Giu 23 2013

Ha 86 anni e non ha casa: in carcere perché sul bus senza biglietto

cordatesaUna senzatetto di 86 anni è stata rinchiusa in carcere, e ci dovrà restare per 40 giorni, per essere stata sorpresa a viaggiare per la quarta volta senza biglietto sui mezzi pubblici. E’ quanto racconta il tabloid Express.

L’anziana signora di Wuppertal è stata condannata dal tribunale a pagare un’ammenda di 400 euro, più altri 74 di spese di giudizio ma non avendo soldi le è stata applicata la pena sostitutiva di 40 giorni di carcere.

Un portavoce della polizia ha spiegato che  Continue reading


Mag 21 2013

Detenuto si sostituisce al compagno di cella ed evade dal carcere

cordatesaUn ungherese di 32 anni detenuto nel  carcere di Dresda in Germania si è sostituito al suo compagno di cella e in questo modo è riuscito a riottenere la libertà. L’uomo, come racconta il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung era stato arrestato per furto, ma stava per essere incriminato per un nuovo reato molto più grave di prima: traffico di esseri umani e induzione alla prostituzione. Il 32enne è accusato in particolare di aver fatto entrare illegalmente in Germania una ragazza di 15 anni per poi costringerla a prostituirsi. L’uomo però è riuscito ad ingannare tutti i secondini, fingendosi il suo compagno di cella, sfruttando il fatto che i due erano molto somiglianti.  A confermarlo è lo stesso direttore del carcere, Ulrich Schwarzer, secondo il quale dopo che l’uomo si era fatto un taglio di capelli uguale al suo compagno di cella era davvero difficile distinguerli guardando le foto in Continue reading


Mag 10 2013

Le “torture” shock delle carceri minorili tedesche

cordatesaDie Bild rivela aspetti inediti sul trattamento riservato ai detenuti delle carceri minorili in Germania. Ecco cosa accade.

CARCERE E VIOLENZA  – “La violenza nelle carceri minorili tedesche è all’ordine del giorno” scrive Die Bild. L’università di Colonia ha intervistato almeno cento detenuti tra i 15 e i 24 anni che hanno decido di rivelare la loro esperienza. Più del 70% degli intervistati ha dichiarato di aver subito una sorta di terrorismo psicologico e a questo si somma la violenza fisica. Ci sono state anche segnalazioni di abusi sessuali. “La violenza all’interno del carcere è un fattore comune, anche se non si comprende la radice della sua presenza” ha dichiaratoFrank Neubacher, dell’università di Colonia.

TESTIMONIANZE – I minorenni finiscono Continue reading


Mar 31 2013

Germania: nel carcere di Suhl detenuto prende ragazza in ostaggio, chiede trasferimento

hostage2final1 - CopyUn detenuto di 52 anni della prigione di Suhl, in Turingia, è riuscito a prendere in ostaggio ieri poemriggio una ragazza di 26 anni e minaccia di ucciderla con un coltello sulla gola. L’uomo ha chiesto assistenza legale e il trasferimento in un altro istituto penitenziario. Un commando speciale si trova già sul posto, scrive lo Spiegel online.

Fonte: TM News


Mar 27 2013

Aachen[Germania]:Il carcere, la stampa tedesca e la nostalgia di aver perso Gabriel

diffondiamo da  RadioAzione

libertad_pombo_da_silvaA fine gennaio 2013 il compagno Gabriel Pombo da Silva, dopo anni di carcere tedesco, viene trasferito in Spagna sotto regime F.I.E.S.

Ma ad Aachen non lo hanno dimenticato, e una notizia di qualche giorno fa, da parte della stampa tedesca, parla di una scoperta all’interno della cella che segregava Gabriel.

