Suicidio in carcere a Parma

cordatesaIl suicidio di un detenuto a Parma (il terzo caso dall’inizio dell’anno), un’aggressione a tre poliziotti a Prato e la protesta di un altro detenuto ad Alessandria, salito per protesta sul tetto del carcere. Sono i tre “gravi eventi critici” avvenuti nell’arco di poche ore e segnalati da Donato Capece, leader del sindacato della polizia penitenziaria Sappe.

“La situazione resta allarmante nelle nostre carceri. Quello di oggi a Parma è il terzo suicidio di un detenuto in un carcere italiano. Segue quelli di Roma-Rebibbia e Ivrea. Alla luce degli accadimenti che stanno attraversando le dinamiche penitenziarie in questo ultimo periodo occorre rivedere il sistema dell’ esecuzione penale il prima possibile, altro che vigilanza dinamica nelle galere”, commenta Capece. “Quella del suicidio è una notizia triste, che colpisce tutti noi che in carcere lavoriamo in prima linea, 24 ore al giorno. Ed è una sconfitta per lo Stato che a morire sia una persona in attesa di giudizio. Ma in poche ore abbiamo registrato una grave aggressione ai poliziotti della Penitenziaria a Prato, feriti da un extracomunitario che ha dato in escandescenza, e un altro detenuto straniero salito sul tetto del carcere di Alessandria per protesta, nonostante recentemente fossero stati spesi ben 16mila euro per una fantomatica ‘messa in sicurezzà”.

 

La situazione, sottolinea il Sappe, “resta grave: ma va detto che il Parlamento ignora colpevolmente il messaggio del Capo dello Stato dell’8 ottobre, che chiedeva alle Camera riforme strutturali per il sistema penitenziario a fronte dell’endemica emergenza che tra l’altro determina difficili, pericolose e stressanti condizioni di lavoro per gli Agenti di Polizia Penitenziari. Addirittura il Capo del Dap, Tamburino, che nostro malgrado è anche Capo della Polizia Penitenziaria, ha avuto l’ardire di sostenere che l’Italia non sarà in grado di adottare entro maggio 2014 quegli interventi chiesti dall’Unione Europea per rendere più umane le condizioni detentive in Italia”.

 

Capece rileva le criticità delle carceri italiane: “Nei 206
penitenziari del Paese il sovraffollamento ha raggiunto livelli patologici, ma il Capo Dap Tamburino alza le mani di fronte alla sentenza Torreggiani. Il nostro organico è sotto di 7.000 unità. La spending review e la legge di Stabilità hanno cancellato le assunzioni, nonostante l’età media dei poliziotti si aggira sui 37 anni. Altissima, considerato il lavoro usurante che svolgiamo”.

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