Proteste nella notte al Cie di Torino

Urla, fischi, oggetti che sbattono contro le inferriate. Questi i rumori che hanno sentito ieri notte, martedì 4 aprile, i residenti di corso Brunelleschi, una delle strade affacciate sul Centro di identificazione ed espulsione di Torino (Cie), l’unica struttura di questo tipo ancora aperta in Nord Italia. Secondo fonti ancora non verificabili sarebbe in corso uno sciopero della fame «per protestare contro la reclusione e le pessime condizioni di vita all’interno».

 I fatti li racconta un residente della zona che preferisce mantenere l’anonimato. «Abito al civico 167, sono rientrato a casa verso le 23.30 e ho sentito dei rumori insoliti provenire dal centro dei migranti», racconta. Insoliti perché, spiega, le proteste avvengono durante il giorno o quando, fuori dalla struttura, si riuniscono gli attivisti che solidarizzano con i migranti trattenuti.

Una settimana fa, quando La Stampa ha pubblicato un pezzo sulla vita all’interno del Cie, i migranti ospitati nel centro erano 118, tutti uomini. Di questi, secondo i dati comunicati dai gestori, 26 stanno assumendo psicofarmaci. Uno su cinque. La media degli atti lesionistici di quest’anno è di «circa 2-3 episodi mensili».

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