In poche parole, nella ex cella di Gabriel sarebbe stata trovata una buca ben camuffata dove, sempre secondo la stampa tedesca e la direzione del carcere di Aachen, il compagno avrebbe tenuto nascosto documenti ed altro materiale. La stessa stampa infierisce con un titolo “Buco in cella…anarchico, hai dimenticato i tuoi strumenti in cella?“, alludendo al ritrovamento nella buca di seghe, lettere ed altri oggetti.

I giornalisti si rivelano sempre di più il braccio armato, anche se di sola penna, della magistratura mondiale. Dove la magistratura tace, parlano loro. In Italia non molti giorni fa era accaduta la medesima cosa nei confronti dei due compagni ALfredo Cospito e NIcola Gai. Ricordiamo che gli esami sui caschi erano risultati negativi per i R.I.S., mentre per la stampa affermava l’opposto.

Giornalisti, una volta che vi piace tanto indagare…occhio alla penna!


Mar 22 2013

Inaugurato il nuovo carcere di Heidering in Germania: carcere modello con ogni comfort

76Si inaugura oggi a Grossbeeren, una trentina di chilometri a sud di Berlino, la nuovissima prigione di Heidering, una struttura a cinque stelle in grado di ospitare 648 detenuti, con ampia libertà di movimento all’interno ed una modernissima cucina comune ogni 18 persone.

Diversi giornali tedeschi polemizzano mettendo in evidenza che il nuovo carcere ha palestre e strutture sportive migliori di quelle delle scuole e dei licei berlinesi. A differenza dell’aeroporto della capitale, i cui costi di costruzione sono esplosi e la cui inaugurazione è stata già rinviata tre volte, senza che ancora si sappia quando entrerà finalmente in servizio, Heidering è stata realizzata nei tempi previsti e con un costo di 118 milioni di euro, come era stato preventivato.

La struttura è dotata solo di celle singole, ognuna delle quali ha una superficie di oltre 10mq e dispone di un vano separato per il bagno, oltre al fatto che le finestre hanno un’altezza di un metro e mezzo e sono del tutto apribili. Ma il fiore all’occhiello della nuovissima prigione sono le strutture sportive, con tre campi di calcio, una pista per la corsa ed una palestra di 800 metri quadri. Nelle zone comuni di soggiorno, che possono accogliere fino a 18 detenuti, c’è anche una loggia con un balcone protetto da inferriate sul quale è possibile prendere aria, fumare e bere anche un caffè.

L’architetto che ha progettato il carcere, Josef Hohensinn, spiega che ogni loggia della struttura è “un simbolo, una piccolezza con cui si riesce ad ottenere un’alta qualità della vita”.

Josef Hohensinn è lo stesso architetto che ha progettato il il Centro della Giustizia con l’annesso carcere di Loeben in Austria.

Per il portavoce dei Verdi nel parlamento della città-Stato di Berlino, Dirk Behrendt, la nuova struttura è invece “la prigione più superflua della Germania”, anche perché nella capitale il numero di reclusi è in diminuzione rispetto alle previsioni.

AGI


Feb 14 2013

Sonja Suder, ex-militante RZ ancora in galera

Revolutionäre-ZellenIn Germania rimane detenuta Sonja Suder, ex-militante delle Revolutionäre Zelle (RZ, altra formazione militante degli anni ’70), ed estradata dalla Francia dove era in esilio da 33 anni, dopo una lunga battaglia giudiziaria (vedi qui e qui).
Sonja ha 79 anni, e per sua e nostra fortuna è ancora in forma; per il suo compleanno, lo scorso 15 gennaio, dei fuochi d’artificio sono stati accesi davanti al carcere.
Il suo compagno, Christian Gauger è stato scarcerato dopo un mese dall’estradizione; colpito da un attacco cardiaco anni prima, perse completamente la memoria e rimase in condizioni difficili, tanto che venne ‘consegnato’ dalla Francia alla Germania in ambulanza.
Li vogliono portare a processo, per due attacchi incendiari, senza morti né feriti, compiuti dalle RZ nell’ambito delle lotte antinucleari degli anni ’70. E ci vogliono portare Sonja in catene, 35 anni dopo i fatti.
Verdammtlangquer‘ è il nome del sito di solidarietà, significa qualcosa come persecuzione dannatamente lunga.
Dannatamente breve fu invece la ricerca dei criminali di guerra nazisti. Recentemente il giovane storico tedesco Felix Bohr (autore di una tesi sulla lobby dei criminali di guerra tedeschi) ha ritrovato e pubblicato i documenti diplomatici che mostrano come alla fine degli anni ’50 vi fu un accordo tra autorità italiane e germaniche per dimenticare i responsabili delle 2273 stragi compiute dai nazifascisti in Italia nei primi anni ’40. Quegli ufficiali delle SS e della Wehrmacht erano, negli anni ’50 (e ’60, e ’70, ecc.) diventati alti dirigenti funzionari dello Stato democratico, industriali o banchieri. Perfetti e intoccabili per l’apparato contro cui Sonja, e Christa, e tanti altri si ribellarono.

