Nov 10 2013

Svizzera: Visita sotto il carcere per Marco Camenisch

cordatesaDiffondiamo da  contrainfo

 Svizzera Indymedia. Traduzione di Marco Camenisch, CH, ottobre 2013

Il 20 settembre un gruppo si avviava verso la galera di Lenzburg. Si riuniva davanti all’ala est, dove è carcerato Marco Camenisch. Furono appesi due striscioni al recinto del carcere: “piuttosto stanchi di TV che radioattivi? Marco Libero” e “Un altro mondo è necessario – stiamo Continue reading


Ott 2 2013

Appuntamento al CIE di Torino

diffondiamo da Maceriecordatesa«Una ad una, pezzo dopo pezzo, le prigioni italiane per stranieri senza documenti stanno chiudendo. Su tredici Centri, sei sono chiusi. E quasi tutti quelli rimasti aperti sono più o meno seriamente danneggiati dalle rivolte dei reclusi, e funzionano a capienza ridotta. La Continue reading


Set 17 2013

Interventi dai presidi in solidarietà ai detenuti in lotta

diffondiamo da radiazione.info

radiazione-webSolidali alla lotta dei detenuti

Dal 10 al 30 settembre detenuti di varie carceri italiane hanno indetto azioni di lotta e protesta per denunciare le condizioni barbariche e degradanti in cui il nostro stato costringe chi infrange le sue leggi. Scioperi del carrello. Rifiuto di rientrare dall’ora d’aria. Da tutta Italia giunge l’urlo dei carcerati Continue reading


Giu 23 2013

Presidio al tribunale in solidarietà con Maurizio Alfieri e i detenuti in lotta

IL 4 LUGLIO A TOLMEZZO ASSIEME A MAURIZIO ALFIERI
cordatesaGiovedì 4 luglio, presso il tribunale di Tolmezzo (Udine), si svolgerà un processo a carico di Maurizio Alfieri. Maurizio è accusato di aver reagito alla provocazione di un infame (collaboratore di giustizia e della direzione carceraria) durante la sua permanenza nella sezione di isolamento del carcere cittadino. A fronte delle decine di denunce di pestaggi inoltrate alla Procura dai detenuti, il tribunale di Tolmezzo ha sempre coperto l’operato della direttrice del carcere, del ROS e delle squadrette di secondini picchiatori, riservando le proprie attenzioni solo ai prigionieri ribelli. Niente di nuovo.
Al di là dell’episodio Continue reading


Mag 31 2013

Manifestazione contro i CIE a Gradisca

cordatesa


Mag 10 2013

Presidio al CIE di Modena: 11 maggio 2013

cordatesaProssimo appuntamento solidale sotto le mura del CIE di viale LaMarmora (MO)

SABATO 11 MAGGIO ORE 15.00

http://nociemodena.noblogs.org/


Mar 31 2013

Caso Aldrovandi; Ferrara si ferma per abbracciare i genitori di Federico

images (22)Migliaia in piazza Savonarola, al Castello striscione “stop al Coisp”. La mamma Patrizia: “Chiedo alle forze di polizia pulite la forza di liberarsi dalle mele marce”. Anonymous rende inaccessibile il sito del sindacato di Polizia.

