Dic 17 2013

Il lager di Lampedusa – Migranti denudati nel centro di contrada Imbriacola

cordatesaDenudati, messi in fila, umiliati, sottoposti a disinfestazione. Sono le immagini girate dal tg2 nel centro di contrada Imbriacola, a Lampedusa; scene che richiamano un passato lontano che nessuno avrebbe voluto più vedere.
Donne, uomini, eritrei, somali, siriani, ghanesi, kurdi, spogliati nel cortile del centro di prima accoglienza e soccorso per poi essere raggiunti dal getto di una pompa per debellare una malattia che gli viene attribuita Continue reading


Set 15 2013

Ancora un pestaggio in una “cella di sicurezza”!

diffondiamo da contromaelstrom

cordatesaÈ avvenuto il 21 agosto nella cella di sicurezza dell’ufficio di polizia di frontiera dell’aeroporto di Fiumicino

Pol-1Un uomo algerino, Abdelhak Halilat, è stato arrestato dalla Polaria, il corpo di polizia incaricato della “sicurezza” – (ma sicurezza di chi? Non certo degli immigrati!) nell’aeroporto, per aver cercato di entrare nel territorio italiano senza avere i permessi necessari.

Il pestaggio, del tutto gratuito, è stato filmato dalla telecamera posta sul soffitto della cella di sicurezza, e ha permesso al Gip di incriminare i due finanzieri responsabili G.C. e L.F. e sospenderli dal servizio per Continue reading


Lug 22 2013

Carcere. Accade anche questo. Una storia inquietante e incredibile…

cordatesaFra le manifestazioni di insipienza, viltà e brutalità delle autorità varie, ne trascrivo oggi una che solo chi conosce la galera può apprezzare nella sua cattiveria. Un detenuto “modello” nel carcere di Padova, Stefano Carnoli, grazie a un’attività di anni, specialmente nel lavoro delle biblioteche, che lo porta a diventare il responsabile della biblioteca interna e il catalogatore di biblioteche scolastiche esterne, si guadagna l’encomio della direzione e arriva a usufruire dei permessi esterni. (Il suo fine pena è a ottobre 2017). Indirizza al magistrato Continue reading


Lug 12 2013

Morì dopo l’arresto, l’ora del “corvo”

cordatesaSanremo – Una morte sospetta, una foto agghiacciante e un “corvo” in caserma. Tutto nasce lo scorso 5 giugno, a Riva Ligure. Il caso è quello di Kaies Bohli, 36 anni, pregiudicato tunisino, deceduto all’ospedale di Sanremo subito dopo l’arresto. Sono le 19.05, una telefonata anonima al 112 segnala uno spacciatore all’opera, i carabinieri si precipitano nel piazzale del supermercato Lidl di Riva Ligure, Bohli – vecchia conoscenza delle forze dell’ordine – si dà alla fuga mentre fa scivolare a terra i cento grammi di eroina che ha in tasca. Poi il guard-rail che non riesce a saltare, la caduta, il tentativo di sottrarsi all’arresto che sfocia in una colluttazione. I militari lo bloccano e lo caricano sull’auto di Continue reading


Giu 23 2013

Sulmona, agenti picchiatori nel carcere

cordatesaLi chiamavano «monaci», per via delle larghe tute mimetiche che indossavano, sotto le quali nascondevano cinte e bastoni.
Vere e proprie squadre di punizione che agivano in silenzio e molto spesso di notte, per colpire i detenuti del carcere di Sulmona. La scioccante rivelazione è stata fatta questa mattina da un collaboratore di giustizia, sottoposto a regime di protezione rinchiuso nel carcere di Torino, dove sta scontando l’ergastolo, chiamato a testimoniare in un processo in cui è imputato Francesco Sciarrotta, agente di Continue reading


Mag 8 2013

Carcere Trento: abuso mezzi correzione

cordatesa(ANSA) – TRENTO, 6 MAG – Imputato per un presunto abuso di autorita’, il giudice ha deciso per la derubricazione del reato in abuso di mezzi di correzione. Si e’ concluso cosi’ con 20 giorni di reclusione e 1.000 euro di risarcimento (pena sospesa) il processo di primo grado nei confronti di Fabio Piazza, delegato sindacale del Sinappe al carcere di Spini di Gardolo, a Trento. Un detenuto aveva lamentato di avere subito un trattamento esagerato: l’avrebbe chiuso in un luogo in cui non potesse nuocere ad altri.


