Nov 14 2014

Giustizia: i “domiciliari” come regola, il carcere come eccezione, lunedì la riforma in aula

20140827_c4_meglioprigioneSì della commissione giustizia di Montecitorio al provvedimento a firma Pd che rivoluziona la logica della custodia cautelare. Mentre la Corte Ue riconosce i passi avanti dell’Italia sul fronte carceri e respinge tutti i ricorsi.

Passo dopo passo, le politiche carcerarie vanno avanti. Certo, “c’è ancora molto da fare”, avverte il ministro Orlando che pure non nasconde la sua soddisfazione per la pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha respinto tutti i ricorsi presentati da 3564 detenuti italiani contro il sovraffollamento degli istituti penitenziari. E questo grazie all’ultimo decreto leggi carceri e allo “svuota carceri” approvato lo scorso dicembre.  Continue reading


Gen 12 2014

Rapinatore condannato ai domiciliari “Obbedisci a tua madre o vai in carcere”

cordatesaO fai come dice mamma, o il carcere. Suona più o meno così l’ordinanza con cui il tribunale di Roma ha concesso gli arresti domiciliari al 19enne, Ayman Soliman, il giovane italo-somalo  arrestato dai carabinieri della stazione di Piazza Dante il 3 gennaio con un complice minorenne, per aver rapinato un supermercato e ferito un carabiniere con una coltellata.

Dopo la convalida Continue reading


Apr 25 2013

Aggiornamenti arresti Torino

semilibertaAggiornamento 23 aprile. Ieri pomeriggio anche Greg e Marta sono usciti dal carcere delle Vallette per andare ai domiciliari, con tutte le restrizioni.

A loro, così come a tutti coloro che vedono la casa trasformarsi in cella, va tutta la nostra complicità e solidarietà.


Feb 18 2013

Scontri a Roma: revocati i domiciliari per Davide Rosci che torna in carcere

Teramo. Torna in cella Davide Rosci, l’esponente di Azione Antifascista Teramo condannato a sei anni di reclusione per gli scontri di Roma del 15 ottobre del 2011.

indignati-romaI carabinieri del nucleo informativo del reparto operativo del comando provinciale di Teramo questa mattina gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violazione degli obblighi dell’autorità giudiziaria. In sostanza Rosci è accusato di essere “evaso” dagli arresti domiciliare, beneficio che gli è stato concesso prima del processo romano e attraverso il quale sta scontando la pena detentiva.

I carabinieri hanno rimesso una informativa all’autorità giudiziaria romana all’esito di un controllo, due settimane fa, in cui Rosci era stato sorpreso fuori dalla sua abitazione: era un sabato e il giovane teramano, contrariamente al resto della settimana quando gli è consentito di recarsi al lavoro, doveva trovarsi a casa. Ciò non è stato e da qui la decisione del tribunale di Roma di revocargli il beneficio dei domiciliari. Rosci è uno dei giovani condannati a Roma, in solidarietà dei quali sabato 19 febbraio, a Teramo, è stato organizzato un partecipato corteo.

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Gen 27 2013

Bergamo – Il carcere miete l’ennesima vittima (aggiornato)

da informa-azione

Nella giornata del 24 gennaio 2013, un detenuto nel carcere di Bergamo si è tolto la vita.

lacrime-di-rabbia-e-dolore-L-5YQOHNDei suoi compagni di prigionia si erano accorti che nell’aria c’era qualcosa che non andava e hanno dato subito l’allarme, ma le guardie accorse non hanno voluto aprire le sbarre immediatamente. Quando lo hanno fatto, ormai era troppo tardi. Non sappiamo ancora quale era il suo nome, sappiamo solamente che era originario della Colombia. L’informazione ci è pervenuta dalla moglie di un detenuto rinchiuso in quella sezione.

Aggiornamento

Il gesto estremo è avvenuto giovedì 24 gennaio, quando un ragazzo di 23 anni  ha atteso di restare da solo in cella e si è impiccato. Il giovane era stato detenuto per aver violato gli obblighi previsti dagli arresti domiciliari. Indagato per una rapina, il magistrato aveva scelto comunque di imporrgli la misura cautelare, nonostante fosse incensurato e avesse sempre professato la propria innocenza . il giorno prima del suicidio, il detenuto aveva saputo in carcere di essere stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione.  Era davvero necessario sottoporre agli arresti domiciliari un giovane incensurato in attesa di giudizio? Secondo i dati di Ristretti Orizzonti questo è l’ottavo suicidio che avviene nel carcere di Bergamo negli ultimi 10 anni.

