La prima linea della guerriglia anarchica, 71 denunce

bumLa giornata di disordini del 13 novembre 2014 iniziò alle 8 del mattino, davanti al civico 50 di via Salomone, zona Mecenate. L’Aler aveva programmato due sgomberi di appartamenti occupati. In poco tempo si radunò in strada un gruppo «di opposizione»: abusivi del quartiere mescolati ad alcuni anarchici arrivati soprattutto dal Corvetto. Lanci di oggetti contro polizia e carabinieri, cortei improvvisati, mezzi pubblici bloccati in piazza Ovidio, tentativi di interrompere il traffico su viale Forlanini, cariche delle forze dell’ordine. Era l’inizio della protesta violenta sulla casa, che si sarebbe trascinata con altri scontri fino alla fine dell’anno.
Gli investigatori della Digos hanno chiuso le indagini su quella giornata e identificato e denunciato chi ha compiuto reati in strada. Gli atti sono stati trasmessi in Procura, insieme a quelli relativi a un’altra, più grave giornata di scontri, quella del 19 novembre al Corvetto. Il risultato di questo lavoro, durato settimane, sono 71 denunce.

Le accuse sono varie e di diversa gravità: violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, invasione di edifici, lancio pericoloso di oggetti. Per settimane i poliziotti della Digos hanno ricostruito le dinamiche degli assalti e analizzato i filmati e le fotografie per arrivare a identificare le persone coinvolte negli scontri. Lo stesso lavoro è in corso su altri tafferugli avvenuti nei giorni seguenti, tra novembre e la fine di dicembre. Erano giorni complicati per l’ordine pubblico in città. L’11 novembre un gruppo di anarchici aveva assaltato la sede del Partito Democratico in via Mompiani, al Corvetto. E il 18 novembre la questura ha organizzato lo sgombero proprio di due circoli anarchici nello stesso quartiere, «Corvaccio» e «Rosa nera», in via Ravenna. La reazione fu violentissima: barricate in strada, cassonetti bruciati, assalto a un mezzo dei vigili del fuoco, e in serata un blitz di qualche decina di incappucciati in centro, tra il Ticinese e via Torino (imbrattamenti, bancomat danneggiati, vetrine di banche distrutte). Fu una delle giornate più critiche di quei mesi, in cui i gruppi anarchici avevano deciso di concentrarsi sul conflitto sociale aperto intorno alle case popolari, alzando il livello di violenza. Un altro filone di inchiesta è in mano ai carabinieri e riguarda proprio l’assalto al circolo del Pd.

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