Ancora un’evasione dal carcere modello di Bollate: è l’ottava da inizio anno

Salgono a otto le evasioni dal carcere modello di Bollate, alle porte di Milano, avvenute dall’inizio dell’anno. L’ultimo ad approfittare dei permessi e delle particolari condizioni previste dall’istituto penitenziario è stato un detenuto albanese, condannato per droga. L’uomo, secondo quanto riferisce il quotidiano “Il Giorno” su segnalazione dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria), non è più rientrato dal permesso di lavoro all’esterno del carcere accordatogli. Era atteso per le 18 di ieri, ma il personale carcerario lo ha aspettato invano.

Soltanto ad aprile era stata data notizia della settima evasione dal carcere di Bollate. Anche in questo caso si è trattato di un’evasione “bianca”: cioè detenuti che approfittano di particolari permessi per uscire dal penitenziario e poi non vi fanno più rientro. In due episodi i detenuti evasi sono tornati in carcere: uno ha cambiato idea, presentandosi spontaneamente a Bollate, l’altro è stato invece rintracciato. Il segretario regionale dell’Osapp, Giuseppe Bolena, punta il dito sulla carenza di personale: “Fino a quando si continuerà a lavorare con organici ridotti all’osso, la polizia penitenziaria potrà garantire soltanto l’indispensabile. I dati dicono che bisogna intervenire con urgenza: a Bollate ci sono 200 detenuti ammessi al lavoro all’esterno, gestiti da soli 13 agenti. Non possiamo continuare a mettere sempre una toppa agli errori dell’Amministrazione penitenziaria”.

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