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Gen 12 2013

Evade dai domiciliari e picchia un militare.

Evade dai domiciliari e aggredisce un militare in borghese all’esterno della base logistica di Cecina.

schiaffiAlla vista dei carabinieri ha minacciato e cercato di aggredire fisicamente anche loro

I carabinieri hanno rintracciato il responsabile, un trentaduenne di Cecina, e lo hanno arrestato poco dopo per evasione, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Il fatto è accaduto lo scorso mercoledì mattina, quando i carabinieri sono intervenuti a seguito di una chiamata della base logistica di Cecina.Secondo la chiamata un militare, in borghese e libero dal servizio, era stato aggredito fuori della base dal trentaduenne. L’aggressione, sia fisica che verbale, era avvenuta per futili motivi. L’uomo aveva minacciato anche altri militari accorsi in difesa del collega.I carabinieri, dopo aver raccolto le prime testimonianze hanno intuito di chi poteva trattarsi e si sono subito diretti presso l’abitazione del trentaduenne. Quest’ultimo, alla vista degli uomini dell’Arma ha minacciato e cercato di aggredire fisicamente anche loro. Portato in caserma è stato quindi dichiarato in arresto per evasione, visto che si trovava ai domiciliari, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale e trattenuto in camera di sicurezza. A seguito dell’udienza di convalida, l’uomo é stato trasferito nel carcere di Livorno.

Fonte: ANSA

Gen 9 2013

Lander: continua la persecuzione spagnola

Per tentare di ottenere l’estradizione del giovane basco arrestato a Roma e da 7 mesi ai domiciliari, Madrid ha deciso di farsi rappresentare da uno degli avvocati più noti d’Italia. Franco Coppi, difensore di Andreotti e poi di Gianni de Gennaro.

“La Spagna non molla l’osso”. E’ con questa colorita ma efficace espressione che Marco Lucentini, uno degli avvocati del collegio di difesa di Lander Fernandez, ha descritto la principale novità emersa dall’udienza che si è tenuta oggi, al tribunale di Roma, sulla richiesta di estradizione avanzata dal governo spagnolo nei confronti del giovane cittadino basco arrestato a Roma il 13 giugno e da 7 mesi ormai agli arresti domiciliari nel suo domicilio di Garbatella.

La principale novità all’interno di una riconfermata strategia di accanimento e persecuzione nei confronti di Lander, da parte delle autorità spagnole, si chiama Franco Coppi, classe 1938, avvocato di fama nazionale. E’ lui che hanno scelto a Madrid per affiancare e potenziare l’accusa rappresentata dal pm, in nome delle difesa diretta del punto di vista e degli interessi del governo di Madrid. Non è un caso, spiega l’avvocato Lucentini, che se il pm si è limitato a poche battute, nel chiedere che la terna di giudici si pronunci a favore dell’estradizione, la vera e propria requisitoria l’abbia fatta proprio il legale nominato dal governo spagnolo. Non un avvocato a caso: fu infatti Coppi a difendere personaggi come Giulio Andreotti, Don Pierino Gelmini, Antonio Fazio nel processo per lo scandalo all’Antonveneta, e poi due imputati nel caso della scuola di Rignano Flaminio, e poi ancora Sabrina Misseri, Vittorio Emanuele di Savoia e non ultimo l’ex capo della polizia Gianni de Gennaro nel processo sui fatti della scuola Diaz di Genova, nel 2001.

In aula oggi c’era anche un funzionario dell’ambasciata spagnola a Roma, a dimostrazione dell’interesse prioritario che Madrid ripone in una vicenda che dal punto di vista puramente giudiziario è assai relativo, viste le accuse sostanzialmente banali rivolte a Lander – accusato di aver incendiato un autobus vuoto e senza produrre danni o rischi per le persone, nel lontano 2002 – ma che evidentemente ha un alto valore politico per un paese ancora fortemente impegnato nella caccia al basco.

