Udine – Anarchici arrestati e denunciati

da info-action

cordatesaAGGIORNATO: apprendiamo che il compagno Kabu è stato liberato.

Kabu è stato liberato venerdì. Confermato il corteo per il 23 novembre a Udine. Al compagno statunitense è arrivata denuncia per porto d’armi (per un coltellino svizzero con cucchiaio ecc.) e l’espulsione entro 7 giorni.

Ieri notte (tra il 13 e il 14 novembre) è stato arrestato Kabu un nostro compagno e amico con l’ accusa di resistenza a pubblico ufficiale. In realtà il semplice fatto di essere sprovvisto di documenti durante un controllo da parte della polizia è stato il pretesto per quest’ ultimi per malmenare e minacciare Kabu e chi era con lui.
Questi fatti non sono più delle eccezioni ma normale routine (specie  per immigrati e senzatetto). E’ ora di far sentire la nostra voce: Manifestazione a Udine  il 23 Novembre contro la repressione e la violenza poliziesca.
Riprendiamoci le strade, Kabu libero subito!

Segue comunicato del collettivo Makhno:

UDINE, ARRESTI E DENUNCE
Repressione anti-anarchica sempre più violenta

La serata tra il 13 e il 14 novembre il compagno Kabu è stato aggredito da uno sbirro perché riconosciuto e privo di documenti. Kabu gli ha risposto che non li aveva e lo sbirro lo ha aggredito sbattendolo a terra. Poi gli sono saltati addosso almeno 5 sbirri e 2 carabinieri, pestandolo, minacciandolo, sbattendogli la portiera della volante contro le gambe legate, tirando fuori le pistole, ecc. E’ stato arrestato per resistenza e aggressioni, aggressioni che non ha fatto ma subito. Altri due compagn*, Andrea Di Lenardo e una ragazza, sono stati malmenati con spintoni e da uno sbirro con gli anfibi. Un ragazzo americano che stava filmando la scena (come altri passanti che fotografavano l’aggressione) è stato arrestato. Portati in Questura, il ragazzo americano e Kabu sono stati raggiunti dalle/dagli altr* compagn*. Entrati per chiedere informazioni, Andrea e l’altra compagna sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, senza aver fatto resistenza alcuna all’arresto di Kabu e dell’altro ragazzo, e senza essere stati identificati precedentemente sul luogo dell’aggressione, mentre altre due compagne venivano obbligate a un interrogatorio. La mattina del 14 Andrea, l’altra compagna e il ragazzo americano (successivamente rilasciato) sono stati costretti alla schedatura fotografica e a dare le impronte digitali. Senza comunicare nulla al suo avvocato, gli sbirri hanno portato Kabu in prigione la mattina del 14 dove starà per 48 ore fino all’udienza che stabilirà le misure cautelari. Le/i compagn* hanno mandato un telegramma di solidarietà in prigione a Kabu.
Dopo le denunce per i presidi No Tav e le denunce per l’occupazione del centro sociale, ora la repressione poliziesca di stato si trasforma in aggressioni fisiche contro le/i compagn*, come se questo potesse fermare la nostra rabbia e la nostra lotta.
I nostri ideali non si scalfiranno certo per questi miserabili tentativi squadristi.
Kabu, siamo con te. Tieni duro, ci vediamo presto in libertà, e non ce la lasceremo scappare!
Ovunque in Italia si sta abbattendo la repressione anti-anarchica, come abbiamo visto in questi giorni contro i compagni Alfredo e Nicola.
Solidarietà ai denunciati e agli indagati!
Libertà per Kabu! Liber* tutt*!
Viva l’Anarchia!

Collettivo Makhno


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