Pussy riot in carcere duro: Maria Alekhina da 5 giorni in sciopero della fame

cordatesaMosca, 27 maggio 2013 – Continua il suo sciopero della fame Maria Alekhina, una delle due esponenti della band Pussy Riot in carcere con una condanna a due anni e in attesa di un verdetto per la richiesta di scarcerazione anticipata. “Stamattina lo sciopero della fame continuava”, ha comunicato Irina Khrunova, avvocato di Alekhina, all’agenzia Interfax.

Proprio il rifiuto di farla presenziare alle udienze del procedimento aperto il 22 maggio presso un tribunale della regione di Perm è alla base dello sciopero della fame. La giovane ha poi fatto sapere di essere pronta a interrompere l’azione, se nella colonia penale in cui si trova, nella regione degli Urali, sarà ripristinato il regime ordinario di reclusione.

Petr Verzilov, marito dell’altra Pussy Piot in carcere, Nadezhda Tolokonnikova, ha riferito – su informazioni ricevute dalla Alekhina – che nella prigione sono state introdotte nuove misure, più dure, di disciplina e controllo. In particolare, i carcerati non possono muoversi tra un edificio e l’altro senza accompagnamento e sono sotto video-sorveglianza.

Oggi una delegazione di difensori dei diritti fondamentali ha visitato la colonia penale dove è reclusa Maria Alekhina, e questi dovrebbero fornire informazioni sullo stato di salute della detenuta in sciopero della fame.
A fine aprile Tolokonnikova ha visto respinta la sua richiesta di liberazione anticipata. Secondo il tribunale della Mordovia che ha esaminato l’istanza, la giovane donna non si è pentita e in più a suo carico si sono accumulate sanzioni disciplinari durante la detenzione.

La terza delle Pussy Riot arrestata a febbraio 2012 per l’ormai celebre preghiera punk contro Putin nella cattedrale moscovita di Cristo il Salvatore, Ekaterina Samutsevich, è stata prima condannata come le altre due compagne di band, poi la sua pena è stata commutata in libertà condizionata lo scorso ottobre.

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