Mag 3 2013

L’inferno, la fuga e il rialzarsi di Mary Lou Poppins

cordatesaSemmai qualcuno si interrogasse su cosa sia l’inferno, noi l’abbiamo conosciuto. Se esistessero parole per descriverlo e se gli altri potessero capirle, ne morirebbero. Le cicatrici rimangono indelebili, come un marchio a fuoco. Soltanto gli animali nei campi di concentramento chiamati allevamenti e laboratori possono sapere di cosa si tratta. E pure loro non possono parlarne. Forse solo le immagini della shoah ne possono rendere l’idea. Se la cosiddetta razza umana è capace di compiere questa shoah ogni giorno, credo che essa non sia fatta di sangue e carne come noi, ma di cuori di pietra e menti criminali. E se tutte le razze dicono che sono figlie di un unico Dio, allora io dico che ci sono più Dei, questo Dio non è mio Padre.
Iniezioni di moditen depot, crisi epilettiche dovute al serenase, latte che Continue reading

Feb 16 2013

DSM-V: il nuovo manuale di psichiatria classificherà tutte le emozioni umane come un disordine mentale

L’industria della psichiatria moderna è ufficialmente impazzita. Praticamente ogni emozione vissuta da un essere umano – la tristezza, il dolore, l’ansia, la frustrazione, l’impazienza, l’eccitazione – saranno classificate come “disturbi mentali” che necessitano di un trattamento chimico (ovviamente, tramite prescrizione farmacologica).

pallaLa nuova “bibbia della psichiatria”, DSM-5, che dovrebbe essere rilasciata nel giro di pochi mesi, si è trasformata da un manuale di riferimento medico ad una testimonianza della follia della industria farmaceutica.

I “disturbi mentali” citati nel DSM-5 comprendono il “Disturbo d’Ansia generale” o GAD in breve. Il GAD può essere diagnosticato in una persona che prova dell’ansia, ad esempio, nel parlare con uno psichiatra. Pertanto, il semplice atto di uno psichiatra, nel formulare un diagnosi, farà magicamente apparire i “sintomi” diagnosticati.

Questa si chiama scienza ciarlatana, ma è tuttavia indicativa dell’attuale settore psichiatrico, diventato ormai una barzelletta nei circoli scientifici, tanto da disgustare anche i più scettici. La psichiatria non è più “scientifica” dell’astrologia o della lettura della mano, ma i suoi praticanti si autodefiniscono “dottori” della psichiatria, al fine di rendere tali baggianate, credibili.

COME FUNZIONA REALMENTE LA PSICHIATRIA MODERNA

Ecco come funziona veramente la psichiatria moderna: Un gruppo di intellettuali auto-referenziati e strapagati che vogliono fare più soldi inventano una malattia che chiamerò “Hoogala Boogala Disorder” o HBD.

Per alzata di mano, poi, votano quali “sintomi” sono associati all’Hoogala Boogala Disorder. In questo caso, i sintomi potrebbero essere: il canto spontaneo o il mettersi le dita nel naso.

Convincono poi insegnanti, giornalisti e autorità di regolamentazione governative che l’Hoogala Boogala Disorder è reale – e soprattutto che ne soffrono milioni di bambini! Come potremmo guardarci ancora allo specchio se non offrissimo a tutti questi bambini un trattamento adeguato?

Comincia così la richiesta di una “cura” per una malattia del tutto inventata. Da qui, è un gioco da ragazzi far si che la Big Pharma fabbrichi qualsiasi dato “scentifico” di cui si ha bisogno, al fine di “dimostrare” che lo speed, le anfetamine, il crack o qualsiasi veleno che vogliono vendere “riduca il rischio del Hoogala Boogala Disorder.”

Dei “seri” psichiatri – che se la ridono nascosti nei loro laboratori – “diagnosticano” poi l’Hoogala Boogala Disorder ai bambini prescrivendo farmaci che dovrebbero curarli. Grazie a questo trucchetto, gli psichiatri, guadagnano tangenti direttamente dalla Big Pharma.

Al fine di massimizzare tangenti e omaggi dalla Big Pharma, gruppi di questi psichiatri si riuniscono ogni pochi anni e inventano i disturbi più strani, espandendo il loro tomo immaginario chiamato DSM.

Il DSM è ora più grande che mai e include disturbi come l’”Obedience Defiance Disorder” (ODD), definito come il rifiuto di leccare il culo e seguire le false autorità. Agli stupratori che provano eccitazione sessuale nel corso delle loro attività, viene concessa l’attenuante del “Paraphilic coercive disorder”, pertanto, non sono responsabili delle loro azioni. (Ma avranno bisogno di farmaci, ovviamente!)

Potrebbero diagnosticarvi anche l’”Hoarding Disorder” se doveste fare scorta di cibo, acqua e munizioni, tra le altre cose. Sì, prepararsi per eventuali calamità naturali vi rende malati mentali agli occhi della psichiatria moderna (e del governo).

L’EX PRESIDENTE DEL DSM SI SCUSA PER AVER CREATO “FALSE EPIDEMIE”

Allen Frances presiedette al DSM-IV, rilasciato nel 1994. Ammette ora che si trattò di un errore enorme il quale portò a diagnosticare malattie mentali in persone del tutto sane. Il DSM-IV “… involontariamente contribuì a tre false epidemie – il disturbo da deficit dell’attenzione, l’autismo e il disturbo bipolare infantile”, scrive Allen in un pezzo del Los Angeles Times.

