Ott 2 2013

G8, Massimo Pigozzi, poliziotto e stupratore: 4 donne violentate in Questura

cordatesaROMA – Fermava le prostitute, le portava in Questura e poi le stuprava. Una, due, tre, quattro volte. Tante quante le vittime accertate. Per questo Massimo Pigozzi, poliziotto, è stato condannato in Cassazione, e quindi in via definitiva, a 12 anni di carcere. Ma c’è di più: a pagare i danni sarà lo Stato, cioè  noi. Risarcimento perché al poliziotto è stato consentito di stuprare in Questura: nessuno ha Continue reading


Ott 2 2013

Prigionieri G8 2011 – Urgente sostegno spese legali per Gimmi

diffondiamo da informa-azione

cordatesaCiao, sono Paola la ragazza di Gimmi, condannato a 14 anni di carcere per i fatti del G8 di Genova e si trova a Roma Rebibbia a scontare. Il compagno Gimmi ha bisogno di urgente aiuto economico per le spese d’avvocato di Catania che deve aprire fascicoli vecchi per sconti di pena…l’avvocato vuole essere pagato e Gimmi ha una condizione Continue reading


Set 15 2013

“A Bolzaneto accantonato lo stato di diritto”, ma nessuno in 12 anni ha fatto niente

cordatesaLe motivazioni della sentenza di Cassazione sono pesantissime: “Trattamento dei detenuti gravemente lesivo della dignità delle persone”; “vessazioni continue e diffuse”. Nessuno però è stato rimosso dall’incarico, e la legge in discussione in Parlamento non qualifica la tortura come reato del pubblico ufficiale

Ecco stralci della sentenza di Cassazione per le violenze sui detenuti e i falsi nella caserma di Continue reading


Lug 12 2013

Prigionieri G8 2001 – Francesco Puglisi estradato in Italia

cordatesaApprendiamo che Francesco Puglisi, compagno arrestato a Bercellona in seguito alle condanne in merito alla rivolta del G8 di Genova 2001, è stato estradato verso l’Italia. Dovrebbe essere di transito per il carcere di Rebibbia, attendiamo conferma della destinazione definitiva.


Giu 19 2013

Comunicato-Appello di Paola, compagna di Gimmy, Francesco Puglisi

Riceviamo e diffondiamo:

cordatesaCiao, sono Paola la ragazza di Gimmy, Francesco Puglisi, arrestato da poco a Barcellona per i fatti del G8 di Genova e volevo comunicare un fatto importante.
Innanzitutto ho visto il vostro articolo su Gimmy e come normale e bene che fate ne state parlando. volevo aggiungere che in questi giorni Gimmy riesce a chiamarmi per pochi minuti dal carcere di Madrid e mi ha comunicato che sta in condizioni difficilissime, dove vive malissimo la situazione perché é stato inserito in una sezione antiterrorismo in isolamento totale, sezione con quelli di Alcaida e Eta. Mi comunica che sta malissimo ed é depresso che fa fatica a mangiare, in poche parole sta molto male.
Mi ha detto che la mia presenza é l’unica cosa che lo faccia stare meglio o comunque sono l’unico appiglio positivo in tutta questa Continue reading


Giu 6 2013

G8 Genova – Arrestato a Barcellona Jimmy, condannato a 12 anni per devastazione e saccheggio.

MASSIMA SOLIDARIETà A JIMMY da CordaTesa.

cordatesaE’ finita la corsa di Francesco Puglisi, detto Jimmy, condannato lo scorso luglio in via definitiva per i fatti del luglio del 2001, Genova g8. Al pari di Vincenzo Vecchi, Francesco si era reso irreperibile dopo la sentenza della Cassazione, latitante, fuggito da una condanna sproporzionata a dodici anni.

