Evade dal carcere, preso sull’auto del Comune di Jesolo rubata

cordatesaUn 53enne evaso dal carcere ruba auto del Comune rintracciato e arrestato a Campobasso. La vicenda nasce a Jesolo il 26 agosto scorso, quando viene scoperto il furto di una Fiat Panda del Comune jesolano, scomparsa nel corso del fine settimana dal parcheggio di una colonia estiva della zona.

Il ladro (o i ladri), dopo aver forzato la porta finestra posta sul retro della struttura, si era impossessato anche di alcune centinaia di Euro già consegnati alla struttura dai genitori dei bambini frequentatori del centro per le iniziative della colonia, oltre ad alcuni indumenti e scardinato i distributori automatici di snack ebevande con l’intento (riuscito) di asportare i soldi contenuti all’interno.

Il fatto più grave, però, è la sparizione dell’autovettura di servizio, che – recando sui fianchi lo stemma e le diciture del comune di Jesolo – avrebbe potuto essere facilmente utilizzata per commettere ulteriori delitti. Comprensibile quindi la preoccupazione dei dirigenti del Comune di via Sant’Antonio, che si sono subito recati presso gli uffici del commissariato di zona per sporgere una dettagliata denuncia su quanto accaduto. Dopo poche ore gli elementi identificativi dell’autoveicolo rubato erano già stati immessi nella banca dati del Ministero dell’Interno ed estesi anche su tutta l’area Schengen.

Nella mattina di mercoledì 28 personale della squadra mobile della questura di Campobasso, in quel momento impegnato in un delicato servizio di osservazione nei confronti di un’abitazione di San Martino in Pensillis, ha subito notato la presenza della Fiat Panda con lo stemma e l’identificativo del Comune di Jesolo: una rapida consultazione al terminale interforze ha subito svelato che si trattava proprio dell’auto rubata qualche giorno prima dalla pertinenza del Comune.

Un ultimo contatto telefonico tra i colleghi molisani e quelli di Jesolo ha consentito di accertare quanto già riferito dall’esito dell’interrogazione del centro dati; mentre si stava già organizzando il recupero dell’auto, un poliziotto della questura di Campobasso, che aveva lavorato tempo fa proprio nel Veneto orientale, ha ipotizzato che l’attuale detentore del veicolo fosse proprio il soggetto che la squadra mobile stava cercando.

Si trattava infatti Sergio Boccato, 53enne originario di quelle zone ma formalmente residente a Eraclea: l’uomo però risultava, di fatto, recentemente evaso dal carcere di Porto Azzurro (Livorno), mentre i parenti erano proprio residenti nella casa osservata dai poliziotti di Campobasso.

Il nome di Boccato era infatti balzato alle cronache nel giugno del 1992, allorchè, al temine di una lite avvenuta a casa di Boccato, a Eraclea, quest’ultimo aveva sparato due colpi con un fucile a canne mozze a Maurizio Barbieri, uccidendolo sul colpo. Motivi legati al traffico degli stupefacenti, si disse, tanto che il corpo del Barbieri, gettato nel fiume Piave, era stato poi ripescato il 4 luglio successivo alle foci di Cortellazzo.

Identificato e arrestato dalla squadra mobile veneziana, si era anche scoperto che, nei giorni precedenti l’efferato delitto, lo stesso Boccato si era rifornito di cartucce a pallettoni in un’armeria di Jesolo, mentre nella stessa circostanza aveva, ancora una volta, rubato una Fiat Panda all’allora Asl di San Donà di Piave.

Troppe le coincidenze per non pensare a un nesso di convergenza.

Infatti, intorno a mezzogiorno di mercoledì scorso, gli agenti della squadra mobile di Campobasso sono intervenuti in forze bloccando l’uomo mentre stava rientrando in casa dopo aver prelevato una bottiglia di vino dall’interno della Fiat Panda del Comune di Jesolo.

Boccato non ha fatto resistenza (vi era anche il timore che fosse armato), mentre in casa sono stati rinvenuti parte dei soldi sottratti alla colonia di Jesolo ed anche il vestiario sottratto nell’occasione.

Mentre l’uomo è stato posto in stato d’arresto e quindi trasferito presso il carcere di Larino (CB), i funzionari del Comune di Jesolo, opportunamente convocati in Commissariato, hanno potuto riconoscere visivamente – attraverso le comunicazioni pervenute dalla Questura di Campobasso – quanto loro sottratto.

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