Lug 26 2013

Emergenza carceri: sciopero della fame a Regina Coeli

cordatesaAnche quest’anno comincia lo sciopero della fame nel carcere Regina Coeli di Roma. I detenuti del secondo e terzo braccio della principale casa circondariale della Capitale hanno infatti deciso di ricorrere ancora una volta a partire da oggi «a uno strumento così estremo (…) per poter mettere all’attenzione del mondo di fuori, e della politica» la condizione in cui vivono loro e i reclusi di tutte le carceri italiane. E non è questa un notizia cui bisogna abituarsi come si rischia di abituarsi «alla notizia dell’arrivo del primo vero caldo dell’estate». Ecco perché.

EMERGENZA CARCERI. «Il Regina Coeli – scrive  Continue reading


Giu 14 2013

Diagnosi sbagliata, detenuto muore in carcere «I nomi dei medici cancellati dal diario clinico»

cordatesaUn tratto nero di un pennarello per far scomparire i nomi dei medici di Regina Coeli dalla cartella sanitaria di un detenuto vittima di un grave errore nelle cure. È successo nel luglio del 2011 dopo il ricovero di Solomon Solom all’ospedale Fatebenefratelli dove l’uomo, arrivato debilitato, perde l’uso di entrambi i reni per colpa di un virus sfuggito per mesi all’attenzione dei dottori del carcere. La vittima, poi assolto dall’accusa di sfruttamento della prostituzione nell’aprile del 2012, è morta il 19 maggio scorso al termine di un Continue reading


Apr 27 2013

Regina Coeli, tenta di scavalcare il muro Sventata evasione di un detenuto

fessuraSventato tentativo di evasione dal personale di polizia penitenziaria intervenuto immediatamente. Un detenuto etiope, dell’VIII sezione, ha cercato di scavalcare il muro dei passeggi della propria zona, raggiungendo i passeggi della III per poi essere fermato tempestivamente nei passeggi della I sezione.

Attualmente a Regina Coeli risultano ristretti circa 1.050 detenuti, i dati purtroppo evidenziano il sovraffollamento dell’istituto romano che non è da meno rispetto ai restanti istituti penitenziari del Lazio. Mentre nei 14 penitenziari della regione Lazio sono recluse 7.201 persone  a fronte di una capienza regolamentare di 4.838 posti, quasi tre mila detenuti oltre la capienza massima.

“Grazie all’esperienza del personale e s Continue reading


Mar 24 2013

A Stefano Cucchi, in carcere gli fu negato anche il psicologo

diffondiamo da osservatorio repressione
per_stefano_cucchi-eafb4A Regina Coeli non ebbe nemmeno le visite di routine per i nuovi giunti. La commissione aveva capito ma Marino non vuole andare al processo
Ada Palmonella è una psicologa. Nel 2009 si occupava dei “nuovi giunti” a Regina Coeli. La mattina che prese servizio il 17 ottobre si accorse che tra le cartelle dei nuovi giunti mancava un numero di matricola. Uno di loro non era stato sottoposto a visita psicologica. La dottoressa chiese a chi appartenesse quel numero di matricola e perché non fosse stato sottoposto a quella visita. Il capoposto le disse che si trattava di tale Stefano Cucchi e che effettivamente non era stato sottoposto a visita psicologica perché «gli era sfuggito» nell’andirivieni dal carcere.
Eppure la cartella di “osservazione e sostegno” dello psicologo del carcere deve accompagnare i nuovi giunti in ogni spostamento. «Mi chiedo come mai al Pertini non si siano posti il problema della sua mancanza», dichiare per iscritto al psicologa ai legali della famiglia del giovane ucciso alla fine di un calvario di botte e mancate cure, tra carcere e ospedale.
Il processo è in corso nei confronti di un manipolo di medici, infermieri e agenti penitenziari nell’aula bunker di Rebibbia. Il colpo di scena di queste ultime ore è il rifiuto del senatore Marino di riferire alla corte, come consulente di parte civile, dei risultati dell’inchiesta parlamentare da lui presieduta nella passata legislatura.
Tra l’altro, proprio nelle carte della commissione, viene annotato il caso di un detenuto nelle medesime condizioni di Cucchi, pochi giorni dopo il decesso del trentunenne romano, che rifiutava cure e cibo nel disperato tentativo di comunicare con l’esterno. Proprio quello che tentò Stefano fino all’ultimo respiro. Stavolta l’esito sarebbe stato ben diverso: gli addetti ai lavori agirono, «con un certo zelo», non solo riuscì a comunicare col suo legale ma gli fu garantita la visita psichiatrica che a Cucchi fu negata.
Il mistero che si potrebbe chiarire nei prossimi giorni è sulle ragioni del diniego di Marino il quale era sembrato sempre piuttosto vicino alla famiglia al punto da volere e presiedere la commissione parlamentare sull’efficienza del servizio sanitario nazionale ma che ha deciso di annunciare a procura, corte e pm la rinuncia alla consulenza prima ancora di liquidare con poche righe la famiglia Cucchi.
L’esito della commissione, va ricordato, è piuttosto esplicito quando tratteggia una relazione diretta tra i traumi conseguenti al pestaggio, l’isolamento e la decisione del paziente detenuto di «organizzare una risposta opponendosi alla terapia». «Si è trascurato il fatto di indagare meglio la relazione tra trauma, condizione psicologica, attività metabolica, ovvero lo stato di salute complessivo», si legge negli atti. Secondo il dottor Pascali, perito della commissione e anche nell’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, Cucchi era depresso rispetto alle condizioni in cui si trovava. (continua a leggere su popoff)

Checchino Antonini