EX-CUEM sugli arresti di Simo e Lollo + comunicati..LIBERI SUBITO!

cordatesaSUGLI ARRESTI DI IERI A MILANO
Alcuni ragazzi si sono picchiati ad una festa di carnevale in università. Sfortunatamente, uno di loro si è fatto male. Un fatto serio, certo, ma uguale a mille altri che succedono e succederanno, a un concerto, in discoteca, per strada. Reati comuni, si chiamano. E se i due studenti arrestati ne risulteranno giuridicamente responsabili – se, perché per ora si dovrebbe ancora presumere che non lo siano -, ne risponderanno. Ma non è questo il punto. Il punto è: se di reati comuni si tratta, perché allora le indagini sono condotte dalle sezioni antiterrorismo dei carabinieri e della procura? Perché avrebbero cominciato a litigare per un manifestino politico? E se avessero discusso per questioni di tifo calcistico, cosa sarebbe successo, sarebbe intervenuto il Coni? Quel che è certo è che intanto sui quotidiani si sprecano i ragionamenti che partono dalla militanza politica degli arrestati e arrivano a giudicare, col metro del litigio alla festa dell’università, la lotta no tav o l’esperienza dell’ex-Cuem alla statale. Ma fare ragionamenti basati sul presunto incipit del litigio per condannare esperienze del tutto estranee, questo si, è politico. E lo è in un senso ben preciso. E’ reazionario. Si vuole discutere di Tav? Bene, lo si faccia, ma allora si parli di infiltrazioni mafiose, di costi, di utilità, del diritto di decidere del proprio futuro. Si vuole discutere dell’ex-Cuem? Bene, si parli di università, di baronaggio, di università azienda, degli effetti della riforma Gelmini. Si vuole parlare di politica? Lo si faccia in termini di onestà intellettuale e di verità. Questo se qualcuno spera ancora di cambiare qualcosa. Se no, andiamo pure avanti così, con buona pace di chi ancora ne ha. Un tempo si diceva che solo la verità è rivoluzionaria.
Avv.ti Eugenio Losco e Mauro Straini (difensori degli indagati)
MIRANO ALLE NOSTRE GAMBE, MENTRE NOI ABBIAMO GIA’ IMPARATO A VOLARE
Scatta la trappola mediatica e la montatura giudiziaria. Simone e Lollo liberi. 

Su tutti i giornali si parla ancora di noi. Una cosa è certa, la trappola mediatica è entrata in azione e questa volta il colpo è davvero bassissimo.

Sono stati arrestati 2 studenti dell’Assemblea di Scienze Politiche, con l’accusa di una rissa per ragioni politiche fuori dalla Statale.
Tanto per cominciare, i toni e le accuse ci sembrano folli.
Tutti i giorni, infatti, chi costruisce percorsi politici rivendica un’università diversa, accessibilità allo studio per chi non se lo può permettere, dignità per i lavoratori dell’università con cui ci si è trovati al fianco in diverse occasioni, spazio di vita e socialità nelle sedi di ateneo “mordi e fuggi”, organizzate perchè l’università azienda e diplomificio funzioni al meglio.
Mistificare tutto questo e tentare di far passare chi fa attivismo per un balordo picchiatore è cosa tristemente nota a Milano. La mente torna a episodi dove addirittura chi doveva essere un balordo ci ha lasciato la vita e nemmeno di fronte a questo i giornali ebbero la decenza di tacere, piuttosto che pontificare e costruire teoremi ridicoli e infamanti.
E’ impressionante come questi 2 arresti, legati a presunti episodi che sarebbero avvenuti nello scorso febbraio, piovano proprio ora, al 4 di settembre, all’inizio di un nuovo anno accademico, proprio il giorno dopo una prima assemblea della libreria ex cuem autogestita partecipatissima, dove in un centinaio di studentesse e studenti abbiamo discusso di come la gestione del dissenso in università sia improntata al tentativo di criminalizzare e cancellare con un colpo di spugna tutto ciò che critica e propone un altro modello rispetto a quello del cda composto da baroni e banchieri.
Se ancora l’ingresso della polizia in università in tenuta antisommossa e manganelli spiegati, se ancora 7 arresti domiciliari per il reato di resistenza a quegli stessi manganelli, se ancora accuse di qualsiasi tipo e degne dei migliori sforzi di fantasia non fossero stati chiari, adesso ci rendiamo conto che poteri universitari e polizieschi sono disposti a tutto per prevenire, delegittimare e sedare in partenza ogni forma di dissenso, perfino alla menzogna e alle accuse infamanti, “crea il mostro e sbattilo in prima pagina”.
Hanno tutto l’interesse a sollevare ad arte polveroni e ricoprire di fango chi denuncia i 500 milioni che il ministero dell’istruzione ha spostato dalla ricerca all’acquisto di caccia bombardieri, piuttosto che la mancanza totale di borse di studio, librerie a prezzi accessibili, posti negli studentati, o ancora  chi parla della totale mancanza di prospettive per una intera generazione causata dal loro modello di sviluppo.
Dalla libreria ex cuem autogestita esprimiamo massima solidarietà ai ragazzi arrestati e ai loro compagni dello spazio occupato di scienze politiche.
e con loro anche noi di CordaTesa
MIRANO ALLE NOSTRE GAMBE, MENTRE NOI ABBIAMO GIA’ IMPARATO A VOLARE.
Per scrivere ai Compas
Simone Di Renzo e Lorenzo Minani, p.za filangieri, 2 – 20123 milano
COMUNICATO IN SEGUITO AGLI ARRESTI DEL 04 SETTEMBRE