Fonte


Feb 14 2013

No all’incarcerazione di Christa Eckes! Militante RAF

rafIl 1. dicembre 2011 la Corte d’appello di Stoccarda (Oberlandsgericht Stuttgart) ha deciso che l’ex militante della Rote Armee Fraktion (RAF) Christa Eckes deve essere imprigionata per 6 mesi poiché si rifiuta di testimoniare.
La ‘Beugehaft’ è la carcerazione coercitiva prevista dal codice tedesco per costringere un testimone a rivelare quanto di sua conoscenza. Christa è gravemente malata, in cura per leucemia, e questo ordine di carcerazione potrebbe essere la sua condanna a morte.

L’incarcerazione ‘educativa’ di Christa Eckes, ex militante della Rote Armee Fraktion (RAF) e gravemente malata di cancro, per costringerla a testimoniare in un processo per fatti degli anni ’70, è stata revocata dal Tribunale federale tedesco.
Si tratta di una decisione che, sotto il profilo della legalità, è assolutamente ragionevole, tanto che non dovrebbe neppure fare notizia; ma quando si tratta di militanti di sinistra, o ex-tali ma non pentiti, la politica prende il posto della ragione.
Sul caso e sull’arresto coercitivo o Beugehaft s’era riferito qui.
Nella decisione del 19 gennaio 2012  i magistrati hanno ammesso che una persona in chemioterapia non può essere semplicemente sbattuta in cella, poiché “la verità non può essere ricercata a qualsiasi costo, non dunque, nel caso, a costo della seria messa in pericolo della vita di una testimone gravemente malata”.

La verità in questione, sia chiaro, è quella giudiziaria: su dettagli del caso Buback (1977), sul quale la stessa Christa all’epoca non poteva sapere proprio nulla, essendo già in galera da anni.
Insomma sono stati ridotti alla ragione, ma pure per questo s’è dovuto battagliare.christaeckes

Christa ha trasmesso un messaggio:

A tutte le amiche e gli amici e a tutti coloro che si sono mobilitati contro l’arresto per rifiuto di testimoniare

L’alta Corte ha ritirato la misura d’incarcerazione per rifiuto di testimoniare emessa contro di me. È una buona cosa.
Naturalmente questo non mette fine al confronto con la polizia politica, alle procedure contro i militanti degli ’70 e di oggi, né al rifiuto di testimoniare e agli arresti per chi lo pratica, siano altri militanti o in generale.
Ciò è chiaro per chiunque.

Voglio però dire qui che l’esperienza che ho fatto della vostra solidarietà, amicizia e sostegno concreto, proprio ora mi ha toccata profondamente, e che anche nello stato di salute in cui mi trovo ciò mi da una sicurezza ed un appoggio che per me sono molto importanti.

Ed è anche emerso chiaramente che la grande mobilitazione e le molte proteste hanno avuto effetto.
Chissà, sennò, cosa sarebbe accaduto.
Christa

Fonte e approfonfimento