A dare la notizia dell’arresto alcuni siti web di quotidiani spagnoli nella giornata di ieri, tra cui la Vanguardia, Puglisi, riportano, è stato arrestato la sera del 4 giugno a Barcellona. La polizia Continue reading


Mag 10 2013

Iniziative per gli arrestati

iniziative-genova-2013Nel luglio 2001 le rivolte di Genova sconquassarono la pace sociale tanto propugnata dallo stato e dai suoi apparati.
Per questi fatti, dieci compagni sono stati condannati a cento anni di carcere con l’accusa di devastazione e saccheggio e compartecipazione psichica.
Il 15 ottobre 2011 Roma fu messa a ferro e fuoco da schiere di ribelli pronte ad affermare praticamente la necessità di distruggere il presente per costruire da zero un futuro diverso.
Come sempre, lo stato ha Continue reading


Mag 8 2013

Cena benefit x Marina + presentazione Girotondo

cordatesa


Mar 8 2013

Diaz, carcere o pene alternative per i poliziotti condannati: ad aprile la decisione, ma dalla polizia silenzio sui provvedimenti disciplinari

diaz021Genova. Il Tribunale di Sorveglianza di Genova dal 10 aprile prossimo sarà chiamato a decidere le modalità con le quali i 17 alti funzionari della Polizia di Stato condannati in via definitiva per falso e calunnia nel processo Diaz dovranno scontare la pena (dagli otto mesi all’anno, per effetto dell’indulto che ha cancellato tre anni).

Le alternative teoriche sono la detenzione in carcere, l’affidamento in prova al servizio sociale o la detenzione domiciliare.

La Corte di Cassazione, nella sentenza emessa il 6 luglio scorso, aveva usato espressioni molto dure contro di loro, negando la concessione delle attenuanti generiche e sottolineando “l’assenza di qualunque segno di resipiscenza”, cioè di pentimento rispetto al reato commesso.

Se è vero che essendo i funzionari tutti incensurati sembra piuttosto probabile che la misura prescelta dal Tribunale di sorveglianza sia l’affidamento in prova, una recente decisione del Tribunale di Sorveglianza di Bologna che ha disposto il carcere per gli agenti condannati per l’omicidio colposo di Federico Aldovrandi (comunque non espulsi dalla Polizia) costituisce un recente precedente che può preoccupare i condannati.

Le udienze (non pubbliche) davanti al Tribunale di Sorveglianza potrebbero essere anche l’occasione per sapere, in assenza di ogni comunicazione da parte del Ministero dell’Interno, se i funzionari condannati sono stati espulsi dalla Polizia o solo sospesi con la possibilità di farvi rientro, come è stato finora per tutti gli altri nove poliziotti condannati in via definitiva in altri processi del G8 di Genova, che hanno conservato il loro posto di lavoro, nonostante la sospensione imposta per via giudiziaria (interdizione temporanea dai pubblici uffici) dalle sentenze di condanna.

Inoltre, per quanto riguarda il processo Diaz gli altri 8 agenti condannati solo per lesioni gravi con pena poi prescritta (tutti appartenenti al disciolto settimo nucleo del I reparto mobile di Roma, quello comandato da Vincenzo Canterini) molto probabilmente non hanno subito né subieranno alcun procedimento disciplinare (facoltativo, in questo caso) e continueranno quindi il loro servizio in Polizia senza alcuna conseguenza per la mattanza di quella notte.

Le parti civili del processo Diaz lamentano la assoluta mancanza di assunzione di responsabilità e di scuse da parte dei condannati. A livello istituzionale c’è stata solo la frase dell’attuale capo della Polizia Antonio Manganelli, dopo la sentenza di Cassazione (“ora è il tempo delle scuse”), bilanciata però dall’espressione di personale solidarietà per i condannati espressa dall’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro. Le parti civili sottolineano anche come tutti i risarcimenti siano stati pagati dal ministero e vi sia la concreta possibilità , vista una legge approvata dal 2010, che non vengano mai richiesti ai condannati.

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