Bologna – Resoconto presidio 8/9/2013 sotto carcere della Dozza in supporto alla mobilitazione dei detenuti

diffondiamo da informa-azione

cordatesaDomenica 8 settembre si è tenuto un presidio informativo sotto le mura del carcere della Dozza. Una trentina di compagni,provenienti anche da altre città, ha salutato i prigionieri con interventi al microfono, slogan e musica.

Lo scopo del presidio è stato quello d’informare i detenuti della mobilitazione promossa dal “Cordinamento dei detenuti” che prevede lo sciopero del carrello dal 10 al 18 settembre e altre forme di protesta dal 19 al 30 settembre.

Sono stati letti i comunicati scritti dal Cordinamento, due lettere scritte da Maurizio e Davide in appoggio alla mobilitazione, la situazione delle carceri sarde e quella di Buoncammino in particolare. Ricordando che i prigionieri di Buoncammino hanno iniziato le loro proteste a partire dal 25 maggio (data in cui si è svolta a Parma la manifestazione contro il 41bis, l’isolamento e la differenziazione) e si sono protratte fino a metà luglio. In seguito 3 prigionieri ritenuti tra i più combattivi, e perciò scomodi, sono stati trasferiti nel carcere sardo di Lanusei e colui che ritengono il promotore delle proteste è stato spostato al Pagliarelli di Palermo in regime detentivo di 14bis.

Durante il presidio alla Dozza si è tenuta una diretta radiofonica tra “Radiazione” di Padova e le compagne della trasmissione “Mezzora d’aria” di Bologna per aggiornamenti rispetto al presidio e alle varie iniziative che avranno luogo in città a sostegno della mobilitazione lanciata dai detenuti.
La risposta che e’ arrivata dall’altra parte delle mura è stata inizialmente di saluti e ringraziamenti per la nostra presenza solidale, poi è via via aumentata d’intensità. Dalle finestre hanno esposto delle magliette, uno striscione con la scritta “amnistia”,bruciata della carta che lanciavano fuori ed infine è partita una lunga e diffusa battitura.
Dopo due ore e mezza di presidio li abbiamo salutati lasciandogli un paio d’indirizzi per poterci scrivere e raccontare cio’ che accade li’ dentro.


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