Lug 5 2013

Detenuto si suicida a Secondigliano: quinto morto in Campania nel 2013!

cordatesaAncora un suicidio nei penitenziari napoletani. A Secondigliano un detenuto si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella. Il cadavere è stato trovato dagli agenti di polizia penitenziaria. La notizia è stata data dal garante dei diritti dei detenuti della Campania Adriana Tocco.

La vittima è un uomo di origini tunisine di 40 anni, che stava scontando in un reparto di alta sicurezza una condanna per crimini legati alla droga. “Si tratta della quinta morte all’interno delle carceri campane in pochissimo tempo (quattro suicidi e una morte per cause naturali ndr) – spiega il segretario Continue reading


Mag 9 2013

A Teramo, ancora un detenuto morto

cordatesaTERAMO. Ancora un detenuto morto nel carcere di Teramo per infarto. E’ successo ieri 8 maggio
Il detenuto, di 73 anni, è morto a causa molto probabilmente per arresto cardiaco all’interno della cella del Reparto “protetti” alle ore 22:50 .
L’istituto teramano potrebbe ospitare 240 detenuti invece ne ospita 420, di questi, oltre 300 soffrono di problemi psichiatrici e di salute con difficile gestione, “scaricati” a Teramo per il solo fatto che vi è il servizio di guardia medica h 24 ,un servizio di cardiologia e una psichiatra per alcune Continue reading


Mag 2 2013

Velletri, detenuto muore in carcere

cordatesaUn detenuto di 53 anni è morto per un malore nel carcere di Velletri, dove era recluso dallo scorso mese di marzo. Lo rende noto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Il decesso è avvenuto la notte fra il 30 aprile ed il primo maggio. È il quarto decesso registrato nelle carceri del Lazio dall’inizio del 2013; il secondo in poco meno di un mese a Velletri dopo quello del 27 marzo di un marocchino di 27 anni, Mohamed Saadaoui, le cui cause sono ancora in fase di accertamento. Secondo quanto appreso dai collaboratori del Garante l’uomo, originario di Nettuno, ha accusato un malore nel pomeriggio di martedì scorso. Accompagnato da altri compagni detenuti nell’infermeria del carcere, vi è rimasto fino alle 22 rifiutando, a quanto pare, il ricovero in ospedale come suggerito dai sanitari del carcere. Intorno alle 23 ha avuto un nuovo malore e, nonostante l’intervento dei medici dell’Istituto e di quelli del 118, è deceduto alle 00.15 del primo maggio. La salma è stata trasferita al Policlinico “Tor Vergata”, dove Continue reading


Mar 7 2013

Monza: detenuto di 48 anni ritrovato morto in cella, ancora da chiarire i motivi del decesso

morte-in-carcereGiovanni Uccellatore, 48 anni, muore in carcere a Monza. Oggi l’autopsia sulla salma, per accertare le cause del decesso.
All’esame autoptico, dunque, l’ultima parola per accertare cosa ha stroncato la vita di Giovanni Uccellatore, 48 anni, paternese, ritenuto uomo di punta del clan Rapisarda-Morabito, riferimento del clan catanese dei Laudani. Rinchiuso nel carcere di Monza, Uccellatore doveva scontare ancora 14 anni di reclusione inflittigli con l’operazione “Baraonda”, condotta a Paternò dai carabinieri della locale Compagnia nel 2010.
E proprio ieri Uccellatore era atteso a Catania, in Tribunale, dove si sta celebrando il processo d’appello per l’operazione “Baraonda”. Lui, uno dei pezzi storici del clan Rapisarda, già da dieci anni dietro le sbarre, in seguito a una prima sentenza di condanna arrivata dopo l’operazione “Rocca Normanna”. Un lungo passato maturato nell’ambito della criminalità locale, con condanne per associazione mafiosa, estorsioni, e tutta una serie di altri reati.
Secondo la ricostruzione dei fatti, raccontata al legale di Uccellatore, l’avvocato Luigi Cuscunà, l’uomo, sarebbe morto per un infarto. Uccellatore sembra soffrisse di ipertensione grave, tanto che l’avvocato Cuscunà più volte aveva avanzato richiesta di scarcerazione, sempre negata. Per Uccellatore la morte è arrivata domenica notte. Pare che i primi sintomi siano arrivati intorno all’1 circa. Poi l’aggravarsi della situazione alle 3,30, quando è spirato.
Uccellatore è sempre rimasto in carcere, i medici hanno solo avviato contatti con l’ospedale senza mai trasferire concretamente l’uomo. Intanto, come detto, oggi l’autopsia, solo dopo si saprà quando la salma verrà trasferita a Paternò, dove verranno celebrati i funerali.
Intanto, i familiari dell’uomo sono partiti alla volta di Monza. Sul caso è stato aperto un fascicolo. Ascoltato a testimonianza di quanto accaduto quella notte in ospedale anche il detenuto che condivideva la cella con Uccellatore. “Verificheremo se ci sono responsabilità – evidenzia l’avvocato Luigi Cuscunà, se vi sono state negligenze nel trattare il caso, a salvaguardia della salute del detenuto”.

Fonte: La sicilia