Egli continua dicendo:

La prima bozza della prossima edizione del DSM … è piena di suggerimenti che moltiplicheranno i nostri errori ed estenderanno drammaticamente la portata della psichiatria nel dominio sempre più piccolo della normalità. Questa monopolizzazione della normalità potrebbe potenzialmente creare decine di milioni di innocenti scambiati per dei malati mentali.

Tutti questi disturbi fabbricati, naturalmente, si traducono in un certo numero di falsi positivi. Come Allen scrive:

La “sindrome da rischio di psicosi” avrebbe utilizzato la presenza di pensieri strani per prevedere un futuro episodio psicotico. La previsione, però, risulterebbe sbagliata almeno tre volte su quattro – in questo modo molti ragazzi riceverebbero, erroneamente, farmaci che causerebbero loro un enorme aumento di peso, il diabete e un’aspettativa di vita ridotta.

Ma questo è il punto di psichiatria: prescrivere farmaci a persone che non ne hanno bisogno.

Immaginate: un intera industria che poggia sul nulla! E sì, c’è bisogno di immaginarlo perché nulla all’interno dell’industria farmaceutica è reale.

COSA SIGNIFICA NORMALITA’ IN PSICHIATRIA? ESSERE UNO ZOMBIE SENZA SENTIMENTI

L’unico modo per essere “normali” quando si è sottoposti alla “diagnosi” di uno psichiatra – un processo che è del tutto soggettivo e del tutto privo di qualcosa di simile alla vera scienza – è quello di mostrarsi assolutamente privi di emozioni.

Una persona in coma è una persona “normale”, secondo il DSM, in quanto non presenta alcun sintomo che potrebbe indicare la presenza di quelle terribili cose, chiamate sentimenti.

Anche una persona morta è “normale”, secondo la psichiatria, soprattutto perché i morti non si qualificano per il rimborso Medicare e quindi non vale la pena diagnosticarli o curarli.

E’ tutta una crudele beffa. La psichiatria dovrebbe essere del tutto abolita in questo momento, togliendo i psicofarmaci ai bambini e sostituendoli con alimenti sani.

IL CONCETTO PERDUTO DI NORMALITA

Ecco alcune semplici verità che devono essere riaffermate quando aboliremo la scienza ciarlatana che è la psichiatria:

La normalità non si raggiunge attraverso i farmaci. La normalità non è l’assenza di emozioni. La vita implica necessariamente emozioni, esperienze e comportamenti che, di volta in volta, “superano” il confine della patetica sobrietà. Questo non significa che la gente sia “mentalmente disturbata”. Significa soltanto che non sono dei robot biologici.

psicoLA NUTRIZIONE E’ LA RISPOSTA, NON I FARMACI

Le carenze nutrizionali, tra l’altro, sono la causa principale di quasi tutte le “malattie mentali”. Gli squilibri di zucchero nel sangue causano malfunzionamenti del cervello in quanto la sua fonte energetica primaria sono proprio gli zuccheri. Carenze di zinco, selenio, cromo, magnesio e altri elementi causano squilibri di zucchero nel sangue che provocano emozioni o comportamenti apparentemente “selvaggi”.

Quasi tutti coloro i quali sono stati diagnosticati con un disturbo mentale nel nostro mondo moderno soffrono in realtà di squilibri nutrizionali. Troppi cibi spazzatura, non fanno bene al nostro organismo. A volte, questi cibi sono avvelenati dai troppi vaccini (alluminio e mercurio) o per aver mangiato troppi cibi tossici (mercurio nel pesce, cadmio, arsenico, ecc), la carenza di vitamina D è ridicolmente diffusa, soprattutto nel Regno Unito e in Canada, dove la luce solare è nettamente meno intensa.

La ragione per cui la nutrizione non è mai stata proposta come soluzione ai disturbi mentali è perché l’industria farmaceutica fa soldi solo vendendo “trattamenti” chimici per condizioni mentali fittizie e dai nomi complessi in modo che assumano una apparente credibilità. Se il cibo e gli integratori alimentari potessero mantenere il vostro cervello sano – e credetemi, possono! – Allora chi avrebbe bisogno di costosi prodotti farmaceutici? Chi avrebbe bisogno di costosi psichiatri? Chi avrebbe bisogno di pilloline magiche?

Nessuno! Questa è la semplice ed evidente verità: la nostra società sarebbe molto più felice, più sana e più produttiva, se l’intera industria farmaceutica e psichiatrica sparissero.

Con il DSM-5, la moderna psichiatria si è fatta beffa di se stessa. La psichiatria stessa sembra essere completamente impazzita.

Inventa anche tu delle malattie fittizie!!!

