Entra in carcere e poco dopo si uccide inalando gas da una stufetta

cordatesaEra da poco entrato in carcere per la revoca degli arresti domiciliari. Ma poco dopo il personale medico lo ha trovato riverso sul pavimento della sua cella. M. R., 27enne, di origine magrebina, ha deciso di porre fine alla sua vita. Ed è riuscito nel gesto estremo.

Era entrato alle 16 nel carcere di Villa Andreino, dalla comunità spezzina che lo stava aiutando ad uscire dal tunnel della droga. Ma proprio in quella comunità non aveva tenuto comportamenti idonei, tanto che ieri è rientrato nella casa circondariale. Alle 18, quindi due ore dopo il suo arrivo, un altro detenuto ha lanciato l’allarme. Il giovane aveva inalato gas proveniente dalla stufetta in dotazione, quella che i detenuti utilizzano magari per riscaldarsi il caffè. Da lì l’arrivo del personale medico e della direttrice Anna Maria Bigi. M. R. era in arresto cardiaco.

Sul posto i medici e infermieri del 118, che hanno praticato le manovre rianimatorie, con l’utilizzo del defibrillatore. Purtroppo per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Il suo corpo, senza vita, è stato trasportato all’obitorio del Sant’Andrea.

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