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41bis, il boss denuncia ‘torture’. L’avvocato: “Non mangia per l’ammoniaca nel cibo”

NO ALLA" MAFIA = STATO", MA NO ANCHE ALLE CONDIZIONI DISUMANE ED AGLI ABUSI CUI SONO SOGGETTI I DETENUTI IN REGIME DI 41-BIS.

cordatesa“Irriconoscibile”. Così il suo avvocato ha definito il boss barese Antonio Battista, dopo avergli fatto visita nel carcere di Parma dove è detenuto in regime di 41 bis. Ieri la moglie di Battista, la signora Lucia Masella, aveva denunciato presunti maltrattamenti subiti dal marito in cella. Il difensore dell’uomo, Giuseppe Giulitto, ha quindi deciso di constatare di persona le sue condizioni e questa mattina, nel carcere di Parma, ha avuto un colloquio con Continue reading


Viaggio nel carcere di Uta, ecco le celle del 41bis

Clicca sull’immagine per vedere il video (fonte: Repubblica)anticarc_AC


Se questo è un uomo. Ora provate a dire che il 41 bis non è tortura

cordatesaIl filmato che potete vedere dal blog INSORGENZE (da dove diffondiamo questo bell’articolo) mostra Bernardo Provenzano ripreso dalle telecamere di sorveglianza della sala colloqui 41 bis del carcere di Parma durante l’unica ora mensile di colloquio ammessa con i propri familiari. Le immagini venute in possesso della trasmissione televisiva Servizio Pubblico risalgono al 15 dicembre 2012.

Provenzano è stato arrestato nell’aprile del 2006. Sei anni di 41 bis lo hanno ridotto in questo stato. L’uomo ormai ottantenne appare poco presente a se stesso, incapace di intendere. I suoi movimenti sono rallentati, il suo stato è poco vigile, non riesce ad impugnare correttamente la cornetta Continue reading


No al 41 bis [VIDEO]

Diffondiamo da “uniti contro la repressione”

Non c’è lotta al capitalismo senza lotta contro il carcere

Non c’è lotta contro il carcere senza lotta al 41 bis

copertina-no-41-bisClicca sull’immagine per guardare il video

 


Brigata Rossa: manifestarono contro carcere duro di Lioce, assolti in appello

FELICI PER LA NOTIZIA, NON TANTO PER L’INFELICE ARTICOLO DEI SOLITI PENNIVENDOLI!

LAquilaLa Corte di Appello dell’Aquila, riformando la sentenza inflitta nel 2010 in primo grado, ha assolto dall’accusa di apologia di reato undici giovani, tutti residenti tra Padova e Venezia che nel giugno del 2007 manifestarono (insieme ad altre centinaia di persone) contro il regime “duro” del 41bis ed in particolare a sostegno della della brigatista rossa Nadia Desdemona Lioce detenuta nel carcere dell’Aquila e sottoposta al carcere duro dopo la sentenza passata in giudicato per gli omicidi dei giuslavoristi Massimo D’Antona e Marco Biagi.

I giovani erano accusati di aver inneggiato agli omicidi dei due giuslavoristi e per questo dopo le identificazioni, il Tribunale dell’Aquila nel 2010 in primo grado aveva inflitto loro la condanna a 2 anni di reclusione.

Il Pm Fabio Picuti aveva chiesto 5 anni.

I giovani erano stati condannati per istigazione a delinquere con riferimento all’ apologia di reato. I giovani assolti sono Chiara Alessi, 33 anni di Padova, Valentina Masiero, 28 anni di Padova, Angelo Adolfo Tomaselli, 50 anni di Verona ma residente a Venezia, Michele Magon, 30 anni di Venezia ma residente a Padova, Luca Geroin, 39 anni di Verona, Mattia Boscaro, 33 anni di Padova, Dario Nardin, 33 anni di Vigonza (Padova), Mario Ronzani, 32 anni di Padova, Alessandro Salotto, 35 anni di Padova, Domenico Tavani, 41 anni di Genova e Andrea Toniolo di 30 anni di Venezia. Il corteo nonostante slogan provocatori non causo’ i disordini temuti. Durante il passaggio per il centro dell’Aquila, pero’, i muri di palazzi storici vennero imbrattati con bombolette spray.

Presente stamane in aula anche uno dei fondatori delle Brigate Rosse: Maurizio Ferrari, 60 anni, uno del gruppo di Curcio, Franceschini e Mara Cagol. Arrestato nel 1974, da poco tempo ha finito di scontare quasi trent’ anni di reclusione. Ora e’ uno dei leader di Olga (acronimo di “Ora di Liberarsi dalle Galere”), il movimento che organizzo’ la manifestazione.

Fonte


Iniziative benefit condannati per L’Aquila

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