Potete diventare psichiatri anche voi! Basta che utilizzate il Disease Mongering Engine! Potreste divertirvi a creare nuove malattie psichiatriche!:)

Fonte


Feb 6 2013

Sempre più assurdo e scandaloso: ad ucciderla è stata la sua stessa malattia mentale…

1) “Campobello, anziana morta dopo TSO: chiesta archiviazione per due medici”.
2) Considerazioni, sia sullo specifico caso che in generale
follia“Campobello, anziana morta dopo TSO: chiesta archiviazione per due medici”
“L’anziana, affetta da schizofrenia cronica, non morì per colpa dei medici e dell’eccessiva sedazione: a ucciderla fu proprio la sua stessa malattia che la obbligò ad assumere psicofarmaci che aumentano di tre volte il rischio di arresto cardiocircolatorio improvviso. Sono le conclusioni a cui è giunta il pubblico ministero Brunella Sardoni che ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta a carico di due psichiatri, Carmelo Zaccaria, 57 anni, e Carmela Fontana, 59 anni, a carico dei quali viene ipotizzato il reato di omicidio colposo. I familiari, attraverso il proprio legale Stefano Argento, si sono opposti chiedendo nuove indagini. Ieri mattina si è celebrata l’udienza davanti al gip Ottavio Mosti che ha sentito tutte le parti. La donna campobellese, che aveva 69 anni, morì il 4 luglio del 2009. I due medici indagati andarono nella sua abitazione per sottoporla al trattamento sanitario obbligatorio”.
31 gennaio 2013
Considerazioni, sia sullo specifico caso che in generale
non morì per colpa dei medici e dell’eccessiva sedazione: a ucciderla fu proprio la sua stessa malattia che la obbligò ad assumere psicofarmaci“.
Cosa si è costretti a leggere…
Questa donna (così come tantissime altre persone) è morta per arresto cardiocircolatorio dovuto ad eccessiva sedazione con psicofarmaci, però ad ucciderla non sono stati gli psicofarmaci che hanno provocato l’arresto cardiocircolatorio né chi ha prescritto e somministrato gli psicofarmaci, ad ucciderla è stata la malattia mentale…
Già, la sua malattia… È stata la malattia che le diede l’ordine di assumere psicofarmaci, mica sono stati gli psichiatri a prescriverglieli e ad imporglieli… Loro sempre “poveri Cristi innocenti”, e non conta se sanno, fra le tante altre cose, che gli psicofarmaci aumentano di tanto il rischio di arresto cardiocircolatorio. Loro operano “in scienza e coscienza”, e devono “curare”, tanto se poi una persona muore, mica è colpa degli psicofarmaci, di chi li produce e di chi li prescrive, è “colpa” della malattia… Certo, è la malattia che provoca l’arresto cardiocircolatorio…
Si notino gli stravolgimenti. Non viene detto che a ucciderla sono stati gli psicofarmaci che la donna “doveva” assumere poiché “malata”. No. Vien detto che a ucciderla è stata la malattia, la malattia che la obbligava ad assumere gli psicofarmaci.
Pur di deresponsabilizzare l’intoccabile lobby psichiatrica, si arrivano a dire cose che sono insostenibili in qualsiasi altro contesto, cose che fanno acqua da tutte le parti, cose che non reggono per niente.
Poco o niente conta che le conclusioni (suggeritele?) a cui è giunta il pubblico ministero non siano state dette dagli psichiatri, difatti questo è uno dei tanti tipici discorsi psichiatrici, e siamo in tanti a sapere che psichiatri e psichiatre di insensatezze ne dicono tante, che affermano di tutto e che gli vien dato per buono, come fosse la verità assoluta.
La motivazione di questa richiesta di archiviazione è paradigmatica e rivelatrice di ciò che, oltre a tanto altro, è il pensare e l’agire della psichiatria.
Seguiamo il ragionamento. Le persone sono malate di mente. Gli si danno psicofarmaci per le loro patologie. Gli psicofarmaci aumentano di tanto il rischio di arresto cardiocircolatorio. Però, siccome le persone sono malate, gli psicofarmaci gli si devono dare, poiché una vita da malate di mente non è vita degna di essere vissuta, per cui, anche se c’è il rischio di morte, anche se le persone muoiono, la cura va eseguita. Si è di fronte ad una scelta. O lasciare le persone nelle loro (presunte) patologie oppure curarle (curarle…) con gli psicofarmaci, anche a costo di farle andare incontro alla morte e di far abbreviare di tanti anni le loro vite. E la scelta cade sul dare psicofarmaci a piene mani, poiché si sa che le vite da malate/i di mente sono vite non degne di essere vissute
La vita delle persone che hanno fatto uso di psicofarmaci è stata di minor durata rispetto alla media – 10, 15, 20 anni in meno. Gli psichiatri e le psichiatre, tutte le persone che prescrivono psicofarmaci, sannoche chi ne fa uso vive di meno. Però gli vien facile e gli fa comodo dire che la causa di questa minor durata è la patologia mentale.
Ma comunque sia, il risultato è lo stesso, e “non ci fa niente” se tutte queste persone malate di mente vivono di meno, perché tanto le loro sono “vite indegne di essere vissute”.
Natale Adornetto

Feb 4 2013

Trattamento sanitario obbligatorio per le neo-mamme

Non è il titolo di una nuova soap opera, ma è l’ennesimo tentativo di imbottire di psicofarmaci chi sta per avere o ha appena avuto un bambino, che a sua volta riceverà la sua dose tramite l’allattamento, due piccioni con una fava. Un’eventualità che potrebbe riguardarti se una nuova proposta pro farmaci venisse approvata.

