Apr 5 2017

TSO in aumento in Italia

Milano, 05/04/2017 – 20:20 (informazione.it – comunicati stampa – salute e benessere) TSO = Trattamento Sanitario Obbligatorio. Si intendono procedure sanitarie normate e con specifiche tutele, in genere di legge, che possono essere applicate in caso di motivata necessità e urgenza clinica, conseguenti al rifiuto al trattamento del soggetto che soffra di una grave patologia psichiatrica non Continue reading


Nov 6 2014

Pischiatria: quando la violenza diventa terapia – Incontro, dibattito e aperitivo benefit Rapa Viola

 

0rapaviola_1280x535SABATO 8 NOVEMBRE
ORE 17:00
PSICHIATRIA: QUANDO LA VIOLENZA DIVENTA TERAPIA 
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Ott 30 2014

Morto nel reparto di Psichiatria

mattiMONZA: a un mese dal tragico gesto di Giulia Meregalli un altro coetaneo e amico si e’ tolto la vita nel reparto di Psichiatria dove avrebbe dovuto essere curato

Si è tolto la vita nel bagno della propria camera nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Gerardo a Monza. A cercare la morte è stato un paziente di 28 anni ricoverato nella struttura del capoluogo brianzolo. Il fatto è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì: inutili i tentativi di rianimare il giovane da parte degli infermieri che si sono precipitati nella stanza appena si sono accorti dell’accaduto. I primi rilievi sono stati effettuati dai carabinieri di Monza che sono accorsi sul posto ed è stata disposta l’autopsia sul cadavere. E’ stata aperta un’indagine e sono stati notificati avvisi di garanzia a medici e infermieri.

Fonte


Mag 25 2013

Ospedali psichiatrici giudiziari, a Pavia accoglienza temporanea

Socialmente PericolosiUno psichiatra per 20 ore e uno psicologo per 30 ogni 100 detenuti. 16 posti letto a San Vittore e altri 5 nella Casa circondariale di Monza, specifici per l’osservazione psichiatrica. In cantiere, infine, la progettazione, all’interno del carcere di Pavia, di un’area per l’accoglienza temporanea dei soggetti portatori di patologie psichiatriche. Sono alcuni degli impegni sottolineati dall’assessore alla Sanità e vicepresidente della Giunta regionale lombarda Mario Mantovani nella Commissione speciale sul sistema carcerario, presieduta da Fabio Angelo Fanetti (Lista Maroni).

Durante la seduta l’assessore e Continue reading


Mag 24 2013

Bambino di 7 anni in “manicomio” per “salvare” suora accusata di pedofilia

cordatesaBrescia – Alcuni giorni fa i membri del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani e di Pronto Soccorso Famiglia sono stati contattati da una mamma disperata a causa del ricovero “coatto” del figlio di soli sette anni nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Brescia. L’avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena ha depositato oggi il mandato per riaprire il caso sull’episodio di pedofilia riferito dal bambino nei confronti di una suora di un asilo di Brescia, per fare luce sul comportamento delle istituzioni sociali e sanitarie locali e soprattutto per restituire il bambino alla sua famiglia.

Alcuni anni fa Gianni (nome di fantasia) ha riportato con dovizia di Continue reading


Mag 3 2013

L’inferno, la fuga e il rialzarsi di Mary Lou Poppins

cordatesaSemmai qualcuno si interrogasse su cosa sia l’inferno, noi l’abbiamo conosciuto. Se esistessero parole per descriverlo e se gli altri potessero capirle, ne morirebbero. Le cicatrici rimangono indelebili, come un marchio a fuoco. Soltanto gli animali nei campi di concentramento chiamati allevamenti e laboratori possono sapere di cosa si tratta. E pure loro non possono parlarne. Forse solo le immagini della shoah ne possono rendere l’idea. Se la cosiddetta razza umana è capace di compiere questa shoah ogni giorno, credo che essa non sia fatta di sangue e carne come noi, ma di cuori di pietra e menti criminali. E se tutte le razze dicono che sono figlie di un unico Dio, allora io dico che ci sono più Dei, questo Dio non è mio Padre.
Iniezioni di moditen depot, crisi epilettiche dovute al serenase, latte che Continue reading

Mar 20 2013

La religione psichiatrica

diffondiamo da senza-futuro

 

GesùQuando si parla di antipsichiatria, succede la stessa cosa che accade all’ateo. Si parla di Dio, del non credere in Lui, ecc., e puntualmente gli viene obiettato “chiesa”, “preti”… Da Dio alla chiesa… Che avvilente. Come se il concetto di Dio riguardasse solo chiesa, preti e parrocchiani.

L’antipsichiatria. Anti ha anche il significato di prima (come antipasto). Prima della nascita della psichiatria,  prima che ci fosse la psichiatria nella vita di una persona, prima che le persone finiscano in psichiatria. Che cosa c’entra dunque la psichiatria con l’antipsichiatria, visto che è proprio la psichiatria, gli psichiatri e le psichiatre che l’antipsichiatria vuole evitare?

Di certe cose se ne può parlare in molti modi. Volendo, si può anche dire salute mentale, sanità mentale, benessere psichico, ecc., tanto è sempre la stessa l’essenza.

Ma puntualmente fan venire fuori come i funghi psichiatri e centri psichiatrici… Dal benessere psicologico e spirituale ai centri psichiatrici e agli psichiatri… Che avvilente. Un discorso che potrebbe esplorare l’infinito, lo si fa arenare.

Sì, sì, lo so che (a vostro dire…) ci sono psichiatri e psichiatre bravi/e e buoni/e. Ciò che dovreste spiegare è perché sempre e solo loro, come se fossero gli unici o quelli di gran lunga migliori.

