Morire di carcere.”Introduciamo il reato di tortura”

cordatesaLe recenti ammonizioni e le successive  condanne della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sono semplicemente uno dei tasselli di illegalità costante nella quale “sguazza” il nostro Paese. Vuoi o non vuoi,i detenuti in Italia devono scontare la propria pena in carcere anche in condizioni di sovraffollamento, dormire accatastati in 8 ospiti di celle costruite  per 4, significa dover morire di carcere (dal 2000 ad oggi sono morte 2.208 persone), significa non avere diritto all’assistenza medica:  “Un detenuto può aspettare anche mesi, schiacciato dalle procedure burocratiche della magistratura, prima di potersi sottoporre ad una chemioterapia”.

Nella seduta del 9 ottobre,la Corte Costituzionale, che si sarebbe dovuta pronunciare sull’aggiunta all’art. 147 del Codice Penale del sovraffollamento carcerario tra le cause che permettano di far slittare l’esecuzione della pena.(sovraffollamento tra quei fattori discriminanti atti a sospendere provvisoriamente l’esecuzione della pena in carcere, proprio in virtù dell’invivibilità delle patrie galere) ,si è così pronunciata: “La Corte ritiene di non potersi sostituire al legislatore essendo possibili una pluralità di soluzioni al grave problema sollevato dai rimettenti, cui lo stesso legislatore dovrà porre rimedio nel più breve tempo possibile.”ed inoltre:   “Nel caso di inerzia legislativa si riserva, in un eventuale successivo procedimento, di adottare le necessarie decisioni dirette a far cessare l’esecuzione della pena in condizioni contrarie al senso di umanità.”

Leggendo tra le righe significa: se non ci pensa il Parlamento, troppo occupato a disquisire e polemizzare sul niente, dovremo pensarci noi. Un avvertimento in pieno diritto costituzionale che costituisce un precedente, assieme al messaggio di Napolitano alle Camere, che la politica non potrà non prendere in considerazione.

Mi sovviene un discorso (1094) di Filippo Turati alla Camera dei Deputati” Le carceri italiane, nel loro complesso, sono la maggior vergogna del nostro Paese. Esse rappresentano l’esplicazione della vendetta sociale nella forma più atroce che si abbia mai avuta”.Una vergogna che dura 104 anni .

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