Resoconto presidio antipsichiatrico Milano

cordatesacarissim*,

ringrazio quanti di voi sono riusciti a raggiungerci e ad accompagnarci nella bella giornata di ieri. senza avere il timore di peccare per eccessiva enfasi, credo di poter dire che è stato un successo enorme.. per il movimento antipsichiatrico, per chiunque abbia una coscienza libertaria, per chi ci ha investito tempo, energie e denaro, e, in ultimo, per chi, dall’alto di una finestra ermeticamente chiusa, ha potuto costatare che chi ha a cuore la libertà di ciascuno di certo non lo ha abbandonato.

per una brevissima cronaca, tutto è partito puntualmente a mezzogiorno.
la piazza era occupata solo da un gruppo di latinoamericani che ballavano insieme, con i quali abbiamo condiviso serenamente lo spazio a disposizione, e da un paio di brutte facce, che ci scrutavano dal fondo.
le prime armi che abbiamo sguainato sono state le rigogliose teglie di pasta fredda, cous cous, curry di verdure, torte dolci e salate, panini e bevande a volontà! dopodiché è partita l’artiglieria pesante, per cui chi si occupava dell’aspetto artistico ha cominciato a stendere il lungo foglio portato e cominciato a sferzare i primi segni con tempera e pastelli a olio.. con una leggera differita, poi, è partita anche la musica!
probabilmente intimoriti dall’assetto guerresco mostrato, i due loschi individui hanno abbandonato il campo e così, montato il generatore e attaccato il microfono, abbiamo lanciato le prime parole, infuocate come proiettili e taglienti come lame.
l’atmosfera è stata sentita e sostenuta da parte di tutti: si è creato un confronto costruttivo sulla tematica e riportato, ognuno con le sue modalità, i fatti e le motivazioni che ci hanno condotto a questa giornata. ognuno, dal mio punto di vista, è stato molto chiaro e fondamentale nel proprio intervento, davvero.

infine, al grido di “si va insieme e si torna insieme”, una frase che solo i Compagni e le Compagne sanno comprendere secondo me nel modo più adeguato, abbiamo intrapreso questa breve passeggiata, che ci ha condotto fino alla meta e dove, con la commozione che ci bloccava il fiato, siamo riusciti a salutare i veri protagonisti di queste tristi vicende.

il tutto è stato portato a termine da un gruppetto di nemmeno una trentina di persone (13 per la questura), con tanto di bandiera, megafono e slogan sparati a raffica. nessun intoppo, nè da parte degli automobilisti e nè da parte dei guardiani, probabilmente increduli di fronte a tanta tenacia e convinzione. qualche problemino all’ingresso dell’ospedale, ma è facile che non abbiano avuto abbastanza siringoni a disposizione e così sono stati costretti a lasciarci andare..
pochi, ma impavidi, ci siamo assunti il rischio. e ce l’abbiamo fatta.

ora dobbiamo solo cercare di portare avanti questa idea, altre azioni e affrontare, duro ma necessario lavoro, le nostre contraddizioni interne.

per quanto mi riguarda, è vero che non dico nulla di nuovo, ma da ieri, IO MI SENTO VERAMENTE BENE!!

..ANTISPICHIATRIA: QUANDO RIBELLARSI DIVENTA TERAPIA!!!!

grazie a tutt*,
t.


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