Già, di Dio possono parlarne i preti e solo loro, e di benessere dell’animo solo gli psichiatri…

Ci sono bravi psichiatri? Sapete quanti brave persone esistono che, senza alcun attestato, aiutano e fanno stare bene chi sta loro accanto? Se di bravi psichiatri e di brave psichiatre ve ne sono, mettiamo, 10, di brave persone più brave di psichiatri e psichiatre ce ne sono almeno cinquemila.

Si nomini allora pure queste ogni volta, invece dei soliti psichiatri. Si chiamino anche queste persone a dire la loro autorevolissima parola.

Su Dio non possono parlare solo i preti, non sono loro che possono stabilire e decidere. Decine di migliaia di persone credenti ma che non frequentano chiese e parrocchie, hanno in loro molto più Dio dei preti, sono molto più vicine a Dio e vivono ed operano concretamente secondo Dio.

Mutatis mutandis, lo stesso è per la salute psichica versus centri di psichiatria e psichiatri e psichiatre. Che si dia dunque voce e considerazione a chi veramente ha voce in capitolo. Tanto la religione psichiatrica già la si conosce abbondantemente, e il rosario e le litanie recitate son sempre quelle.

Io sono ateo, quindi so vedere molto bene chi ha Dio entro la propria persona.

Natale Adornetto


Mar 17 2013

La pazzia dietro le sbarre: se il manicomio è un carcere

La legge 180 non ha eliminato la segregazione manicomiale. Togliendo credibilità alla psichiatria, Basaglia ha alimentato la concezione moralistico-punitiva della malattia mentale
occhimani2L’opinione pubblica non ha la percezione esatta dell’emergenza psichiatrica in atto in Italia che ha legami con una situazione più generale. Scrive Amanda Pustilnik, docente dell’University of Maryland: «Oggi i nostri ospedali psichiatrici più grandi sono le prigioni (.). Le prigioni di Stato spendono circa 5 miliardi di dollari per incarcerare detenuti affetti da patologie mentali che non sono violenti. Stando a quanto afferma il Dipartimento di Giustizia 1,3 milioni di individui con malattie mentali sono incarcerati nelle prigioni di stato e federali a fronte di soli 70.000 individui assistiti negli ospedali psichiatrici».
Si viene messi in carcere solo per essere afflitti da malattie mentali e per aver disturbato l’ordine pubblico e non perché si siano commessi reati penalmente rilevanti. Nel luglio del 2004 The House Comitte on Governement Reform ha pubblicato uno studio dal quale risulta che negli Stati Uniti vengono incarcerati bambini (anche di sette anni) con gravi patologie mentali senza che essi siano responsabili di condotte criminali.
Rispetto agli ideali illumunistici che hanno ispirato la Costituzione americana, la situazione appena descritta è paradossale per il venire meno della fondamentale distinzione operata dal medico Philippe Pinel durante la Rivoluzione francese: dalla fine del 700, i malati di mente furono separati dai criminali e liberati dalle catene. Nasceva così una nuova branca della medicina: la psichiatria.
A distanza di oltre due secoli notiamo una inversione di tendenza: si ritorna alla confusione fra criminalità e pazzia, al prevalere della logica della segregazione e della punizione. Il ritorno a orientamenti preilluministici è dovuto al significato sociale che ha assunto la malattia concepita come un cedimento colpevole, una mancanza di controllo e del senso di responsabilità personale. È la vecchia idea cristiana della pazzia come influenza demoniaca, come complicità con il male, la quale riappare in una forma secolarizzata.
Dalla mentalità religiosa deriva l’approccio punitivo alla malattia mentale, che ha prevalso negli Usa. La punizione dovrebbe rinforzare l’adesione all’etica su cui è fondata la società e garantire, tramite la severità della pena, il rispetto delle norme. Per la concezione moralistico-punitiva le persone con malattie mentali avrebbero difetti della volontà o del carattere che li rendono incapaci di controllarsi: imporre loro criteri restrittivi aiuterebbe ad ottenere comportamenti accettabili e ad aumentare il senso di responsabilità. Il giudice si sostituisce allo psichiatra poiché quest’ultimo considerando le malattie semplici “disturbi” od opinabili convenzioni diagnostiche, non è in grado di fornire criteri certi e non manipolabili di non imputabilità. Pertanto l’essere psichicamente malati anche gravemente non garantisce di solito negli Stati Uniti, l’impunità rispetto ai crimini violenti.
lalibertaterapeuticaIn Europa Anders Breivik è stato dichiarato sano di mente con criteri diagnostici del DSM IVin un processo nel quale si è affermata la tendenza alla punizione piuttosto che alla cura.
E in Italia? Il caso di Erika e Omar a Novi Ligure, quello della Franzoni a Cogne o dei coniugi pluriassassini di Erba hanno visto prevalere una logica punitiva estranea alla psichiatria. Perché ci troviamo di fronte a questa tendenza? La professoressa Amanda C. Pustilink non chiarisce il punto essenziale cioè il ruolo avuto dalle istituzioni psichiatriche nel permettere che il modello moralistico-punitivo della malattia mentale si affermasse: cento anni di freudismo hanno lasciato il segno. Proprio negli Usa, comunque, i media a partire dagli anni 90 hanno denunciato il fallimento della psicoanalisi mentre la psichiatria organicistica, subentrata al freudismo, si prepara a un clamoroso “disastro”, dovuto alla mancanza di scientificità, con l’edizione del nuovo DSM V nel maggio 2013.
I medici americani sono impegnati a distribuire psicofarmaci a una popolazione di soggetti “normali” sempre più vasta, utilizzando diagnosi che sembrano create ad hoc per favorire gli interessi delle case farmaceutiche. I casi più gravi sono sottoposti a terapie che possono amplificare la tendenza alla violenza, come l’iloperidone assunto da Adam Lanza (l’autore della strage nella scuola di Newport).
Le carceri funzionano da contenitori per ogni sorta di patologie mentali che, in un regime di inaudita violenza e perversione, subiscono un aggravamento. Gli effetti sono devastanti sui singoli e sulla società. In Italia, patria di Cesare Beccaria che voleva la pena commisurata razionalmente al delitto e che era contro la tortura, si sta verificando qualcosa di analogo a quanto avviene negli Usa. L’adesione acritica ai modelli diagnostici americani, l’abuso degli psicofarmaci, il ricorso alla Tec (Terapia elettroconvulsivante, l’elettroschok), toglie credibilità alla psichiatria e favorisce l’affermazione del modello moralistico-punitivo della malattia mentale. Dato che i medici appaiono incapaci di prevenire e curare le patologie psichiche la gestione di queste ultime è demandata, ai giudici e ai tribunali. La legge Orsini-Basaglia ha vuotato i manicomi di circa centomila degenti negli ultimi decenni ma, nello stesso lasso di tempo, si sono riempite in un modo inverosimile le carceri.

