Ott 14 2017

Proteste e sciopero della fame nel CPR di Ponte Galeria

diffondiamo da Hurriya

Aggiornamento: Il giorno dopo l’inizio dello sciopero, la difficoltà del direttore del lager nel gestire la rabbia delle recluse pare sia stata tanta; è iniziato così il solito scaricabarile che ha portato ovviamente il direttore ad addossare tutta la responsabilità alla ditta che consegna i pasti, cercando così di placare la protesta. Al secondo giorno di sciopero, le donne hanno deciso di mangiare, intenzionate però a non desistere dalla loro lotta. Infatti, ieri 11 ottobre, 8 delle 91 donne attualmente recluse nel cpr hanno deciso di continuare lo sciopero della fame a oltranza, finché le loro richieste di mangiare cibo sano non verranno ascoltate. Il direttore, estremamente in affanno, pare abbia assicurato le recluse che farà reclamo contro la ditta del catering chiedendone la sostituzione. In cambio ha chiesto alle donne in lotta di interrompere lo sciopero e di pazientare, a causa dei tempi burocratici. Da parte loro, le recluse ci dicono invece di non aver alcuna intenzione di mollare. Continue reading


Nov 5 2013

CIE di Gradisca, dopo la rivolta dei detenuti la chiusura

cordatesaIl Cie di Gradisca verrà parzialmente svuotato. La decisione è stata presa ieri dal Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale, ma a determinarla sono stati tre giorni di tumulti e rivolte degli “ospiti” del centro che, pur di farsi ascoltare, sono arrivati a incendiare alcune stanze e dare vita a tumulti violenti e scioperi della fame e della sete. Per loro, malgrado le condizioni di vita disumane nelle quali versano da mesi (più Continue reading


Set 21 2013

Deportazioni e proteste dal CIE di Torino

Diffondiamo da Macerie

cordatesaA tre settimane dalle ultime tensioni ricominciano a scoccar scintille dentro al Cie di Torino. Nel fine mattinata di oggi i questurini di stanza al Centro avevano il compito di prelevare dalle aree alcuni reclusi di origine nigeriana, con la scusa di portarli “al Consolato”. Ma hanno fatto i conti senza l’oste: dentro si sa che il Consolato è a Roma e che il trasferimento a Roma per i nigeriani vuol sempre dire una Continue reading