Apr 23 2013

Detenuto del Cerialdo prende a schiaffi un agente penitenziario.

images (8)Un detenuto presso la casa circondariale di Cuneo, D.F.R., è stato condannato a 5 mesi per lesioni aggravate. L’uomo è stato invece assolto dall’imputazione di percosse, perché il fatto non costituisce reato.

I fatti. D.F.R., italiano, in carcere al Cerialdo dove sta scontando gravi reati, avrebbe sferrato un calcio alla coscia di un agente penitenziario, mentre stavano giocando una partitella a pallone. Il detenuto, a seguito dell’episodio, veniva portato in una saletta, per ricostruire il fatto e redigere il rapporto disciplinare.

D.F.R., che si giustificava di non aver dato un calcio di proposito, diede uno schiaffo in volto al mio collega, Continue reading


Mar 11 2013

Fino all’ultima maceria

diffondiamo da informa-azione

sbarreCarcere come punizione. Che sia per ammonire chi ancora non dissuaso dall’idea del “crimine paga”, che sia per stroncare i riottosi alle pubbliche leggi, che sia semplicemente perché così funziona un’istituzione che rinchiude. Il carcere quello fatto di soprusi, angherie, umiliazioni è fatto di vetri che dividono affetti, minuti di incontro, per chi può, strappati alla costruita monotonia quotidiana, di burocrazia, di censura della posta, di isolamento, di botte.
In questi giorni Sergio, un compagno detenuto in AS2 e trasferito da pochi giorni da Alessandria a Ferrara, è in sciopero della fame da settimane per essersi visto negare i colloqui con la sua compagna.
Maddalena, una compagna detenuta ad Agrigento, subisce da mesi le pressanti attenzioni dei secondini di turno, senza piegare la testa ed è anche lei in sciopero della fame per il continuo regime d’isolamento a cui è sottoposta.
“Normale amministrazione” per chi distribuisce anni di galera e per chi quelle galere le gestisce. Noi che vogliamo vedere radere al suolo ogni forma di reclusione e ogni spasimo di autorità non ci abitueremo mai alla normale amministrazione.

Rinnoviamo la nostra solidarietà e la nostra complicità per i compagn* rinchiusi in AS2 e a tutt* i prigionier* che non piegano la testa di fronte a questo esistente.

Cassa antirepressione Alpi occidentali


Feb 24 2013

Violenze a detenuti del carcere ad Asti: quattro agenti coinvolti, due hanno perso il lavoro

cerco lavoroAd Asti, non si è ancora conclusa una inchiesta condotta nel carcere per accertare le responsabilità di quattro agenti della polizia penitenziaria che nel 2004 erano accusati di abuso di autorità per aver picchiato e perseguitato un detenuto.

Processati nel gennaio 2012 per due agenti era scattata la prescrizione del reato e due erano stati assolti per assenza di querela da parte del detenuto.

Ieri, l’apposita commissione del “Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria” di Roma, a conclusione di un’istruttoria amministrativa ha destituito dal Corpo della Polizia Penitenziaria due degli agenti accusati di violenze e vessazioni. Si è immediatamente provveduto al ritiro della pistola e del distintivo.

Come conseguenza i due poliziotti dovranno trovarsi un altro lavoro. Gli altri due sono stati sospesi dal lavoro per alcuni mesi. Per i quattro c’è ancora la possibilità di ricorrere al Tribunale Amministrativo.

Fonte