C’è un’emergenza psichiatrica nelle prigioni: secondo un’indagine epidemiologica dell’Agenzia regionale di sanità i detenuti con “disturbi psichiatrici” sono 1137, il 33.4 per cento nella sola Toscana. Il carcere funziona come contenitore di patologie psichiche, che non entrano nel circuito dei servizi psichiatrici. Con la chiusura dei manicomi non sempre sono state create strutture alternative pertanto molti soggetti sono rimasti senza controllo o rete di protezione e sono finiti nelle maglie della giustizia. Le prigioni sono gironi infernali. Prendono il sopravvento l’idea di rovina, il vuoto affettivo, l’umiliazione e l’ emarginazione: le varie patologie diventano manifeste e si aggravano. I quadri psicopatologici si strutturano in forme croniche, difficilmente curabili. L’identità sessuale, in un contesto di violenza e promiscuità forzata, subisce spesso una destrutturazione irreversibile. Il suicidio è un esito drammatico la cui frequenza, anche oltre venti volte la norma, è in diretta relazione al sovraffollamento e agli abusi.
Come far fronte a tale situazione? Il 31 marzo prossimo in virtù della legge Marino è prevista la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari: l’ evento ha un forte significato simbolico anche se interessa 1400 persone, su un totale di 66.721 detenuti italiani. Gli Opg sono stati l’emblema della schizofrenia istituzionale: individui affetti da vizio totale o parziale di mente e quindi non imputabili sono stati sottoposti a un regime carcerario in condizioni di degrado inimmaginabili. Per non dire delle torture fisiche e psicologiche. È necessario che questa chiusura sia occasione non solo per proporre strutture di intervento alternative ma per un ripensamento della psichiatria nel suo insieme. Andrea Zampi, il pluriomicida-suicida di Perugia è stato sottoposto nel 2012 a Pisa a due cicli di otto TEC: un intervento “terapeutico” o una prassi senza alcuna base scientifica che ha aggravato le condizioni del paziente? Oggi gli psichiatri non hanno competenze adeguate ad affrontare la psicosi con il metodo della psicoterapia: lo psicofarmaco o la TEC sono inefficaci e alla lunga pericolosi.

La psichiatria deve allora fare un salto culturale e metodologico dotandosi di nuovi criteri scientifici e formativi. L’esperienza dell’Analisi collettiva che fa capo alla teoria della nascita dello psichiatra Massimo Fagioli, costituisce un’esperienza pilota con quasi quarant’anni di cura, formazione medica e ricerca scientifica, unica nel suo genere, a cui hanno partecipato e partecipano migliaia di persone e centinaia di psichiatri, impegnati ad approfondire la conoscenza della realtà psichica oltre il riduzionismo organicista e il moralismo della ragione e della religione. Come scrive Adriana Pannitteri in La pazzia dimenticata (L’Asino d’oro, 2013): «La malattia mentale non si risolve semplicemente buttando giù i muri dei manicomi, ma in maniera più solida cercando di sapere cosa c’è dentro la psiche di chi è ammalato».

Articolo pubblicato dallo psichiatra Domenico Fargnoli sul suo sito domenicofargnoli.com

 


Mar 9 2013

Trattato con psicofarmaci: in agonia da 19 giorni ragazzo autistico Ragazzo autistico ospedalizzato in agonia prolungata da 19 giorni

diffondiamo da senza-futuro
psichiatriaqg7L’uso di antipsicotici, antiepilettici, farmaci e stabilizzanti dell’umore potrebbero causare uno o più effetti collaterali che molto probabilmente richiedono un supplemento ulteriore cure.
 
