California, al via lo sciopero della fame dei detenuti in isolamento

cordatesaOggi, lunedì, nella prigioni della California, dovrebbe prendere il via lo sciopero della fame dei prigionieri delle unità d’isolamento.

Si prevede una partecipazione di massa, come due anni fa, quando lo sciopero partito dalle celle d’isolamento del penitenziario di Pelican Baydurò 20 giorni e vi aderirono fino a 6000 prigionieri.

Il motivo della protesta è la mancata attuazione dellariforma introdotta lo scorso novembre dal dipartimento delle Carceri della California, contenente nuovi criteri per la destinazione dei detenuti alle diverse unità con l’obiettivo di attenuare le condizioni d’isolamento e ridurre il numero dei prigionieri assegnati ai reparti speciali.

La riforma non ha funzionato. Al cosiddetto“programma step down” sono stati ammessi pochissimi detenuti in isolamento e anche per quelli considerati meritevoli, l’isolamento terminerà effettivamente dopo due anni dalla decisione. La maggior parte dei casi non è stata neanche presa in esame per una revisione dello status.

La situazione, per molti dei circa 3000 detenuti delle unità d’isolamento della California, è persino peggiorata rispetto a quanto rilevato da Amnesty International alla fine del 2012. Al tempo da trascorrere per anni, anche per decenni, in celle di meno di 8 metri quadri, spesso prive di finestre, senza alcun significativo contatto con esseri umani, per un minimo di 22 ore e mezzo al giorno fino al massimo di 24, si è aggiunta di recente l’istituzione di controlli nelle celle ogni 30 minuti, anche di notte: in altre parole, la privazione del sonno.

Secondo il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, l’isolamento completo dovrebbe essere previsto solo in circostanze eccezionali e per periodi limitati di tempo, onde evitare l’insorgenza di gravi danni psicologici.

Nel 2011, secondo i dati ufficiali, oltre 500 detenuti avevano trascorso oltre 10 anni in ’isolamento a Pelican Bay, 78 oltre 20 anni.

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