Il 4 settembre nelle prime ore del mattino uno studente e un ex studente di Scienze Politiche, appartenenti all’Assemblea di Scienze Politiche, sono stati perquisiti e arrestati con l’accusa di aver preso parte ad una rissa avvenuta a febbraio durante una festa in Statale. Ancora una volta si è scatenata la gara dello “sbatti il mostro in prima pagina”.

Non è un caso infatti, che questo episodio, successo più di sei mesi fa, sia emerso all’inizio del nuovo anno accademico e che tutte le testate giornalistiche si siano prodigate nel sottolineare l’attivismo politico dei due arrestati come aggravante.

In questi ultimi anni le hanno provate tutte per isolare chi lotta: dalla raccolta firme contro le occupazioni studentesche in atto, alle cariche della Celere dentro la nostra Università, fino agli arresti relativi a queste ultime, che vedono ancora oggi studenti e solidali ai domiciliari.

Viviamo in un clima di tensione dove i media, come sempre a servizio della classe dominante, tentano continuamente di delegittimare il lavoro politico di chi si oppone a questo stato di cose (che all’interno dell’università significa aziendalizzazione e sempre maggiori difficoltà per gli studenti meno abbienti) e strizzano l’occhio alle questure che provvedono a distruggere materialmente i tentativi di opposizione con sgomberi, cariche e arresti.

Nonostante questo, l’anno passato ha visto il movimento studentesco attivo e unito contro queste strategie e le azioni di solidarietà sono state molteplici in tutto il Paese.

Questo ennesimo tentativo di creare divisioni fra studenti buoni e cattivi non ci fermerà nemmeno questa volta: continueremo come sempre a portare avanti il nostro lavoro politico all’interno dell’università.

 

Per chi volesse esprimere solidarietà:

Minani Lorenzo Kalisa e Di Renzo Simone

Casa Circondariale di Milano San Vittore

Piazza Filangeri 2, 20123 – Milano

Articoli infamanti dei pennivendoli di stato
Insieme ad un’altra ventina di ragazzi avrebbero massacrato di botte uno studente, lo scorso 14 febbraio, all’Università Statale di Milano, dopo una discussione fratturandogli il cranio e procurandogli danni «estetici e funzionali» permanenti, tali da richiedere un importante intervento chirurgico ricostruttivo maxillofacciale. Per questo, informa il Comando provinciale dei carabinieri di Milano, L. M., 30 anni, detto «Lollo», e S. D., detto «Simone», 26 anni, entrambi studenti universitari di area antagonista iscritti alla facoltà di Scienze Politiche, sono stati arrestati mercoledì mattina dai carabinieri, per ordine del gip, dopo un’inchiesta condotta dal pm Piero Basilone e dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, capo del Quarto Dipartimento Antiterrorismo.VIOLENZA – I gruppi che i due frequentavano – ex Cuem, Panetteria e Bottiglieria occupata – terranno una riunione congiunta per dissociarsi dall’accaduto. Gli arrestati vengono dipinti dagli inquirenti come due elementi violenti, coi quali molti degli stessi militanti di area antagonista non vogliono avere nulla a che fare.NO TAV E EX CUEM – L. M. risulta imputato nel processo a carico di alcuni esponenti del movimento «No Tav»: era stato già arrestato nel gennaio 2012 nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Torino per gli scontri dell’estate 2011 in Val di Susa. Entrambi dovranno rispondere di lesioni personali gravissime e violenza privata aggravata, commessi in concorso con altri giovani che sono in corso di identificazione.