Tutto ciò era scritto nel documento che avrebbero dovuto firmare i genitori di Alex. Tutto ciò non è riportato su carta intestata dell’ospedale!
Immaginate vostro figlio che da 19 giorni giace legato mani e piedi al letto come è costretto Alex, completamente nudo, abbandonato a se stesso e con una équipe sanitaria che vuole costringervi a firmare questo accordo.
19 giorni, ovvero 456 ore, ovvero 27.360 minuti, ovvero 1.641.600 secondi. Questa è l’agonia che sta vivendo Alex. Ironia della sorte nella settimana dedicata alla “sicurezza del paziente”.
All’età di 14 anni Alex riceve la diagnosi di autismo con grave deficit cognitivo. Egli è non verbale. Nel mese di ottobre del 2012, Alex inizia a soffrire di eventi neurologici che impediscono un sano ciclo del sonno. Alex rimane sveglio per molte ore durante la notte. L’agitazione e l’aggressività che ne seguono sono la causa della privazione del sonno. Durante questo periodo, i sintomi e i comportamenti sono indicativi di gravi disturbi gastrointestinali che si sono sviluppati contemporaneamente. Cicli frequenti di stipsi, diarrea e feci formate manifestano un problema cronico.
Il 16 febbraio alle 5:00 del mattino, con l’aiuto della polizia e dei paramedici, i genitori portano il loro inconsolabile ragazzo in evidente difficoltà presso il Gottlieb Memorial Hospital di Melrose Park, Illinois.
A causa della sua aggressività, ad Alex vengono posizionate delle contenzioni bloccate a chiave. In quel momento, i genitori non possono sapere che il pronto soccorso diventerà la loro casa per i prossimi giorni, con Alex che giace nudo, bloccato dalle contenzioni, benché sofferente di violenti attacchi di vomito, cicli di stipsi grave alternata a diarrea.
Ad Alex non è mai garantito un bagno nei successivi 13 giorni mentre il personale ospedaliero e gli amministratori tentano di elaborare un piano assistenziale per prendersi cura [???] di Alex.
Autism Is Medical [AIM], un gruppo di supporto che aiuta i genitori a individuare le questioni cliniche di base associate all’etichetta Autismo, viene contattato domenica 24 febbraio per aiutare il personale ospedaliero a comprendere il complesso profilo medico di Alex.
Secondo uno dei rappresentanti AIM
Chiaramente, quello che stanno facendo non funziona. Attualmente, questo ragazzo viene trattato con LorazepamOxezepamBenzatropinumZyprexa e Ativan. Questi farmaci non fanno nulla per risolvere i problemi gastrointestinali intensi che sta vivendo, né alleviare il suo dolore. E’ stato anche prescritto Depakote, che ha causato una reazione avversa [elevata lipasi]. Oltre a questi problemi, si sono sviluppate anche molte allergie che il personale sanitario cerca di spiegare come dermatite da contatto da allettamento prolungato.
urloAd Alex non è stata assegnata una camera in ospedale e non mai stato ufficialmente ammesso come paziente. E’ rimasto in recovery room durante l’intera permanenza al Gottlieb Memorial Hospital.
Alex viene trasferito al Loyola University Medical Center il 28 febbraio alle 15:00,  dopo 13 giorni, nella speranza di poter meglio assicurare i suoi bisogni. È stato stabilito che aveva bisogno di cure di un gastroenterologo, un neurologo e un anestesista, e il Loyola Medical Center era in grado di fornire tali servizi. Venerdì, 1° marzo viene richiesto un consulto col gastroenterologo.
Alex non viene visitato da un gastroenterologo fino al 5 marzo, quattro giorni dopo la  sua ammissione al Loyola Medical Center. Il medico acquisisce un’anamnesi orale della storia di Alex, si dimostra dubbioso sul perché è stato richiesto questo intervento. Nei 15 minuti trascorsi in camera dal ​​gastroenterologo, il medico non ravvisa la necessità di eseguire un esame fisico su Alex.
Il 6 marzo, Alex viene visitato da un altro gastroenterologo che constata come il ragazzo ha davvero dolore. Per la prima volta in 18 giorni, viene finalmente riconosciuto che Alex sta soffrendo. I rappresentanti dell’AIM contestano le procedure in quanto credono che sarebbero state più rapide e approfondite se al posto di Alex vi fosse stato un ragazzo neurotipico.
Poche ore dopo la visita col secondo gastroenterologo, una CNE [Certified Nurse Executive, ovvero l’equivalente della nostra Capo Sala] parla con la madre di Alex e chiede di incontrarsi con lei per questioni assicurative. Nel corso della riunione, viene richiesto di firmare il foglio allegato nella foto qui sopra [clicca per ingrandire] immediatamente. La madre si dimostra titubante perché il modulo non è stampato su carta intestata del Loyola Medical Center come dovrebbe essere per la documentazione ospedaliera di routine. Secondo la madre, nel corso di tale riunione con la CNE è stato ammesso che non sono stati soddisfatti  i parametri della JACHO [Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organizations – Commissione mista per l’accreditamento delle organizzazioni sanitarie] nella valutazione di richiesta di restrizioni per mantenere il ragazzo bloccato al letto, così come un medico avrebbe dovuto assicurarsi di rivalutare ogni quattro ore il bisogno delle contenzioni.
Sempre la stessa CNE, che in precedenza aveva promesso un responsabile della sicurezza per la stanza di Alex, ha dichiarato che durante questo incontro c’è stato un malinteso su questo tema, e Alex non avrebbe ricevuto il sostegno supplementare perché era contro la politica ospedaliera.
Questa è la storia dello stato stagnante in cui vive Alex negli ultimi 19 giorni, ovvero 456 ore, ovvero 27.360 minuti, ovvero 1.641.600 secondi.
Alex rimane bloccato e contenzionato a letto in attesa di appropriati test medici e follow-up. La madre è preoccupata perché nessuno le ha fornito un piano adeguato con degli obiettivi esatti come richiede il suo stato di salute, e non ha ricevuto spiegazioni in merito al modo in cui sarà attuato. E’ altresì preoccupata per lo “svezzamento” dalle contenzioni. Nessun operatore si confronta con lei. E’ completamente condizionata dalle loro scelte.
La madre di Alex vuole che la gente sappia quello che sta accadendo al figlio. Tutti i genitori coinvolti dalla problematica devono conoscere come i bambini con bisogni speciali, in particolare Autismo, e ragazzi con disturbi cognitivi, sono tutti a rischio per questo tipo di trattamento. Tutte le famiglie sono a rischio.
Chi protegge questi bambini, ragazzi e adulti? Come possiamo, come società, permettere che ciò accada ai più deboli? Questo è apparentemente la norma. I loro bisogni medici sono soffocati da farmaci che non hanno nulla a che vedere con le loro malattie fisiche, ma di proposito li rendono muti così che non possano più protestare. Questo è tutto quello che abbiamo da offrire ai nostri figli?
I membri dell’AIM confermato le preoccupazioni della madre di Alex
Non c’è alcun piano per lui. I pazienti che soffrono di disabilità autistica sono a rischio di abusi e maltrattamenti. In un momento in cui i livelli di soddisfazione dei pazienti determinano i tassi di rimborso, e gli ospedali sono in competizione per le quote di mercato, ci chiediamo se questa stessa storia si sarebbe ugualmente verificata con un paziente ricoverato per malattia cardiaca o per intervento chirurgico elettivo. Le politiche e le misure di sicurezza sono già in atto in ogni sistema ospedaliero e nelle strutture per acuti in tutta questa nazione. Al loro interno le verifiche normative per le contenzioni, le cadute e le infezioni ospedaliere sono eseguite di routine. Il sito del Loyola Medical Center  mostra le immagini di pazienti felici per aver ottenuto il trattamento di cui hanno bisogno. Si evidenziano partnership con i medici, un approccio di squadra per le gravidanze ad alto rischio, il loro programma di cardiologia è uno dei migliori degli Stati Uniti. A quanto pare questo tipo di assistenza elevata non è garantita ai ragazzi con disabilità quale l’Autismo. Raccomandiamo ai nostri medici e alle istituzioni sanitarie di prendersi cura dei nostri figli che non possono parlare per se stessi e non possono sostenere la loro sicurezza. Dove si trova l’immagine di Alex, bloccato e contenzionato, coperto da un’estesa eruzione cutanea sul loro sito web?
L’America intera si sta indignando e si sta mobilitando a contattare il Loyola Medical Center per informarli che l’intera comunità dell’Autismo sta monitorando la vicenda.