DepressionePostPartum-300x225Questo è business, creato ad hoc tramite i media. Basta mettere nelle news tre o quattro casi di madri che gettano il loro figlio dalla finestra, mettere in moto una delle tante associazioni di categoria (lobby), quella dei ginecologi per esempio, che fa pressione sui politici presentando statistiche false (arrotondate con qualche zero in eccesso), ragioni costruite, sempre ad hoc, per cui è necessario riempire di farmaci le mamme, la cosa segue gli iter burocratici, magari con procedura di urgenza e alla fine il Ministro della Salute approva.

Fazio ci deve ancora dire come è andata a finire con i milioni di euro che ci ha fatto spendere per i vaccini per la pandemia della suina, vaccini che tuttora vengono refrigerati (a pagamento) in celle frigorifere in tutta Italia, per poi essere smaltiti come rifiuti speciali (a pagamento) alla data di scadenza, se non troviamo qualche paese africano che ce li compra a prezzo scontato, di modo che “quegli ignorantoni del terzo mondo” possano farci da discarica biologica a buon prezzo.
Il TSO “anti-infanticidio” è un grosso business al pari di quello delle vaccinazioni. Il mercato dei vaccini obbligatori riversa i suoi veleni su milioni di bambini, più e più volte con i richiami, e moltiplicato per euro o dollari rende felici gli azionisti delle multinazionali farmaceutiche.

Nel mondo l’obbligo vaccinale si sta estinguendo, in Italia siamo fra gli ultimi, probabilmente siamo più duri di comprendonio, o forse fra i nostri politici e le lobby ci sono interessi più consolidati che in altri paesi. Ci sono già alcune regioni che hanno tolto l’obbligo, quindi prima o poi le vaccinazioni diventeranno facoltative in tutta Italia. Le mamme, milioni di mamme costituiranno il nuovo mercato che si affiancherà a quello delle vaccinazioni, che comunque continuerà, perchè la disinformazione e il terrorismo vaccinale sono comunque difusi.

Il network farmaceutico ora cerca di dare inizio a un nuovo settore di mercato, quello delle mamme, imbottendole di psicofarmaci che hanno nella lista degli effetti collaterali la “possibile insorgenza di pensieri omicidi e suicidi” così anche chi non avrebbe mai di suo tali pensieri, dopo la somministrazione di psicofarmaci avrà un bel da fare a cercare di fermarli mentre gli girano per la testa lottando contro un forte impulso a tradurli in azione. Quelli che non sono riusciti a trattenersi, durante l’arresto, quando non hanno posto fine anche alla loro vita, dichiarano sempre che era più forte di loro, dovevano farlo, quei pensieri non li lasciavano in pace. Ed è la verità, ma nessuno indaga mai sugli psicofarmaci al punto da far pensare che vi siano disposizioni in tal senso.

C’è anche da dire che la causa del problema di una madre che cerca di sopprimere il suo bambino non è da ricercarsi propriamente nel fatto che abbia partorito, ma a problemi che la persona stessa ha già, a prescindere dal parto.

Alcune di quelle madri, prima ancora di partorire, erano in cura da uno psichiatra o da uno psicologo e quando parli di cura in questo contesto stai parlando di somministrazione di psicofarmaci. Psicofarmaci che fra gli effetti collaterali includono “probabile insorgenza di pensieri suicidi ed omicidi”. Quindi anche una madre che normalmente non farebbe mai nemmeno un graffio al suo bambino potrebbe trasformarsi in un’infanticida se si manifestassero quel genere di impulsi provocati da psicofarmaci che sta prendendo per “curare” per esempio una depressione preesistente al parto.

La cronaca è piena di stragi familiari, in passato ho cercato di raccogliere tutti i casi per farne un articolo, ma non ho continuato, faccio fatica a fare gli aggiornamenti, dovrei tenere un database solo per quello.

La maggior parte delle persone responsabili di quelle stragi prendeva psicofarmaci con i suddetti effetti collaterali. Ma uno psichiatra vi dirà che la persona aveva già quel genere di turbe e istinti omicidi prima ancora di prendere i farmaci, nonostante vi siano studi che confermano che sono i farmaci la causa. Quando poi chi ha commesso tali delitti viene condannato e finisce in un manicomio criminale, la “cura” continua. Con psicofarmaci ovviamente, il business continua.

Il TSO per la depressione post-partum si rivela un fattore che può creare il problema che cerca di ”curare”, sempre fra virgolette, perché i farmaci non hanno mai guarito alcunché.

Non c’è alcuna intenzione di prevenire, ma solo di vendere farmaci, la pagina più accessibile dei siti delle case farmaceutiche è quella delle statistiche dei milioni, anzi miliardi, di dollari/euro fatturati.

Le pressioni sono forti, alle obiezioni, come il fatto che non si può applicare la stessa legge usata per calmare un pazzo furioso con dei punturoni da lobotomia chimica, rispondono con la proposta di emendamenti alla legge 180 che la addolciscano per adattarla all’atmosfera dei nastrini rosa e azzurri.

Questo significa che un giorno si potrebbero aggiungere altri emendamenti alla legge 180 anche per risolvere, per esempio, il bullismo nelle scuole, o per dare un calmata alla folla che si presenterà agli sportelli delle banche per avere indietro i soldi che non ci saranno più, o qualsiasi altra situazione che questa società in declino sta generando.

Questo che stanno cercando di fare è qualcosa che porterà passo dopo passo, in modo molto soft, a una incredibile riduzione della libertà individuale. Di fatto è un attentato alla nostra libertà.