E’ chiaro che Madrid non vuole sorprese, e vista l’inconsistenza assoluta delle argomentazioni a favore della richiesta di estradizione di Lander Fernandez – oggi nessun ulteriore elemento probatorio  è stato portato in aula dall’accusa – punta ad investire tutto sul peso del nuovo pezzo da novanta. “Coppi rappresenta le ragioni dello stato richiedente – spiega Lucentini –  ed in quanto tale ha sottolineato l’elemento che il governo spagnolo utilizza per dimostrare che Lander Fernandez agiva con finalità di terrorismo e all’interno dell’attività di un non meglio precisato gruppo violento, motivo per il quale il reato di danneggiamento che altrimenti sarebbe già ampiamente prescritto si trasforma improvvisamente in qualcosa di molto più grave e tuttora punibile”. Accusa che, come più volte spiegato dai legali e dagli attivisti del comitato di solidarietà con Lander, Un caso basco a Roma, è priva di qualsiasi fondamento e si basa esclusivamente sui teoremi che la magistratura e il potere politico utilizzano da alcuni anni per mandare in galera centinaia di attivisti sociali e sindacali, esponenti dell’associazionismo e dei centri sociali, ed oggi più in voga che mai visto l’aumento della conflittualità dovuto ad una situazione sociale di crisi verticale e insostenibile da settori sempre più ampi non solo della popolazione basca ma di tutto lo stato spagnolo. D’altronde, spiega il legale, se l’accusa non facesse riferimento alla pretesa finalità di terrorismo dell’episodio contestato all’imputato non ci sarebbero gli estremi per la suddetta consegna alle autorità di Madrid, visto che secondo la nostra legislazione ma anche quella spagnola il reato sarebbe prescritto.

“Se la Spagna arriva a conferire un mandato difensivo ad uno dei penalisti più noti d’Italia per perorare la causa della richiesta di consegna a proposito di un episodio minore e oltretutto avvenuto più di dieci anni fa è evidente che esiste un interesse e un investimento politico importante” spiega Lucentini, secondo il quale si è assiste ad una insistenza spropositata da parte spagnola affatto giustificata dalla caratteristiche del procedimento in corso a carico di Lander. D’altronde, già al momento dell’arresto del giovane a Roma, i media spagnoli fecero un gran battage, inventandosi anche che il giovane era in possesso di documenti falsi e di una pistola, circostanze completamente false e strumentali a dimostrare all’opinione pubblica nazionalista spagnola l’importanza della richiesta di estradizione e del mandato di cattura spiccati nei confronti di un ragazzo che viveva a Roma da un anno e mezzo alla luce del sole, senza nascondersi.

paesi_baschiConclusa l’udienza occorrerà attendere alcuni giorni per il pronunciamento della terna di giudici. Dopodiché il ricorso in Cassazione bloccherebbe comunque una eventuale estradizione in attesa del pronunciamento del massimo organo giudiziario. Non finisce quindi comunque qui il percorso di iniziativa e solidarietà iniziato immediatamente dopo l’arresto e coagulatosi all’interno della campagna ‘Un caso basco a Roma’: decine di manifestazioni, presidi, assemblee e seminari all’interno di facoltà universitarie, sedi politiche, centri sociali. E un appello, sottoscritto da decine tra parlamentari e giuristi che smaschera e contesta il carattere vendicativo ed emergenzialista della legislazione spagnola scritta ad hoc per giustificare una persecuzione politica prima ancora che giudiziaria contro gli attivisti baschi.

Stamattina, in contemporanea con l’udienza, un centinaio di attivisti e attiviste di diverse realtà sociali e politiche della capitale e non solo hanno manifestato a Piazzale Clodio, esponendo bandiere basche e striscioni di solidarietà con Lander e tutti i prigionieri politici baschi, gridando slogan e informando i passanti sulle ragioni della mobilitazione. Un ulteriore appuntamento dopo il blitz di ieri di fronte al Ministero della Giustizia, per investire del problema i rappresentanti del governo Monti. Perché, qualsiasi cosa decideranno i tribunali, l’ultima parola spetta comunque al Ministero di Via Arenula e da qui l’importanza di una mobilitazione che finora ha investito migliaia di persone e ha permesso la pubblicazione dell’appello su ben quattro quotidiani nazionali.

Fonte: contropiano.org