Feb 18 2013

TSO a Parma. Richiesta indagine

Diffondiamo da SenzaFuturo
tsoTrascrivo (spostando il video alla fine) dal sito Movimento Revolution, precisando 2 cose, una inerente una cosa scritta nel post e una di carattere generale. La prima è che per il TSO si può fare ricorso o richiesta di revoca anche se la procedura è stata rispettata, e inoltre non per forza si deve fare entro 48 ore, si può fare anche dopo. La seconda è che, come ho già scritto nella e-mail di risposta a questa notizia, tanto di cappello a chi ha fatto ciò, ma mi preme il dire che ciò di cui si parla non succede solo a Parma, succede ovunque, in ogni parte, luogo e posto d’Italia. Per cui, non lo si consideri (al solito…) un caso isolato ed eccezionale, qualcosa che è accaduto a Parma ma che non succede altrove.
Nel contempo, invito a partecipare a CAMPAGNA PER L’APPLICAZIONE DELLE NORME DI TUTELA E DI DIFESA DEI DIRITTI CIVILI DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI A TSO
La Campagna può essere sottoscritta tramite invio di e-mail solamente da gruppi, associazioni, ecc., sia formali che informali. Inoltre, riguarda solo la Regione Sicilia, però chi vuole può farla nella propria Regione.
Natale Adornetto
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Riceviamo richiesta di aiuto per ipotesi di Abuso T.S.O Trattamanto Sanitario Obbligatorio,sembra che a Parma questo metodo venga utilizzato con troppa facilità.
Abbiamo raccolto delle testimonianze scioccanti da parte sia dei “pazienti” rinchiusi sia dei parenti .
I familiari ci informano che è stata richiesta l’avvio di un’indagine .
Ribellarsi all’abuso dell invadenza della psichiatria
Mi hanno legato al letto per due settimane
Mi hanno impedito di telefonare
Mi hanno impedito di ricevere visite
Mi hanno costretto a prendere i farmaci dopo il ricovero
Mi hanno impedito di uscire anche se mi sono ricoverato volontariamente
Mi hanno tenuto in trattamento coatto per due mesi …
E’ TUTTO ILLEGALE!
E’ ora di conoscere i tuoi diritti, di porre un argine
allo strapotere della psichiatria, alla sua invasione
nelle nostre vite, nei nostri corpi e nelle nostre menti
… e allora CONOSCI I TUOI DIRITTI!
IL TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) DEVE ESSERE UN’ECCEZIONE
Il TSO è per legge un PROVVEDIMENTO ECCEZIONALE da applicarsi solo nel caso in cui una persona non solo presenti “alterazioni tali da necessitare di urgenti interventi terapeutici” ma si rifiuti inoltre di seguire le cure prescritte. Perché sia valido il TSO sono necessari due certificati medici più la firma del sindaco. Se il TSO viene fatto contravvenendo a queste norme è da considerarsi ILLEGALE e si può fare ricorso entro 48 ore. Entro 48 ore deve pure avvenire la convalida da parte del giudice tutelare. Per questo motivo Il TSO deve inoltre essere notificato al giudice tutelare e in mancanza di questa notifica il provvedimento decade automaticamente; alla mancata notifica del TSO può seguire una denuncia al comune per omissione di atti d’ufficio.
IL DIRITTO ALLA COMUNICAZIONE NON SI TOCCA
Nessun medico può vietare a nessuna persona di entrare nel reparto psichiatrico in orario di visita, a nessun paziente può essere impedito di telefonare dal reparto (il diritto alla comunicazione è riconosciuto dalla legge).
LA TERAPIA È OBBLIGATORIA SOLO IN CASO DI TSO
Nessuno può obbligarti a seguire una terapia a meno che sia stato emanato un provvedimento di Trattamento Sanitario Obbligatorio, in caso contrario sei libero di rifiutare qualsiasi cura e puoi diffidare il medico che ti importuna con i suoi pressanti inviti a seguire una certa terapia: fuori dal TSO ogni persona è LIBERA DI FARE QUELLO CHE VUOLE con le terapie consigliate dai medici.
DIRITTO ALLA SCELTA E ALL’INFORMAZIONE
Anche durante il TSO il paziente dovrebbe poter scegliere la terapia che preferisce e quantomeno essere informato sulla terapia stessa e sui suoi effetti diretti e collaterali.
NESSUNO PUÒ ESSERE LEGATO
Nessuno può essere legato, nessun mezzo di contenzione può essere usato (se non per il tempo strettamente necessario a somministrare una terapia); ogni violazione di questa norma è solo un atto di violenza, è un MALTRATTAMENTO PERSEGUIBILE A NORMA DI LEGGE.
IL RICOVERATO VOLONTARIO PUÒ USCIRE QUANDO VUOLE
Chi è ricoverato in regime di ricovero volontario deve essere DIMESSO DAL REPARTO NON APPENA LO DESIDERA. I pazienti ‘volontari’ trattenuti forzatamente nel reparto sono vittime di SEQUESTRO DI PERSONA, reato duramente perseguibile a norma di legge
ATTENZIONE, per quanto sanciti dalle leggi questi diritti non sono quasi mai riconosciuti e mille difficoltà, mille ricatti si oppongono alla loro concreta realizzazione.

