiccato rogo sul tetto

Un gruppo di immigrati che devono essere espulsi ha dato vita alla protesta bruciando materassi e suppelletili

cieRivolta al centro di accoglienza di Ponte Galeria. Un gruppo di immigrati nigeriani, in attesa di espulsione, è salito sui tetti appiccando anche un incendio e dando alle fiamme materassi e suppellettili.

I vigili del fuoco sono intervenuti con tre squadre per spegnere l’incendio. La questura della capitale ha inviato alcuni contingenti del reparto mobile. Sul posto anche il commissariato di Fiumicino. Ci sarebbero due feriti: una funzionaria di polizia e un finanziere in servizio nel Cie

Fonte Repubblica

ROMA – Rivolta al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, alle porte di Roma, che ospita gli stranieri in attesa di essere rimpatriati. Alcuni immigrati sono saliti sul tetto, altri hanno dato fuoco a coperte, materassi e vestiti. L’incendio ha sprigionato una lunga colonna di fumo nero rendendo inagibile una parte della struttura. La rivolta non è che l’ultimo degli episodi di scontri interni al Cie romano, lo stesso dove nel marzo 2012 si tenne un lungo sciopero della fame per protesta contro il suicidio di un ex recluso catturato e picchiato dopo una fuga dal centro.

IMMIGRATI ASSERRAGLIATI – Sono intervenuti i vigili del fuoco, che stanno ancora tentando di farsi strada nel Centro dove gli immigrati si sarebbero asserragliati. Sul posto anche alcuni contingenti del reparto Mobile della Questura e del commissariato di Fiumicino. Per ora non risultano feriti ma la situazione è tesa e i dirigenti di polizia stanno tentando una mediazione con gli ospiti rivoltosi.

«SITUAZIONE PRECARIA» – Il Cie di Ponte Galeria, situato tra Fiumicino e la Magliana, ospita centinaia di immigrati irregolari in attesa di esplusione «in precarie condizioni di vita – spiega il Garante dei Detenuti, Angiolo Marroni -. Una situazione estremamente complessa e precaria dove basta poco per scatenare la miccia della protesta e della contestazione». Il 14 settembre del 2011 alcuni gruppi di ospiti del Cie romano furono protagonisti di una serie di fughe : evasioni di massa che portarono ad una modifica degli apparati di sicurezza del centro.

Fonte Roma online


Feb 10 2013

Cile – Antofagasta rivolta carceraria, un detenuto e due poliziotti feriti

Più di 30 detenuti si sono arrampicati sul tetto,con bastoni e armi da taglio, mentre i pompieri gestivano l’incendio all’interno delle mura

rivoltaUn gruppo di circa 30 detenuti hanno messo in scena una sommossa nel cortile della prigione di Antofagasta, prendendo in ostaggio un poliziotto .

Passate le 15.00, le forze speciali della polizia intervenendo sono riuscite a controllare la rivolta, con un bilancio di due poliziotti feriti e un prigioniero.

La presa del carcere ebbe inizio verso le 12.30, quando un gruppo di prigionieri armati di coltelli artigianali salì sul tetto, appiccando un’incendio. 

Nel frattempo, i parenti dei prigionieri arrivarono sulla scena per sostenere la rivolta, così la polizia dovette intervenire per disperdere la folla con mezzi idrante.

Fonte


Feb 9 2013

Svizzera: detenuti appiccano incendio in carcere Bois-Mermet

Due detenuti nel carcere di Bois-Mermet, a Losanna, sono stati tratti in salvo giovedì sera dopo aver appiccato il fuoco alla loro cella. I due giovani avrebbero tentato di suicidarsi.

fiammaEntrambi ventenni, i prigionieri hanno appiccato il fuoco a diversi oggetti verso le 22, dopo aver fumato una sigaretta insieme, riferisce oggi la polizia. Intervenuto rapidamente, il personale penitenziario ha trovato uno dei detenuti privo di sensi, mentre il secondo lamentava dolori e difficoltà respiratorie.

Secondo la polizia, i due giovani – un brasiliano e uno svizzero – avrebbero voluto togliersi la vita. Una lettera in questo senso è stata rinvenuta nella tasca del detenuto privo di sensi, mentre il secondo ne ha consegnato una identica ai soccorritori.

Nel marzo 2010 il detenuto Skander Vogt era deceduto in condizioni analoghe a Bochuz (VD). In seguito alla sua morte, il Cantone ha varato diverse misure, fra le quali la revoca della responsabile del Servizio penitenziario vodese.

Fonte


Gen 18 2013

Honduras: sovraffollamento carceri, esteso di un anno lo stato di emergenza

L’Honduras ha esteso per un altro anno lo stato di emergenza in 9 dei suoi 24 carceri per far fronte al problema del sovraffollamento che regna nei centri penitenziari del paese.