Il problema non è il parto, ma il fatto che gli esseri umani oggi vivono in una società in cui stili di vita insostenibili rendono instabili gli individui, senza meta e confusi dal mare di disinformazione in cui sono immersi.

La maggior parte delle persone non sa nemmeno perché si trova su questo pianeta e nemmeno se lo chiede, semplicemente vive spinta da stimoli che provengono da ogni parte senza valutare se seguirli sarà a proprio beneficio o meno. Questo porta le persone a vivere insoddisfatte e spesso depresse e in questo mondo grigio c’è posto anche per una madre che uccide il suo bambino. E le case farmaceutiche hanno un ruolo determinante nel creare questa situazione globale e lo fanno tramite l’establishment medico-farmaceutico.

Ci sono diversi siti finanziati dalle case farmaceutiche, diversi appartengono a delle onlus, che si propongono come consulenti per la sindrome post parto, sono “familiari”, non farti fregare, sono fatti per portarti ad imbottirti di psicofarmaci. Questo vale anche per chi ritiene di essere arrivato all’ultima spiaggia: gli psicofarmaci danno il colpo di grazia.

Il TSO toglie alla persona tutti i diritti. La proposta include un assistente che controlla 24 ore su 24 che la madre non faccia male al bambino e deve vivere fianco a fianco fino a completa guarigione dalla sindrome post-parto. Avrebbe poteri di signore-padrone.

I medici che hanno intrapreso strade differenti a quella della prescrizione di farmaci e che non hanno accettato compromessi con il giuramento di Ippocrate sono rari e vanno stimati e aiutati a portare avanti quella che per loro è una missione.

Adesso è tempo di mondiali di calcio. Una nuova macchina mastodontica è stata messa in moto. I media parlano di “importantissimo evento mondiale”. Dedicheranno moltissime risorse, tante come non è mai stato fatto in precedenza, tanti programmi, rubriche, sezioni dei tg, ecc. tutto per distrarre la nostra attenzione dai problemi che dovrebbero essere risolti.

farmaci-integratori-contro-colesteroloOccorre guardare ed ascoltare con un certo distacco, senza eccessivo coinvolgimento, quell’entusiasmo è artificialmente creato e impedisce di vedere la reale situazione in cui viviamo.

E’ pure possibile che a fine mondiali ci si renda conto che emendamenti e leggi scomode siano state approvate in tale periodo.

Non possiamo permettere che tali proposte passino, tantomeno emendamenti alla legge 180. Anzi la legge 180 dovrebbe essere abolita.

La legge 180 applicata alle madri, emendata o meno si presterebbe sempre ad abusi
E’ necessario avere un po’ di lungimiranza per capire l’intero disegno:

Le madri possono venire costrette a prendere farmaci o perdere i loro figli. Infatti potrebbero venire considerate come irresponsabili e quindi i loro figli portati via e affidati alle istituzioni. Non è difficile convincere una madre: “Ti conviene prendere le pillole, sai altrimenti se non vuoi curarti, come fai a seguire i bambini, poi gli assistenti sociali questo lo devono scrivere sul rapporto… se poi ti portano via il bambino…” Pensi che non ci siano persone che arriverebbero a dire queste cose a una madre? Allora non conosci il mondo.

Alcune donne con depressione non rispondono ai farmaci e molte risolvono quello stato ansioso semplicemente con l’assunzione di integratori, vitamine e minerali e parlando con persone amiche e di fiducia.

Depressione e ansia possono insorgere durante la gravidanza, causate dall’alterazione ormonale indotta da un’alimentazione con carne e prodotti animali provenienti da allevamenti intensivi. Non esiste antidepressivo, o qualsiasi farmaco, che sia stato dimostrato di uso sicuro per la donna in gravidanza. Molti farmaci mettono anche a rischio il sano sviluppo del feto

Negli Stati Uniti ci sono centinaia di cause legali in atto per danni e morte di neonati attribuibili all’impiego di psicofarmaci durante la gravidanza. In Italia, che io sappia, non ce ne sono, perché l’informazione viene tenuta nascosta e nessuno indaga in tal senso.

Mancano ricerche sulla sicurezza dei farmaci sul feto e sui bambini durante l’allattamento. Mentre è vero che è stato riscontrato che i bambini sono drogati dai farmaci assunti dalla madre.

Lo screening “preventivo” erroneamente scopre gravi malattie mentali inesistenti e madri sane vengono forzate a prendere farmaci che possono danneggiare anche i loro bambini.

Questa proposta è barbara, metterla in atto va considerato un crimine contro l’umanità.

Una scienza che pensa di risolvere problemi che turbano un individuo legandolo o praticandogli la lobotomia chimica non è di nessuna utilità.

Il trattamento sanitario obbligatorio per delle future e neo mamme se approvato creerà un ulteriore disastro degno della stupidità di chi mira al profitto indiscriminato. Significa psichiatrizzare l’uomo fin nel grembo materno facendogli assorbire gli psicofarmaci dati alla madre, e poi come neonato, tramite un latte con psicofarmaci. Ma qualche lobby legata all’industria alimentare proporrà di porre “obbligo del latte in polvere per madri in TSO”.

Ricorda che la maggior parte dei presidenti delle case farmaceutiche ha una vita longeva. Non prendono ciò che consigliano al resto del mondo, si nutrono di alimenti biologici e ricorrono alle cure alternative quando ne hanno bisogno.