Video: Intervista shock dei pazienti – Parma abuso TSO

FonteMovimento Revolution


Feb 16 2013

DSM-V: il nuovo manuale di psichiatria classificherà tutte le emozioni umane come un disordine mentale

L’industria della psichiatria moderna è ufficialmente impazzita. Praticamente ogni emozione vissuta da un essere umano – la tristezza, il dolore, l’ansia, la frustrazione, l’impazienza, l’eccitazione – saranno classificate come “disturbi mentali” che necessitano di un trattamento chimico (ovviamente, tramite prescrizione farmacologica).

pallaLa nuova “bibbia della psichiatria”, DSM-5, che dovrebbe essere rilasciata nel giro di pochi mesi, si è trasformata da un manuale di riferimento medico ad una testimonianza della follia della industria farmaceutica.

I “disturbi mentali” citati nel DSM-5 comprendono il “Disturbo d’Ansia generale” o GAD in breve. Il GAD può essere diagnosticato in una persona che prova dell’ansia, ad esempio, nel parlare con uno psichiatra. Pertanto, il semplice atto di uno psichiatra, nel formulare un diagnosi, farà magicamente apparire i “sintomi” diagnosticati.

Questa si chiama scienza ciarlatana, ma è tuttavia indicativa dell’attuale settore psichiatrico, diventato ormai una barzelletta nei circoli scientifici, tanto da disgustare anche i più scettici. La psichiatria non è più “scientifica” dell’astrologia o della lettura della mano, ma i suoi praticanti si autodefiniscono “dottori” della psichiatria, al fine di rendere tali baggianate, credibili.

COME FUNZIONA REALMENTE LA PSICHIATRIA MODERNA

Ecco come funziona veramente la psichiatria moderna: Un gruppo di intellettuali auto-referenziati e strapagati che vogliono fare più soldi inventano una malattia che chiamerò “Hoogala Boogala Disorder” o HBD.

Per alzata di mano, poi, votano quali “sintomi” sono associati all’Hoogala Boogala Disorder. In questo caso, i sintomi potrebbero essere: il canto spontaneo o il mettersi le dita nel naso.

Convincono poi insegnanti, giornalisti e autorità di regolamentazione governative che l’Hoogala Boogala Disorder è reale – e soprattutto che ne soffrono milioni di bambini! Come potremmo guardarci ancora allo specchio se non offrissimo a tutti questi bambini un trattamento adeguato?

Comincia così la richiesta di una “cura” per una malattia del tutto inventata. Da qui, è un gioco da ragazzi far si che la Big Pharma fabbrichi qualsiasi dato “scentifico” di cui si ha bisogno, al fine di “dimostrare” che lo speed, le anfetamine, il crack o qualsiasi veleno che vogliono vendere “riduca il rischio del Hoogala Boogala Disorder.”

Dei “seri” psichiatri – che se la ridono nascosti nei loro laboratori – “diagnosticano” poi l’Hoogala Boogala Disorder ai bambini prescrivendo farmaci che dovrebbero curarli. Grazie a questo trucchetto, gli psichiatri, guadagnano tangenti direttamente dalla Big Pharma.

Al fine di massimizzare tangenti e omaggi dalla Big Pharma, gruppi di questi psichiatri si riuniscono ogni pochi anni e inventano i disturbi più strani, espandendo il loro tomo immaginario chiamato DSM.

Il DSM è ora più grande che mai e include disturbi come l’”Obedience Defiance Disorder” (ODD), definito come il rifiuto di leccare il culo e seguire le false autorità. Agli stupratori che provano eccitazione sessuale nel corso delle loro attività, viene concessa l’attenuante del “Paraphilic coercive disorder”, pertanto, non sono responsabili delle loro azioni. (Ma avranno bisogno di farmaci, ovviamente!)

Potrebbero diagnosticarvi anche l’”Hoarding Disorder” se doveste fare scorta di cibo, acqua e munizioni, tra le altre cose. Sì, prepararsi per eventuali calamità naturali vi rende malati mentali agli occhi della psichiatria moderna (e del governo).

L’EX PRESIDENTE DEL DSM SI SCUSA PER AVER CREATO “FALSE EPIDEMIE”

Allen Frances presiedette al DSM-IV, rilasciato nel 1994. Ammette ora che si trattò di un errore enorme il quale portò a diagnosticare malattie mentali in persone del tutto sane. Il DSM-IV “… involontariamente contribuì a tre false epidemie – il disturbo da deficit dell’attenzione, l’autismo e il disturbo bipolare infantile”, scrive Allen in un pezzo del Los Angeles Times.

Egli continua dicendo:

La prima bozza della prossima edizione del DSM … è piena di suggerimenti che moltiplicheranno i nostri errori ed estenderanno drammaticamente la portata della psichiatria nel dominio sempre più piccolo della normalità. Questa monopolizzazione della normalità potrebbe potenzialmente creare decine di milioni di innocenti scambiati per dei malati mentali.