Gli agenti condannati rientreranno in servizio nel 2014. Questo pomeriggio Ferrara si è fermata ed è scesa in piazza Savonarola, straripante di persone, per abbracciare i genitori di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto nel 2005 durante un controllo di Polizia effettuato da 4 agenti condannati in via definitiva.
Una manifestazione con migliaia di persone che si sono volute stringere attorno a Lino Aldrovandi e a Patrizia Moretti e rispondere così, con la solidarietà senza bandiere di sorta, al sit-in del Coisp messo in scena il 27 marzo per esprimere sostegno ai 4 agenti arrestati.
In piazza, mamma Patrizia è scesa con una grande foto di Federico, ma questa volta era l’immagine di un bel ragazzo bruno, nel pieno dei suoi 18 anni, non quella del cadavere del figlio con la testa in una pozza di sangue che mercoledì mattina la donna ha deciso di mostrare al sit-in del sindacato di Polizia che manifestava proprio sotto le finestre del suo ufficio, in Comune. Sulla cancellata del Castello, simbolo della città, l’associazione Amici di Federico Aldrovandi ha appeso uno striscione blu con la scritta “stop al Coisp”.
In piazza con mamma Aldrovandi anche Lucia Uva, sorella di Giuseppe Uva che 4 anni fa morì in ospedale a Varese dopo essere stato fermato dai Carabinieri. Lucia Uva è stata querelata per diffamazione dei carabinieri, dopo un’intervista televisiva. Un fatto che Patrizia Aldrovandi ha commentato oggi con amarezza. “Questo provvedimento contro la famiglia della vittima era urgente – ha scritto la madre di Federico su Facebook – invece l’indagine disposta dal giudice su quanto successo in quella caserma a Giuseppe 4 anni fa rimane chiusa nella scrivania del Pm e fra poco sarà troppo tardi e cadrà in prescrizione”.
In piazza Savonarola tantissimi ferraresi di ogni età, ma anche persone venute da fuori, associazioni e forze politiche tra cui il Pd e la Cgil di Ferrara e dell’Emilia Romagna.
“Sono meravigliata, questa solidarietà è grande, enorme, ma non è per me, è per Federico, per chi gli vuole bene e per questa città” ha commentato Patrizia Moretti. “Chiedo alle forze di polizia pulite la forza di liberarsi dalle mele marce” ha continuato la mamma di Federico, rinnovando la richiesta di espellere dal corpo i poliziotti condannati.
“Quei signori tra poco torneranno liberi, però quella divisa va loro tolta” le ha fatto eco il padre di Federico, Lino, parlando alla folla da un piccolo palco allestito in piazza. “Il ministro Cancellieri ha detto che non rappresentano la polizia e mi auguro che lo dimostri – ha aggiunto l’uomo che è un agente della Polizia Municipale – io quella divisa la amo e ai poliziotti tendo la mano, ma non agli assassini che disonorano quella divisa”.
Patrizia Moretti è poi tornata sul sit-in del Coisp rimarcando come quell’iniziativa sia stata “un modo di approfittare di questo dolore, è il culmine della disumanità”. Però, ha aggiunto, “in questo modo hanno anche reso palese quanto sia difficile per le famiglie delle vittime lottare quando dall’altra parte ci sono le forze dell’ordine”.
Gli agenti condannati rientreranno in servizio nel 2014. La Commissione disciplinare del Dipartimento di Sicurezza avrebbe infatti deciso, sottolineano fonti sindacali di Polizia, una sospensione dal servizio di sei mesi. La sospensione dal servizio scatterà a giugno e si concluderà alla fine dell’anno. Fino a giugno i poliziotti sconteranno i sei mesi di reclusione restanti dalla condanna a 3 anni e sei mesi (di cui tre anni compresi nell’indulto) per la morte di Federico.
Franco Maccari, segretario Generale del sindacato di Polizia Coisp, oggi è tornato sulle polemiche di questi giorni auspicando “che tutti, principalmente la politica, colgano l’occasione per affrontare le questioni che fin dall’inizio abbiamo voluto mettere in evidenza”.
“Delle persone sono state mandate in carcere a scontare sei mesi di pena mentre la legge prevede che chi abbia da espiare condanne inferiori ai 12 mesi non deve starci. La legge si applica diversamente ai poliziotti? Perché?” ha chiesto Maccari.
In una lettera al ministro dell’Interno, Maccari ha poi sottolineato: “Credere che l’iniziativa del Coisp sia stata rivolta contro la signora Patrizia Moretti è assurdo, come dimostrano tutte le dichiarazioni da sempre rilasciate da questo sindacato di Polizia e non solo, ma come evidenzia anche una banale logica: la mamma di Federico non ha alcun ruolo nell’applicazione delle misure detentive a carico dei quattro poliziotti condannati”.
Intanto un attacco di Anonymous ha reso inaccessibile il sito del Coisp. È stato il blog di Anonymous Italia a rivendicare l’azione #opcoisp Tango Down con una scritta sovrapposta all’immagine di Guy Fawkes, il ribelle mascherato reso celebre dal film V per Vendetta raffigurato mentre abbraccia la madre di Federico.Agenti condannati rientreranno in servizio nel 2014Rientreranno in servizio nel 2014 i quattro agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi. La Commissione disciplinare del Dipartimento di Sicurezza avrebbe infatti deciso, sottolineano fonti sindacali di Polizia, una sospensione dal servizio di sei mesi. La sospensione dal servizio scatterà a giugno e si concluderà alla fine dell’anno. Fino a giugno i poliziotti sconteranno i sei mesi di reclusione restanti dalla condanna a 3 anni e sei mesi (di cui tre anni compresi nell’indulto) per la morte di Federico Aldrovandi.

Fonte: Adnkronos