Fonte


Feb 3 2013

Perseguitati a vita

di Vito Romanazzi
 
pazziaSono davvero strani gli strumenti di diagnosi (per non parlare di “cura”) della psichiatria.
Io faccio una denuncia per un furto, ed oplà: diventa psicosi paranoidea.
Perseguitato dopo essere uscito dall’insano circuito anche dopo 10 anni!
Ma veniamo ai fatti.
 
Sono Vito Romanazzi, un ex utente della psichiatria da circa dieci anni (sono riuscito
 a diventare ex,ovviamente, senza il loro aiuto; anzi, col loro dissenso). Ma per 
fortuna ce l’ho fatta e ho continuatola mia vita, lavorando come tecnico radiologo 
presso il Policlinico di Bari.
Il periodo da utente, comunque, mi aveva arrecato tali danni da “convincermi” 
ad effettuare unaserie di “atti di fiducia” nei confronti di alcuni miei familiari 
quali mio fratello e mio cognato.
Avevo, infatti, dato potere di firma a loro relativamente al mio conto corrente e 
a quello della miadolce mammina.
 
Dopo tanti anni di lenta ricostruzione della mia esistenza scopro, con mio grande 
stupore, che daifamosi conti correnti su citati, mancavano cifre consistenti.
Si parla di quasi centomila euro.
Chiedo allora spiegazioni ai miei “cari” familiari, unici che avevano oltre me il 
potere di eroderedenaro dai conti.
Intravedo subito rigidità e nervosismo come risposta alle mie domande. Ma ciò 
può sembrare più cheaccettabile. Ciò che non riesco proprio a capire e ad 
accettare è quello che è avvenuto dopo.
 
Premetto che abito in un piccolo paesino della Provincia di Bari, Sammichele.
Il Maresciallo del paese, intimo amico del Sindaco tra l’altro medico, di mio 
fratello e di mio cognato,redige una relazione sul sottoscritto in cui afferma una 
mia eventuale pericolosità (si tenga presenteche sono incensurato, non ho mai 
avuto problemi giudiziari nella mia vita).
La dottoressa (cugina di mio cognato nonché Assessore alla Sanità) del paese
redige certificati medici a mio carico, dichiarando un mio notevole malessere
(senza avermi mai visitato).
Il sindaco del paesotto, anche lui intimo amico dei miei due teneri familiari
in questione, vista la dichiarazione del maresciallo e della dottoressa (il tutto,
probabilmente, a cena a casa di uno di loro, visto che sono molto amici e soliti
incontrarsi per arrostire il maiale), firma un “A.S.O.” nei miei confronti.
Azzo!
In quei giorni la mia vita diventa infernale.
La paura dell’A.S.O. e, quel che è peggio, il simpatico atteggiamento del
maresciallo che, incontrandomi più volte per strada, con tono
provocatorio, pretendeva saluto e cortesia, pena l’arresto del sottoscritto, mi
rendevano la vita non certo facile.
 
L’unico strumento che intravedo per venir fuori illeso dalla persecuzione in
atto, è una denuncia alla Procura della Repubblica. Parlo col mio avvocato e
parte l’esposto.
Dopo soli pochi giorni l’assedio si fa incalzante.
Il maresciallo e la psichiatra del C.S.M., incontrandomi (è un piccolo paesotto, ci si incontra facilmente) mi invitano, con una strana eleganza, a sottopormi a visita psichiatrica nello stesso C.S.M.
 
A questo punto, verificato che la giustizia legale per il sottoscritto non risultava un buon aiuto (chissà quando sarebbe iniziata la causa), mi viene l’ingenua e malsana idea di rivolgermi all’istituzione psichiatrica di Bari (presso il Policlinico di Bari), per ottenere un certificato di ” normotomia” (termine tecnico psichiatrico per indicare uno stato di “normalità”) che si contrapponesse e negasse quello emesso dalla psichiatra del mio paese.
Decido così (non l’avessi mai fatto…) di andare io stesso, con le mie gambe, nell’S.P.D.C. di Bari e chiedere loro una visita ed un eventuale certificato in cui si dichiarava il mio stato di “salute mentale”, da contrapporre alle pretese di accertamenti vari che stavo subendo.
 
Mi reco così in psichiatria in compagnia di mia sorella Emilia ed un’amica, guidando e chiacchierando tranquillamente con loro, e lì incontro uno psichiatra a cui racconto le mie vicissitudini e necessità. Questi esordisce dicendomi che “mi trovava bene” e mi invita a tornare il primo giorno lavorativo utile per esporre nuovamente il mio caso.
Così faccio e il lunedì successivo ritorno, sempre in compagnia di mia sorella e di una mia amica. Mi presento agli psichiatri di guardia, espongo i fatti e questi ridendo, schernendo e offendendo mi obbligano ad un ricovero volontario, che di volontario non aveva nulla, praticamente OBBLIGATORIO.
Malmenato con farmaci inutili che mi provocarono solo seri danni di ritenzione liquidi (sono un soggetto cardiopatico).
Obbligato al sonno in ambiente lercio, sotto chiave, in ambiente senza uscita di sicurezza dove tutti fumavano e senza rispetto di dieta alimentare per cardiopatici.
Ma non finisce qui…
Chiedendo dopo tre giorni, sempre in presenza di amici di poter uscire, trasformano il ricovero volontario in T.S.O.
 