Tutti questi disturbi fabbricati, naturalmente, si traducono in un certo numero di falsi positivi. Come Allen scrive:

La “sindrome da rischio di psicosi” avrebbe utilizzato la presenza di pensieri strani per prevedere un futuro episodio psicotico. La previsione, però, risulterebbe sbagliata almeno tre volte su quattro – in questo modo molti ragazzi riceverebbero, erroneamente, farmaci che causerebbero loro un enorme aumento di peso, il diabete e un’aspettativa di vita ridotta.

Ma questo è il punto di psichiatria: prescrivere farmaci a persone che non ne hanno bisogno.

Immaginate: un intera industria che poggia sul nulla! E sì, c’è bisogno di immaginarlo perché nulla all’interno dell’industria farmaceutica è reale.

COSA SIGNIFICA NORMALITA’ IN PSICHIATRIA? ESSERE UNO ZOMBIE SENZA SENTIMENTI

L’unico modo per essere “normali” quando si è sottoposti alla “diagnosi” di uno psichiatra – un processo che è del tutto soggettivo e del tutto privo di qualcosa di simile alla vera scienza – è quello di mostrarsi assolutamente privi di emozioni.

Una persona in coma è una persona “normale”, secondo il DSM, in quanto non presenta alcun sintomo che potrebbe indicare la presenza di quelle terribili cose, chiamate sentimenti.

Anche una persona morta è “normale”, secondo la psichiatria, soprattutto perché i morti non si qualificano per il rimborso Medicare e quindi non vale la pena diagnosticarli o curarli.

E’ tutta una crudele beffa. La psichiatria dovrebbe essere del tutto abolita in questo momento, togliendo i psicofarmaci ai bambini e sostituendoli con alimenti sani.

IL CONCETTO PERDUTO DI NORMALITA

Ecco alcune semplici verità che devono essere riaffermate quando aboliremo la scienza ciarlatana che è la psichiatria:

La normalità non si raggiunge attraverso i farmaci. La normalità non è l’assenza di emozioni. La vita implica necessariamente emozioni, esperienze e comportamenti che, di volta in volta, “superano” il confine della patetica sobrietà. Questo non significa che la gente sia “mentalmente disturbata”. Significa soltanto che non sono dei robot biologici.

psicoLA NUTRIZIONE E’ LA RISPOSTA, NON I FARMACI

Le carenze nutrizionali, tra l’altro, sono la causa principale di quasi tutte le “malattie mentali”. Gli squilibri di zucchero nel sangue causano malfunzionamenti del cervello in quanto la sua fonte energetica primaria sono proprio gli zuccheri. Carenze di zinco, selenio, cromo, magnesio e altri elementi causano squilibri di zucchero nel sangue che provocano emozioni o comportamenti apparentemente “selvaggi”.

Quasi tutti coloro i quali sono stati diagnosticati con un disturbo mentale nel nostro mondo moderno soffrono in realtà di squilibri nutrizionali. Troppi cibi spazzatura, non fanno bene al nostro organismo. A volte, questi cibi sono avvelenati dai troppi vaccini (alluminio e mercurio) o per aver mangiato troppi cibi tossici (mercurio nel pesce, cadmio, arsenico, ecc), la carenza di vitamina D è ridicolmente diffusa, soprattutto nel Regno Unito e in Canada, dove la luce solare è nettamente meno intensa.

La ragione per cui la nutrizione non è mai stata proposta come soluzione ai disturbi mentali è perché l’industria farmaceutica fa soldi solo vendendo “trattamenti” chimici per condizioni mentali fittizie e dai nomi complessi in modo che assumano una apparente credibilità. Se il cibo e gli integratori alimentari potessero mantenere il vostro cervello sano – e credetemi, possono! – Allora chi avrebbe bisogno di costosi prodotti farmaceutici? Chi avrebbe bisogno di costosi psichiatri? Chi avrebbe bisogno di pilloline magiche?

Nessuno! Questa è la semplice ed evidente verità: la nostra società sarebbe molto più felice, più sana e più produttiva, se l’intera industria farmaceutica e psichiatrica sparissero.

Con il DSM-5, la moderna psichiatria si è fatta beffa di se stessa. La psichiatria stessa sembra essere completamente impazzita.

Inventa anche tu delle malattie fittizie!!!

Potete diventare psichiatri anche voi! Basta che utilizzate il Disease Mongering Engine! Potreste divertirvi a creare nuove malattie psichiatriche!:)

Fonte


Feb 3 2013

Perseguitati a vita

di Vito Romanazzi
 
pazziaSono davvero strani gli strumenti di diagnosi (per non parlare di “cura”) della psichiatria.
Io faccio una denuncia per un furto, ed oplà: diventa psicosi paranoidea.
Perseguitato dopo essere uscito dall’insano circuito anche dopo 10 anni!
Ma veniamo ai fatti.
 
Sono Vito Romanazzi, un ex utente della psichiatria da circa dieci anni (sono riuscito
 a diventare ex,ovviamente, senza il loro aiuto; anzi, col loro dissenso). Ma per 
fortuna ce l’ho fatta e ho continuatola mia vita, lavorando come tecnico radiologo 
presso il Policlinico di Bari.
Il periodo da utente, comunque, mi aveva arrecato tali danni da “convincermi” 
ad effettuare unaserie di “atti di fiducia” nei confronti di alcuni miei familiari 
quali mio fratello e mio cognato.
Avevo, infatti, dato potere di firma a loro relativamente al mio conto corrente e 
a quello della miadolce mammina.
 
