Muore a San Vittore, erano stati negati i domiciliari

cordatesaMilano – Un uomo di 78 anni, che stava scontando la sua pena al carcere di san Vittore è morto nella notte tra domenica e lunedì all’ospedale Fatebenefratelli di Milano: l’anziano era malato da tempo, ma le richieste per passare agli arresti domiciliari erano sempre state rigettate. Uno degli aspetti di cui si parla periodicamente riguarda le cattive condizioni in cui versano le persone che si trovano a scontare una pena in carcere e un chiaro esempio di questo sembra essere la vicenda vissuta da un uomo di 78 anni a cui mancavano ancora sei mesi per terminare di scontare la sua pena che si trovava detenuto nel carcere di San Vittore, ma le cui richieste per passare ai domiciliari dettate dal suo negativo stato di salute erano state sempre respinte. L’anziano è però morto in seguito a un breve ricovero all’ospedale Fatebenefratelli di Milano e ora l’intenzione dei parenti, secondo quanto indicato dall’Osservatorio Permanente sulle morti in carcere e l’avvocato Edoardo Lepre, è quella di presentare denuncia alla Procura di Brescia nei confronti del magistrato di sorveglianza.
L’uomo è un libico di origini irachene, Sliman Bombaker ed era finito in carcere a febbraio dello scorso anno con una pena a sei anni e 20 gironi per la riduzione in schiavitù di una ragazza marocchina e per concorso in numerosi furti, ma già da tempo era malato di diabete e l’anno scorso aveva avuto un infarto fino a rimanere quasi paralizzato per una grave insufficienza renale, anche se a far peggiorare le sue condizioni aveva contribuito un trauma cranico subito dopo una caduta in cella. Il medico di San Vittore aveva subito capito che la situazione non era da sottovalutare e che fosse incompatibile con il carcere, ma il magistrato di sorveglianza non aveva voluto ascoltare ed era arrivato a negare i domiciliari a più riprese. La denuncia secondo la famiglia è stata però una misura inevitabile visto che si è impedito in questo modo ai familiari di vegliare l’uomo nelle ultime ore di vita, ma secondo alcuni nessuno della famiglia sarebbe stato avvertito subito della sua morte.

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