Recluso per venticinque giorni in T.S.O durante i quali, per non perdere la calma, mi ripetevo costantemente: “ Faccio finta d’essere in ferie” e sognavo di essere fuori da quell’inferno, ove è prassi solita punturare pazienti come se fossero belve malvagie e legarli ai letti.
Certamente loro pensavano: “Prima o poi esploderà e lo legheremo al letto bombardandolo di farmaci”.
Ma io ho resistito, facendo intervenire anche i miei amici, ed alla fine si realizza il vero Miracolo: mi chiedono di partecipare ad una riunione familiare, sempre nel reparto, per risolvere i problemi economici familiari (il tutto con i cari fratello e cognato contro i quali avevo fatto l’esposto).
 
Tutto ciò è stato denunciato alla Procura della Repubblica, denuncia che coinvolge mio fratello e mio cognato (autori dei furti bancari), il Sindaco, il Maresciallo dei Carabinieri, lo psichiatra di Sammichele e alcuni psichiatri dell’S.P.D.C. di Bari.
 
MI liberano ma nulla è cambiato, così come stavo (bene)…, sto tutt’ora!
Certo, è un’esperienza che non auguro a nessuno!
 
Si tenga presente che, 10 anni fa, ho vissuto la spiacevole esperienza dell’infarto grazie alla somministrazione forzata di carbolithium, chiaramente controindicato per persone con problemi di colesterolo o patologie cardiologiche, quale ero io.
 
Ma non bastava questo danno a vita, non bastava riuscire a sfuggire per dieci anni e rifarsi una vita.
Anche dopo dieci anni, non posso sentirmi LIBERO.
 

 

Fonte

 


Gen 14 2013

Testimonianza torture, pestaggi e psicofarmaci

Inoltriamo:

Testimonianze: Torturato e pestato in carcere

boccaDesidero portare a conoscenza la mia vicenda di TORTURA DI STATO in CARCERE MEDIANTE PSICOFARMACI – con tanto di INDOTTA CRISI IPERTENSIVA – nel reparto “Il Sestante” di Le Vallette a Torino, guidato dal Dott. Elvezio Pirfo. Dovuta ad un palese scambio di cartelle anamnestiche col mio compagno di cella.

Il sottoscritto è un incensurato in attesa di giudizio. Tra l’altro invalido oltre i 2/3 (80%): con tale invalidità non sarei nemmeno dovuto entrare in carcere.
Ma anche se fossi stato colpevole lo Stato non ha diritto di tortura, ma obbligo di custodia.

Questa assieme alla successiva vicenda del mio PESTAGGIO SQUADRISTA COPERTO DAL SINDACO E DAL MARESCIALLO del paesino di MONASTERO BORMIDA, con tanto di Sindaco che è venuto a dichiarare in Tribunale che IO DOVEVO ESSERE RINCHIUSO perchè pazzo, non ha spiegato il perchè ma lo ha detto e ribadito!!!

QUESTA è una VICENDA che CONFERMA le storie di CUCCHI ed ALDROVANDI, in particolare quella di Cucchi: LO STATO NON TIENE IN NESSUN CONTO LA VITA di chi è sotto custodia.

SONO SOPRAVISSUTO, VOGLIO TESTIMONIARE ED HO TUTTO DOCUMENTATO! TUTTO!!!

Occorre mettere fine alla Giustizia Sudamericana ed all’impunità dei poliziotti e di certi personaggi che gravitano nel sottobosco dei Tribunali e delle carceri – Avvocati e Periti -.

Sono sopravvissuto perchè sono un bestione ed ho fatto arti marziali, ho un fisico che era d’acciaio, anche se ero già invalido all’80% per Depressione Maggiore ed attacchi di panico – causa incidente a 20 anni -.

La mia vicenda RIBADISCE QUELLA DI CUCCHI e conferma che la Giustizia Italiana ha 2 vie, una veloce e spietata, con maltrattamenti compresi, per i poveracci, una inconcludente che tutela i ricchi.

Massimo Gallo


Dic 14 2012

Tonelli – fuggitivo racconta, tra carceri e OPG

RIMINI – La fuga dalla comunità di recupero di Marradi, nascosto nel bagagliaio di un’auto. E il viaggio lungo 36 ore che lo porterà oltre confine, in una Paese straniero, una località sconosciuta sulla quale vuole mantenere il segreto. E poi i ricordi degli anni trascorsi in carcere o nell’ospedale psichiatrico giudiziario. Fabio Tonelli, 38 anni, gli ultimi dei quali passati in una cella per espiare le colpe di un’eterna lite con i vicini di casa. Chi è Tonelli? L’uomo che da del “lei” a sua madre, ripudiato dai genitori, un avvocato mancato, uno dei primi a subire la condanna per stalking a Rimini, un attaccabrighe: un folle o solo un po’ borderline? Non ci cimenteremo in una risposta che non ha trovato d’accordo gli stessi psichiatri.

Quel che riteniamo importante in queste righe è la testimonianza in presa diretta di una persona che ha vissuto la dolorosa detenzione in un ospedale psichiatrico giudiziario. E che sa trovare le parole per raccontare la sua disavventura.
Tonelli, che nel tempo è stato definito una personalità “dissociata”, o affetto da un“narcisismo maligno”, con consapevole lucidità, in un carteggio pervenuto alla Voce, motiva i suoi dissapori con il mondo intero. “A San Vittore rimasi pochi mesi perché la direzione non mi voleva per quello che ero, per quello che raccontavo e per quello che facevo”.

