Nov 15 2013

Sabato 16 novembre, tutti al Cie di Gradisca!

cordatesaSi svolgerà sabato 16 novembre una manifestazione davanti al CIE di Gradisca, per chiederne la chiusura definitiva. Le rivolte che nelle scorse settimane hanno avuto luogo nel CIE di Gradisca, hanno portato alla sua chiusura per inagibilità, ma già si parla di iniziare la ristrutturazione per una riapertura a breve.

Sulla presenza del CIE si sono espresse Continue reading


Giu 8 2013

Manifestazione nazionale contro gli allevamenti di visoni a Bergamo

cordatesa


Mag 11 2013

Contro il Cie di Modena, scritte in prefettura e presidio

cordatesaOggi alle 15, davanti alla struttura di viale della Marmora, la protesta degli anarchici: “Chiudete i lager della democrazia”

Scritte contro il Cie (Centro per l’identificazione e l’espulsione) sono comparse stamattina sulle mura della prefettura di Modena. Il gesto, con un messaggio per la chiusura del centro e contro la polizia subito cancellato, precede il presidio di viale della Marmora a Modena. L’appuntamento è per oggi alle 15. Gli anarchici manifestano in segno di solidarietà con i reclusi e chiedono la chiusura dei “lager della democrazia”.
“Qui – si legge in un volantino diffuso dai manifestanti – dal 1999 vengono rinchiusi gli immigrati senza documenti e in attesa di espulsione, fino ad un massimo di 18 mesi. I detenuti sono costretti da Continue reading


Apr 17 2013

Oggi niente polizia

Diffondiamo da Macerie

aUn’ottantina di persone, tra compagni e solidali, ha dato vita questa mattina ad un vivace corteo per le strade di Aurora e di Porta Palazzo. Non solo al grido di «Greg, Paolo e Marta liberi!», ma anche e soprattutto di «Basta polizia!»: già, perché se oggi come oggi un corteo non riusce certo a liberare tre persone dalla prigione, può riuscire invece a tenere lontana la polizia dal mercato più affollato – e militarizzato – della città. E così, alcuni agenti della Digos, inseguiti, se la sono dovuta dare a gambe; e pure qualche auto di pattuglia è stata costretta a ingranare la retromarcia precipitosamente, tra le risate dei passanti. Del solito pattuglione misto – alpini, vigili urbani e polizia – che setaccia tutti i giorni il mercato non si è vista neppure l’ombra dall’apparire in piazza del corteo in poi. E per finire pure la celere, arrivata in forze quando il corteo era oramai a metà del suo percorso, se ne è rimasta in disparte in via Milano – temendo probabilmente che la situazione divenisse ancora più incontrollabile. Fra tutti, la sorte peggiore è toccata ad un’auto del Continue reading


Gen 13 2013

#U12 a Bilbao: 115mila in piazza per i prigionieri politici

Anche quest’anno le strade di Bilbao sono tornate a riempirsi in occasione della storica manifestazione di solidarietà e appoggio ai prigionieri e alle prigioniere politiche basche.

autonomiahorizLa data scelta per la mobilitazione di quest’anno era quella di ieri pomeriggio: nonostante la pioggia battente 115mila persone hanno risposto all’appello della manifestazione, segnando una partecipazione ancor più grande di quella registrata l’anno scorso (che era stata di circa 110mila). Convocato con le parole d’ordine di «Derechos humanos. Solución. Paz. Euskal presoak Euskal Herrira» (Diritti umani. Soluzione. Pace. Prigionieri politici Baschi in terra basca), le stesse che campeggiavano sullo striscione di apertura, l’enorme corteo si è mosso intorno alle 17.45; con incedere lento ma determinato per via del congestionamento causato dalla partecipazione massiccia e diramandosi anche nelle strade adiacenti a quelle del percorso previsto, la testa della manifestazione ha infine raggiunto il municipio di Bilbao nel tardo pomeriggio, mentre la coda si muoveva ancora dalla partenza.

Lo spettacolo che si presentava ieri era quello di una vera e propria marea, composta da attivisti baschi ma anche da quelli giunti per l’occasione a migliaia da tante altre parti (tra queste Spagna, Francia, Irlanda, Kurdistan, Italia), dai parenti dei prigionieri, da giovani e anziani, da tutti coloro che hanno deciso di unirsi all’appuntamento di ieri per chiedere il ritorno a casa dei più di 600 prigionieri politici dispersi nelle carceri spagnole ed europee.

In testa alla manifestazione c’erano i familiari dei prigionieri, affiancati dai pullmini con cui regolarmente affrontano viaggi lunghissimi per poter raggiungere i luoghi di detenzione dei prigionieri e su cui erano appesi cartelli col numero di chilometri che li distanzia dalle brevi visite ai propri parenti in carcere.