IL PENNARELLO – Il 14 febbraio i due ragazzi, nel corso di una festa organizzata per San Valentino dall’Ex Cuem all’interno dell’Università Statale, hanno notato Carlo F., 27 anni, studente fuori sede non impegnato in politica, mentre con un pennarello stava facendo scarabocchi su un manifesto che chiedeva la liberazione di alcuni prigionieri politici comunisti. I due antagonisti, secondo le ricostruzioni fatte dai carabinieri nel corso delle indagini, prima lo hanno insultato e poi lo hanno preso a calci e pugni. A colpire la vittima e altri due amici che avevano tentato di soccorrerlo non sarebbero stati solo i due arrestati, ma anche una ventina di altri giovani le cui posizioni sono al vaglio degli inquirenti.

CREDUTO MORTO – Dopo il pestaggio, iniziato nel cortile della Statale e proseguito fuori dall’ateneo, gli antagonisti hanno abbandonato F. C. in una pozza di sangue e in un primo momento avevano creduto che fosse morto. Nel frattempo alcuni testimoni hanno chiamato i carabinieri, ma quando una pattuglia è arrivata sul posto, intorno all’1.30, il ragazzo era già tornato a casa in compagnia di un amico. I militari hanno sentito alcuni testimoni, tra cui uno dei ragazzi picchiati e uno degli aggressori, ma tutti erano stati minacciati dagli antagonisti e hanno minimizzato.

LA DENUNCIA – Dopo due settimane F. C., che inizialmente non aveva né denunciato l’accaduto né si era recato in alcun ospedale a farsi curare, ha notato un avvallamento nella parte sinistra della fonte e a quel punto si è visto costretto ad andare al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Il medico di turno ha denunciato la vicenda ai carabinieri, che hanno ripreso le indagini. Il 28enne il 15 marzo è stato ricoverato e sottoposto a un intervento chirurgico di 7 ore che ha richiesto la presenza di un chirurgo specializzato in ricostruzione maxillofacciale e 15 viti (che poi dovranno essere rimosse). Il giovane potrebbe anche aver subito lesioni permanenti e potrebbe non riacquistare più la sensibilità della parte sinistra del viso. Sono già evidenti lesioni gravissime per il rientro della scatola cranica, una grossa cicatrice, l’arretramento dell’occhio e danni funzionali. Gli aggressori l’avrebbero «colpito ripetutamente con calci e pugni».

MINACCE – Gli arrestati si trovano ora nel carcere di San Vittore a Milano. A quanto risulta, quello di febbraio non sarebbe un episodio collegato agli scontri poi avvenuti a maggio in Statale legati all’occupazione di alcune aule: più che alla presenza di una motivazione politica, si pensa a un’aggressione per futili motivi. Sono in corso tuttora indagini per identificare gli altri soggetti che, oltre ai due arrestati, hanno partecipato al pestaggio minacciando anche i testimoni del fatto tanto che, al momento dell’intervento dei carabinieri, i presenti, anche quelli che avevano chiamato il 113, risultavano poi intimiditi e intimoriti. L’interrogatorio di garanzia per i due arrestati è stato fissato per giovedì mattina alle 9.30. L’avvocato Eugenio Losco, che con il collega Mauro Straini difende i due arrestati, sottolinea che ad identificare i due ragazzi sono stati «alcuni amici» della vittima che hanno assistito all’episodio. «È stato fatto vedere loro un album fotografico – ha precisato – e li hanno riconosciuti. Stiamo ancora studiando l’ordinanza – ha proseguito – ed è troppo presto per commentare l’accaduto».

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