A Buoncammino detenuti in sciopero della fame. Nel carcere è allarme

cordatesaCAGLIARI – I principali problemi sono dovuti al sovraffollamento e all’insufficienza di operatori, “il personale è sottodimensionato sia per quanto riguarda il settore sanitario sia per la polizia penitenziaria, la pianta organica del carcere non viene aggiornata dagli anni 90 – afferma Loddo – i detenuti, che negli ultimi giorni hanno messo in atto uno sciopero della fame, chiedono le misure alternative al carcere, l’abolizione delle leggi criminogene come la Fini-Giovanardi sulle droghe e la Bossi-Fini sulla gestione degli immigrati. La speranza è quella che la politica attui dei provvedimenti legislativi che siano compatibili con le richieste della Corte di Giustizia europea per i diritti umani, come l’abrogazione del 41 bis e l’inserimento del reato di tortura nel codice penale”.

Nessuna buona notizia nemmeno sul fronte dell’istituzione della figura del garante per i diritti dei detenuti: “Nel febbraio 2011 è stata approvata in Regione l’istituzione del garante per le carceri che potrebbe essere una figura di garanzia per i detenuti ma anche servire alla Regione per fare uno screening continuo sulla situazione delle strutture”, afferma Giuseppe Stocchino che annuncia una interrogazione in consiglio regionale.

Il carcere di Buoncammino, inoltre, è caratterizzato “Da una incidenza altissima di malattia mentale legata a disagio e tossico dipendenza -continua Stocchino – rispetto a prima la situazione legata al disagio psichico è migliorata ma sono gli operatori stesso a dire che il personale è insufficiente”.

Stamane al carcere di Buoncammino hanno fatto visita anche il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, e la parlamentare Renata Poverini (Pdl) per “verificare le principali criticità presenti nell’istituto e perun confronto con gli agenti di Polizia Penitenziaria”.

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