Ma al loro grido si è unito quelli di tutti quanti credono che la questione dei prigionieri politici, troppo a lungo rimasta inascoltata e deliberatamente ignorata tanto dai governi spagnoli quanto da quelli francesi, rimanga un nodo centrale e che l’impegno concreto a favore della loro liberazione non sia più rinviabile.

L’enorme partecipazione che ieri, come ogni anno, ha caratterizzato la storica manifestazione non fa che confermare l’urgenza della questione e il corteo si è chiuso con l’augurio che questo sia l’anno di cambiamenti decisivi in proposito.

Guarda il video della giornata di mobilitazione da Naiz.ino

Fonte


Dic 17 2012

Corteo contro la repressione

Il corteo finirà sotto il carcere di S.Vittore
Il 27 ottobre a Cusago un rave party viene duramente represso con un
violento attacco della celere. Il bilancio dell’operazione riporta una
ragazza in coma per diversi giorni, un cane ucciso e decine di ragazz*
feriti, diversi dei quali gravi. Nel sostanziale silenzio dei media, che
si sono limitati a riportare il comunicato della questura, si è
realizzato uno degli atti di polizia più violenti e insensati degli
ultimi anni. L’operazione evidenzia chiare responsabilità da parte della
Questura di Milano con l’avallo del DPA (Dipartimento delle Politiche
Antidroga), responsabile di una dura politica repressiva e
proibizionista. Le violenze di quel giorno, giustificate con motivazioni
ipocrite sulla tutela della salute dei partecipanti, hanno avuto il
chiaro intento di criminalizzare e reprimere un’esperienza libera ed
auto-organizzata.

L’attacco si inquadra in un contesto più ampio di crescita delle azioni
repressive, dalle quali si evince chiaramente quale sia la risposta
messa in campo dalle istituzioni nella gestione del diffuso clima di
conflitto sociale che stiamo respirando in Italia, come in tante altre
parti di Europa. In questi mesi si assiste ad un inquietante aumento
delle azioni violente da parte delle forze dell’ordine, con cariche a
freddo contro persone, siano queste studenti, lavoratori o appartenenti
a qualsiasi altro soggetto sociale politicamente attivo, “colpevoli” di
manifestare dissenso per le politiche governative o per la difesa dei
propri diritti, sgomberi di spazi sociali e di case occupate,
perquisizioni, arresti e disparate misure restrittive a carico di
attivisti, nel corso di operazioni repressive studiate a tavolino per
delegittimare i movimenti di lotta.

Non possiamo accettare questa deriva violenta e autoritaria, in cui lo
Stato usa il proprio braccio armato, le forze dell’ordine, ma sempre più
spesso anche l’esercito, come in Valsusa, in difesa degli interessi di
un sistema economico che ha dimostrato da tempo la propria
inadeguatezza.

E’ in questo scenario che quanto accaduto a Cusago non può restare
senza risposta: tutt* ci sentiamo chiamati in causa per difendere spazi
di libertà, temporanei o stabili, nei quali continuare a coltivare la
nostra opposizione al sistema vigente, attraverso lo sviluppo di
pratiche controculturali vecchie e nuove, pratiche con cui affermiamo la
nostra alterità rispetto alla mercificazione dell’esistenza che
contraddistingue il modello sociale in cui stiamo vivendo.

Riteniamo quindi indispensabile riportare all’attenzione collettiva
temi fondanti come autogestione e autoproduzione; riaffermiamo con forza
la legittimità delle pratiche di riappropriazione di spazi, tempi e
saperi. Rivendichiamo l’attualità dell’occupazione come atto in grado di
ridare vita, temporaneamente o in maniera stabile, a zone autonome e
liberate. Sfruttando gli sprechi e l’abbandono ci sottraiamo alle
logiche del potere e del profitto, creiamo spazi pubblici di socialità
in grado di autoregolarsi, sperimentiamo nuove modalità di relazione tra
le persone.

Su questi presupposti si è costruito un percorso di confronto, aperto
ed eterogeneo, tra soggetti di tutta Italia che in veste differente
hanno a cuore la creazione di nuovi ragionamenti e pratiche comuni:
tribe, spazi sociali, singole persone hanno popolato assemblee pubbliche
durante le quali si è sancita la necessità di dare una prima forte
risposta di piazza a tutte queste esigenze latenti, dando forma anche a
interconnessioni tra differenti percorsi politici e sociali.

Il 22 dicembre manifesteremo per rivendicare le nostre azioni e
denunciare questo clima di tensione attraverso una presenza consapevole
nelle strade e nelle piazze, in grado di spezzare il meccanismo
recriminatorio che ci circonda e portare la nostra voce e il nostro
pensiero. Il corteo si concluderà con un presidio davanti al carcere di
San Vittore, luogo simbolico e spina nel cuore del tessuto urbano
milanese, per portare la nostra solidarietà a tutti coloro che subiscono
l’oppressione dello stato e far sentire la nostra presenza attraverso la
musica.

Concentramento h 14.30 – Piazzale Cairoli
Per info o adesioni: reclaimthestreets2k12@inventati.org