Mag 10 2013

Pisa: Seda è stata scarcerata

cordatesaIeri mattina il tribunale di Firenze ha ordinato la scarcerazione della dissidente politica turca che nonostante l’asilo politico ottenuto in Svizzera era rinchiusa dal 30 aprile nel carcere di Pisa. Ora Seda è libera ma la battaglia contro l’estradizione continua.

Seda Aktepe ha varcato i cancelli del carcere Don Bosco di Pisa ieri nel tardo pomeriggio, ed è stata accolta dall’abbraccio del suo fidanzato svizzero, Robin Niederhauser. Ora Seda è in libertà, dopo aver trascorso 8 giorni in completo isolamento senza avere la possibilità di parlare con nessuno, neanche con il compagno che era con lei al momento dell’arresto, nell’ostello di Castiglioncello, lo Continue reading


Mar 27 2013

Massa – detenuto ricoverato evade dall’ospedale

3417932358_c54ceb126e_z(Adnkronos) – “Un detenuto tunisino di 45 anni, ristretto nel carcere di Pisa e imputato per reati connessi allo spaccio di droga, e’ evaso dall’Ospedale di Massa dove era stato ricoverato per un intervento al cuore”. Era sottoposto a controlli saltuari da parte della Polizia Penitenziaria che oggi, all’ora di pranzo, non lo ha trovato nel suo letto. Ne da’ notizia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. “L’interesse primario ora e’ partecipare attivamente alle ricerche in collaborazione con le altre Forze di Polizia per catturare il fuggitivo, ma questo episodio conferma ancora una volta le criticita’ del sistema carcere. La coppia di dirigenti a capo dell’amministrazione penitenziaria Tamburino e Pagano, con la scellerata intenzione di introdurre una vigilanza attenuata nelle carceri italiane scendendo a patti con i detenuti, ha ottenuto il solo risultato di raggiungere il record di evasioni e tentate evasioni”.

“Mi sembra del tutto evidente che l’Amministrazione e la Polizia Penitenziaria pagano un pesante scotto per le incapacita’ gestionali di chi dirige il Dap. In poche settimane abbiamo contato le evasioni, tentate evasioni, aggressioni, ferimenti. Ed e’ sconcertante pensare che il Dap ed il ministro della Giustizia, incapaci in oltre un anno di attivita’ di realizzare una vera ed efficace riforma penitenziaria, pensino di continuare a “mettere una pezza” quando quello che serve e’ una riforma organica del sistema”.

“Le colpe di tutto quel che succede sono ben precise – prosegue il sindacalista – sono di chi fino a pochi giorni fa ha parlato di rivoluzione penitenziaria mentre in realta’ il sistema cadeva drammaticamente a pezzi. Oggi ci sono in carcere 67mila detenuti a fronte di circa 42mila posti letto, il numero piu’ alto mai registrato nella storia dell’Italia: il 40% sono in attesa di un giudizio definitivo. Bisognerebbe dunque percorrere la strada dei circuiti penitenziari differenziati: ma altrettanto necessaria e’ una concreta riforma del sistema penale – sostanziale e processuale – che renda piu’ veloci i tempi della giustizia.”