Inside Honduras Prisons

La proroga è stata approvata ieri dal presidente Porfirio Lobo, su richiesta del segretario alla Sicurezza Pompeyo Bonilla, secondo il quale il governo sta esaminando “piani per la riabilitazione e il reinserimento nella società dei detenuti”. Nel luglio del 2010 Lobo aveva decretato lo stato di emergenza nelle carceri di San Pedro Sula, El Progreso, Yoro (nord); Santa Bárbara, La Esperanza, Puerto Lempira (ovest); Puerto Cortés, La Ceiba e Trujillo (Caraibi). Questa è la terza volta che viene esteso.

Nel marzo del 2012, tredici detenuti del carcere di San Pedro Sula erano rimasti uccisi in una colluttazione, mente il 14 febbraio, un incendio, nel carcere centrale di Comayagua, aveva provocato la morte di 359 detenuti. Comayagua ha una capacità di 400 detenuti, ma ne ospitava quasi 900. Nel maggio del 2004, un incendio, sempre nel carcere di San Pedro Sula, aveva ucciso 107 prigionieri; 68 invece le vittime (comprese due donne e una bambina in visita), nell’aprile del 2003, di una rissa tra alcuni detenuti del carcere di El Porvenir.

Dopo questi incidenti, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (Unhcr) e la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (Cidh) avevano denunciato “l’allarmante sovraffollamento delle carceri latinoamericane”.

Secondo l’Unhcr, “in media, le prigioni dell’America Latina ospitano il 30% di detenuti in più rispetto a quanto consentirebbero le loro strutture, ma in molti casi arrivano fino al 100%, cosa che facilita le tragedie”.

di Luca Pistone          Fonte: atlasweb.it


Gen 15 2013

Tunisia: il Presidente grazia per 312 detenuti per festeggiare l’anniversario della rivoluzione

freeIl presidente tunisino, Moncef Marzouki, ha concesso la grazia a 312 detenuti in occasione del secondo anniversario della Rivoluzione Il presidente tunisino, Moncef Marzouki, ha concesso la grazia a 312 detenuti in occasione del secondo anniversario della Rivoluzione. Il secondo anniversario della caduta della dittatura di Ben Ali, che sarà celebrato oggi in tutta la Tunisia, ha portato la libertà per 312 detenuti, ai quali il presidente della Repubblica, Moncef Marzouki, ha concesso la grazia. Per altri 1.383 reclusi è stata decisa, con lo stesso provvedimento, una riduzione della pena che accorcerà sensibilmente i tempi della detenzione. Grazia e riduzione di pena sono state concesse da Marzouki sulla base dell’istruttoria fatta da una speciale commissione che ha preso in esame 1702 dossier, dando parere negativo solo su sette di essi.

fuoco (1)Detenuti incendiano celle nella prigione di Mornaguia

Dei detenuti della prigione di Mornaguia, nei pressi di Tunisi, che non avevano beneficiato di un provvedimento di clemenza in occasione del secondo anniversario della rivoluzione, hanno dato fuoco alle loro celle in segno di protesta. Lo ha detto una fonte del ministero della Giustizia. “Dei detenuti delusi per non essere stati graziati hanno messo a fuoco a due materassi nelle loro celle”, ha affermato la fonte. I vigili del fuoco sono accorsi sul posto, mentre le unità della Guardia nazionale (gendarmeria) e dell’esercito sono stati dispiegati attorno alla prigione, ha riferito a sua volta l’agenzia ufficiale Tap. In occasione della celebrazione del secondo anniversario della “rivoluzione dei gelsominI che ha portato alla deposizione dell’ex presidente Zine El Abidine Ben Ali, il capo di Stato tunisino Moncef Marzouki ha graziato 312 detenuti. Per altri 1.300 sono state invece disposte riduzioni di pena.

Fonte ANSA 13gennaio2013


Gen 12 2013

Alessandria,proteste nelle due carceri della città

fuocoA poche ore una dall’altra le due carceri di Alessandria hanno vissuto ieri momenti di tensione. Nel
penitenziario Cantiello-Gaeta un detenuto romeno ha cercato di gettarsi dal tetto della struttura,
poco dopo in quello di San Michele altri due detenuti magrebini hanno provocato un incendio e
tentato di darsi fuoco. Lo comunica il sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (SAPPE). I
detenuti sono stati salvati dal tempestivo intervento degli agenti. ”E’ evidente – dichiara Donato
Capece, segretario generale del SAPPE – che le costanti criticita’ quotidiane delle carceri italiane
sono il sintomo palese della loro invivibilita”’.”La situazione penitenziaria e’ sempre piu’
incandescente” sottolinea. Capece ricorda che ”ad Alessandria oggi ci sono complessivamente piu’
di 800 detenuti: 395 alla Casa circondariale Cantiello e Gaeta (che ha 260 posti letto
regolamentari) e 416 alla Casa di reclusione S. Michele, che ha anch’essa 260 posti letto
regolamentari. Insomma, 300 detenuti in piu’ rispetto al previsto”. Dal 1 gennaio al 30 giugno
2012 ad Alessandria ci sono stati 18 atti di autolesionismo e 4 tentati suicidi.(ANSA).