Seghetto e olio di gomito: sventata evasione “vecchio stile” a Torino

images (1)L’uomo, detenuto nel carcere “Lorusso e Cotugno”, ha di fronte a sé ancora 12 anni di reclusione: aveva già tagliato le sbarre della finestra e la grata al di sotto quando è stato scoperto. La denuncia del sindacato degli agenti Sappe: “Tensione crescente”.

Ha tentato di evadere, coi metodi di una volta, dal carcere “Lorusso e Cotugno” di Torino, alle Vallette, ma è stato scoperto dai poliziotti penitenziari. È accaduto questa mattina e a darne notizia è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe: “Nella mattinata, presso la Casa circondariale di Torino – racconta Donato Capece, segretario generale del Sappe – al Padiglione della decima sezione a regime ordinario, un detenuto italiano con fine pena fissato al 2026 è stato sorpreso dal personale di polizia penitenziaria mentre con alcuni seghetti aveva tagliato le sbarre e la grata sottostante della finestra della propria cella”.  Il Sappe denuncia come “quelli di oggi nel carcere di Torino siano stati momenti di grande tensione e la possibile evasione è stata sventata dall’ottimo intervento degli agenti di Polizia penitenziaria. Avevamo diffuso la scorsa settimana, in occasione della nostre visite in alcune carceri piemontesi tra le quali proprio Torino, il numero degli eventi critici accaduti nei penitenziari regionali nel primo semestre dell’anno. E anche la tentata evasione conferma che le tensioni sono costanti”.

Capece sottolinea, in conclusione, le “criticità penitenziarie” in tutto il Paese: “Nei 206 istituti penitenziari italiani, nel primo semestre del 2014, si sono registrati 3.633 atti di autolesionismo, 481 tentati suicidi, 1.609 colluttazioni e 444 ferimenti: 3.530 sono stati i detenuti protagonisti di sciopero della fame, mentre purtroppo 20 sono i morti per suicidio e 30 per cause naturali”.

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