Messico, rivolta in carcere: “Almeno 60 morti”.

Relatives of inmates gather outside the Topo Chico prison in the northern city of Monterrey in Mexico where according to local media at least 30 people died in a prison riot on February 11, 2016. Riot police and ambulances were deployed at the Topo Chico prison as smoke billowed from the facility. Broadcaster Televisa reported that 30 died while Milenio television spoke of 50 victims, with inmates and prison guards among them.   AFP PHOTO / JULIO CESAR AGUILAR / AFP / Julio Cesar Aguilar        (Photo credit should read JULIO CESAR AGUILAR/AFP/Getty Images) Alla vigilia della visita di Papa Francesco, una rivolta in carcere sconvolge il Messico. Un gruppo di detenuti ha appiccato un incendio per distrarre le guardie e favorire un tentativo di fuga e nella prigione di Topo Chico, a Monterrey, nello stato di Nuevo León, è stata carneficina. Il quotidiano Reforma on-line parla di “50 morti e 70 feriti”,

mentre secondo El Universal “ci sono più di 40 vittime e almeno 50 feriti”.
Le autorità, che per il momento non hanno dato conferme sul numero delle vittime, parlano di un tentativo di ammutinamento e della conseguente reazione della polizia penitenziaria. Tra i morti figurano reclusi, guardie e funzionari, precisano le fonti. Dall’esterno del carcere, dove sono giunti numerosi familiari dei reclusi, si vedono chiaramente colonne di fumo che si alzano dalla struttura.

Secondo le prime ricostruzioni i rivoltosi, appartenenti al gruppo criminale Los Zetas, hanno preso il controllo di un’area del carcere provocando un incendio, mentre dall’esterno si sono verificate delle esplosioni. La rivolta è iniziata all’alba nella più antica prigione dello Stato e tre ore dopo le autorità hanno cercato di sedarla con un ingente dispiegamento di forse di polizia, inclusi membri dell’esercito e della guardia civile di Monterrey. Secondo alcuni testimoni, dall’esterno del carcere si sentivano esplosioni e grida mentre le forze di sicurezza circondavano la zona.In quella che è l’unica informazione ufficiale resa nota finora si sottolinea che “la situazione è sotto controllo dalle ore 01,30″. I media locali confermano che alcuni detenuti sono riusciti a fuggire, ma anche in questo caso non è ancora noto il numero.

In mattinata a Roma il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, aveva parlato del viaggio del pontefice: “La presenza del Papa in Messico”, ha detto Parolin intervistato dal Centro Televisivo Vaticano, vuole essere “un aiuto per riscoprire e vivere, nella vita quotidiana, l’annuncio e la testimonianza della misericordia”. La Chiesa è chiamata a “denunciare il male che è presente, alzare la voce contro tutti quei fenomeni negativi, a partire dalla corruzione, dal narcotraffico, dalla violenza, dalla criminalità, che impediscono al Paese di procedere speditamente sulla via del progresso materiale e spirituale”.

Bergoglio sarà in Messico tra venerdì e il 18 febbraio prossimi. Nel corso del pellegrinaggio, sul tema “Missionario della misericordia e della pace”, il Pontefice, tra l’altro, pregherà nella Basilica di Guadalupe, incontrerà le comunità indigene del Chiapas, visiterà un penitenziario e celebrerà la messa a Ciudad Juarez.

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