Con la stessa franchezza spiega perché é fuggito dalla comunità di don Nilo dove si trovava ricoverato, dopo aver espiato la sua pena perché ritenuto giuridicamente pericoloso. Scrive: “La magistratura italiana è così pressapochista da non rendersi neppure conto che le misure di sicurezza successive a fine pena detentiva godono di particolare discredito in molti paesi europei e sono invise davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Infatti si tratta di misure pseudosanitarie. Se una persona fosse ammalata dovrebbe essere curata subito e non dopo anni trascorsi in carcere senza cure”.

Se la magistratura italiana decidesse di mettersi sulle sue tracce o di chiedere al Paese che lo ospita di estradarlo, “farebbero il mio gioco perché sarei pronto a fare diventare il mio un caso internazionale, frutto di un provvedimento abnorme e attuato per perseguitarmi”.
Pungola, Tonelli, e diventa anche ironico quando racconta come funzionano le comunità di recupero. “Sono stato ospite di una comunità per tossicodipendenti ed ero l’unica persona a non essere mai stata tossicodipendente. Il mio programma di recupero era identico al loro e consisteva nel raccogliere castagne nella loro piantagione, lavoro ritenuto presupposto indispensabile per uscire dal tunnel della droga. Mi trovavo a Marradi in misura di sicurezza per presunta pericolosità sociale giuridica (mentre la pericolosità psichiatrica è stata esclusa da tutti i consulenti che lo hanno visitato, ndr). Secondo il giudice non potevo lasciare la struttura se non accompagnato”. Ma infine il giudice del tribunale di Sorveglianza di Firenze si è arreso e gli ha concesso di andare da solo alle udienze, nei vari processi (in cui è spesso imputato e talvolta vittima). “Come si giustifica la pericolosità sociale pur attenuata e la presunzione di rifare reati se poi vai di continuo da Marradi a Rimini da solo e stai via tutto il giorno per udienze e treni? E dire che se fossi stato pericoloso, avrei ben potuto presentarmi sotto casa della famiglia Bugli (la famiglia di Riccione con cui si innescato il conflitto con il vortice di querele e contro querele, ndr).

Ma la pagina più toccante del “diario di Tonelli dalla località segreta”, il fuggiasco la scrive sulla sua esperienza di paziente di Opg (ospedale psichiatrico giudiziario). “Quando ho visto che luoghi erano gli Opg ho ritenuto di credere che in carcere si hanno ancora taluni diritti, mentre in Opg tanti diritti sono assenti e si è nelle mani dello psichiatra – carceriere. Credo che se non avessi rinunciato all’attenuante del vizio totale di mente e non avessi fatto il giro delle carceri del nord a quest’ora sarei stato lobotomizzato e non potrei scrivere queste memorie”.
Per i presunti abusi subiti nell’Opg di Reggio Emilia, due anni fa Tonelli sporse denuncia contro la direzione della struttura. Un anno dopo, mentre si trovava al carcere di Montorio a Verona, andarono i carabinieri a interrogarlo per tre ore e mezza. I carabinieri indagavano in seguito alla sua denuncia sull’uso punitivo della medicina psichiatrica e sull’ipotesi di tortura”.

Nella sua denuncia ha menzionato persone internate provenienti dal forlivese e dal cesenate, oltre che dal riminese. Persone sottoposte al cosiddetto “<ergastolo in bianco”. Dimenticate cioè in quelle strutture di cura. “A Reggio ho anche incontrato Alessandro Doto il ragazzo che uccise l’addestratrice di delfini a Riccione. “Ma soprattutto ho visto cose assurde. Ho visto persone assolte per vizio totale di mente che si trovavano lì per resistenza a pubblico ufficiale, internate da 9 anni. Ho visto persone di 80 anni e oltre sulla sedia a rotelle, internate provvisoriamente a Reggio. Alcuni mi hanno raccontato di essere stati legati al letto per giorni, perfino settimane. Il mio compagno di cella fu scarcerato dopo che io gli scrissi il Riesame contro la misura di sicurezza provvisoria. Molte di queste persone sono abbandonato da parenti ed amici e non possono essere scarcerate perché nessuno li prende in affido. C’è un cesenate, che molti anni fa uccise il suocero, che è stato rinchiuso nell’Opg per vizio totale di mente e sta scontando, inconsapevolmente, un ergastolo in bianco.
Anche Tonelli fu legato al letto, avendo rifiutato le cure. Più avanti aveva poi imparato a gettare i farmaci nel water “gli infermieri erano compiacenti e mi tenevano il gioco con il medico psichiatra affinché la mia situazione non si aggravasse e non fossi di nuovo legato al letto”.

Nella località segreta in cui si trova oggi Tonelli, ha cominciato a prendere qualche contatto per una futura attività lavorativa. Un patronato che cerca docenti i lingua italiana per immigrati che da questo paese vanno in Italia gli ha promesso di ricontattarlo in gennaio. Talora mi chiedo quanto tempo durerà questo viaggio prima che possa ritornare nella mia Rimini, in un’Italia diversa”.

Fausta Mannarino