Gb: morto in carcere italiano che uccise poliziotto

LONDRA – Una storia che evocava Breaking Bad non poteva che finire male per tutti: anche per l’assassino. È morto in una tetra prigione londinese, forse suicida, Stefano Brizzi, l’italiano 50enne condannato all’ergastolo nel dicembre scorso per l’omicidio di Gordon Semple, un poliziotto inglese di 59 anni, attirato nel suo appartamento della capitale britannica attraverso un sito per appuntamenti gay e poi ucciso dopo giochi sessuali sadomasochistici, al termine dei quali il killer maniaco ha cercato di fare scomparire il cadavere della vittima, dissolvendolo con l’acido nella vasca da bagno.

Un macabro espediente che agli inquirenti era apparso ispirato appunto dalla popolare serie televisiva Breaking bad, in cui il protagonista a un certo punto avvelena un rivale e ne scioglie il corpo con l’acido.

Sono state le autorità del carcere di Belmarsh, nella zona sud-est di Londra, a dare stamane notizia della morte di Brizzi, senza precisare la causa del decesso e annunciando l’avvio di un’indagine per stabilire cosa è accaduto. Ma un’agenzia di stampa, la Press Association, afferma che il detenuto italiano si sarebbe tolto la vita, anche se mancano finora le conferme ufficiali.

Brizzi aveva abitato a lungo a Londra, con un buon lavoro in varie banche della City, ma poi la sua carriera era andata gradualmente in crisi, pare per l’uso di droga e uno stile di vita a dir poco raccapricciante. Quando due agenti bussarono alla porta di casa, nell’aprile scorso, avvisati dai vicini che sentivano uno strano odore provenire dall’appartamento, aprì in mutande e confessò immediatamente il delitto affermando: “Me lo ha ordinato Satana”.

Al processo ha ritrattato parzialmente, sostenendo di avere soffocato involontariamente il poliziotto durante un gioco sessuale e dichiarandosi soltanto colpevole di avere tentato di occultare il cadavere. Ai giudici ha detto di sentirsi sano di mente, ma altre testimonianze hanno descritto una personalità ai limiti del normale: si vantava delle sue prestazioni sessuali in riti satanici e diceva di credere nell’esistenza del demonio.

Due mesi fa il tribunale lo ha condannato al massimo della pena.

Dal carcere, probabilmente, non sarebbe mai uscito. Resta da vedere se si sia effettivamente suicidato o se sia morto per una vendetta all’interno della prigione. Come in un film dell’orrore, solo che questo è stato un ‘Breaking bad’ della realtà

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