Dopo tanti anni di lenta ricostruzione della mia esistenza scopro, con mio grande 
stupore, che daifamosi conti correnti su citati, mancavano cifre consistenti.
Si parla di quasi centomila euro.
Chiedo allora spiegazioni ai miei “cari” familiari, unici che avevano oltre me il 
potere di eroderedenaro dai conti.
Intravedo subito rigidità e nervosismo come risposta alle mie domande. Ma ciò 
può sembrare più cheaccettabile. Ciò che non riesco proprio a capire e ad 
accettare è quello che è avvenuto dopo.
 
Premetto che abito in un piccolo paesino della Provincia di Bari, Sammichele.
Il Maresciallo del paese, intimo amico del Sindaco tra l’altro medico, di mio 
fratello e di mio cognato,redige una relazione sul sottoscritto in cui afferma una 
mia eventuale pericolosità (si tenga presenteche sono incensurato, non ho mai 
avuto problemi giudiziari nella mia vita).
La dottoressa (cugina di mio cognato nonché Assessore alla Sanità) del paese
redige certificati medici a mio carico, dichiarando un mio notevole malessere
(senza avermi mai visitato).
Il sindaco del paesotto, anche lui intimo amico dei miei due teneri familiari
in questione, vista la dichiarazione del maresciallo e della dottoressa (il tutto,
probabilmente, a cena a casa di uno di loro, visto che sono molto amici e soliti
incontrarsi per arrostire il maiale), firma un “A.S.O.” nei miei confronti.
Azzo!
In quei giorni la mia vita diventa infernale.
La paura dell’A.S.O. e, quel che è peggio, il simpatico atteggiamento del
maresciallo che, incontrandomi più volte per strada, con tono
provocatorio, pretendeva saluto e cortesia, pena l’arresto del sottoscritto, mi
rendevano la vita non certo facile.
 
L’unico strumento che intravedo per venir fuori illeso dalla persecuzione in
atto, è una denuncia alla Procura della Repubblica. Parlo col mio avvocato e
parte l’esposto.
Dopo soli pochi giorni l’assedio si fa incalzante.
Il maresciallo e la psichiatra del C.S.M., incontrandomi (è un piccolo paesotto, ci si incontra facilmente) mi invitano, con una strana eleganza, a sottopormi a visita psichiatrica nello stesso C.S.M.
 
A questo punto, verificato che la giustizia legale per il sottoscritto non risultava un buon aiuto (chissà quando sarebbe iniziata la causa), mi viene l’ingenua e malsana idea di rivolgermi all’istituzione psichiatrica di Bari (presso il Policlinico di Bari), per ottenere un certificato di ” normotomia” (termine tecnico psichiatrico per indicare uno stato di “normalità”) che si contrapponesse e negasse quello emesso dalla psichiatra del mio paese.
Decido così (non l’avessi mai fatto…) di andare io stesso, con le mie gambe, nell’S.P.D.C. di Bari e chiedere loro una visita ed un eventuale certificato in cui si dichiarava il mio stato di “salute mentale”, da contrapporre alle pretese di accertamenti vari che stavo subendo.
 
Mi reco così in psichiatria in compagnia di mia sorella Emilia ed un’amica, guidando e chiacchierando tranquillamente con loro, e lì incontro uno psichiatra a cui racconto le mie vicissitudini e necessità. Questi esordisce dicendomi che “mi trovava bene” e mi invita a tornare il primo giorno lavorativo utile per esporre nuovamente il mio caso.
Così faccio e il lunedì successivo ritorno, sempre in compagnia di mia sorella e di una mia amica. Mi presento agli psichiatri di guardia, espongo i fatti e questi ridendo, schernendo e offendendo mi obbligano ad un ricovero volontario, che di volontario non aveva nulla, praticamente OBBLIGATORIO.
Malmenato con farmaci inutili che mi provocarono solo seri danni di ritenzione liquidi (sono un soggetto cardiopatico).
Obbligato al sonno in ambiente lercio, sotto chiave, in ambiente senza uscita di sicurezza dove tutti fumavano e senza rispetto di dieta alimentare per cardiopatici.
Ma non finisce qui…
Chiedendo dopo tre giorni, sempre in presenza di amici di poter uscire, trasformano il ricovero volontario in T.S.O.
 
Recluso per venticinque giorni in T.S.O durante i quali, per non perdere la calma, mi ripetevo costantemente: “ Faccio finta d’essere in ferie” e sognavo di essere fuori da quell’inferno, ove è prassi solita punturare pazienti come se fossero belve malvagie e legarli ai letti.
Certamente loro pensavano: “Prima o poi esploderà e lo legheremo al letto bombardandolo di farmaci”.
Ma io ho resistito, facendo intervenire anche i miei amici, ed alla fine si realizza il vero Miracolo: mi chiedono di partecipare ad una riunione familiare, sempre nel reparto, per risolvere i problemi economici familiari (il tutto con i cari fratello e cognato contro i quali avevo fatto l’esposto).
 
Tutto ciò è stato denunciato alla Procura della Repubblica, denuncia che coinvolge mio fratello e mio cognato (autori dei furti bancari), il Sindaco, il Maresciallo dei Carabinieri, lo psichiatra di Sammichele e alcuni psichiatri dell’S.P.D.C. di Bari.
 
MI liberano ma nulla è cambiato, così come stavo (bene)…, sto tutt’ora!
Certo, è un’esperienza che non auguro a nessuno!
 
Si tenga presente che, 10 anni fa, ho vissuto la spiacevole esperienza dell’infarto grazie alla somministrazione forzata di carbolithium, chiaramente controindicato per persone con problemi di colesterolo o patologie cardiologiche, quale ero io.
 
Ma non bastava questo danno a vita, non bastava riuscire a sfuggire per dieci anni e rifarsi una vita.
Anche dopo dieci anni, non posso sentirmi LIBERO.
 

 

Fonte