Apr 16 2018

Monza – Detenuto cerca di evadere dal carcere di Sanquirico

16 aprile 2018

Ha cercato di evadere dal carcere, scavalcando la parete del cortile della zona destinata all’ora d’aria e si è mescolato tra la folla di detenuti riuniti per assistere a una manifestazione sportiva nella casa circondariale.

Il tentativo di fuga, avvenuto domenica nella tarda mattinata, nel carcere di Monza, non è andato a buon fine grazie al pronto intervento della polizia penitenziaria.

Il detenuto, un uomo di origine nigeriana, ristretto per i reati di rissa e aggressione, ha utilizzato l’ora d’aria, per scalare la parete del cortile del locale passeggi di un reparto alle 13.30 circa, in concomitanza di una manifestazione sportiva che ha coinvolto numerosi detenuti. Grazie alle capacità fisiche prestanti, è riuscito a scalare il muro ma è stato bloccato poco dopo all’interno dell’intercinta dagli uomini della Polizia Penitenziaria della quinta unità operativa. Ora il giovane si trova in isolamento e risponderà del tentativo di evasione disciplinarmente e probabilmente penalmente.

La notizia è stata diffusa dal segretario regionale dell’O.S.A.P.P (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Giuseppe Bolena: “un atto di grandissima professionalità degli agenti della Polizia Penitenziaria che ha sventato un’evasione in pieno giorno”.

Fonte


Apr 15 2018

Aggiornamenti dalle carceri – Anna e Marco in isolamento, Cello e Saverio ai domiciliari

Diffondiamo da RoundRobin

La compagna anarchica Anna Beniamino (arrestata in settembre 2016 nel contesto dell’operazione Scripta Manent, attualmente detenuta in carcere di Rebibbia) ci fa sapere (2 aprile 2018) che gli “inevitabili commenti a voce alta” espressi durante il processo in corso per la suddetta operazione, “hanno fatto guadagnare” a lei e a Marco Bisesti (anche lui detenuto da 09/2016, attualmente in carcere di Alessandria) un paio di rapporti disciplinari, tramutati in qualche giorno di isolamento.

Entrambi i compagni se la ridono del “castigo”.

Solidarietà affine con Anna e Marco, e con i compagni detenuti nel carcere di Ferrara. Continue reading


Apr 8 2018

Pranzo Solidale Anticarcerario – Domenica 15 Aprile


Apr 6 2018

1° Bollettino anticarcerario di CordaTesa Marzo 2018

Morti di carcere

18 – REGGIO CALABRIA – 30 anni muore nel carcere di Arghillà

12 – FOGGIA – 57 anni muore in infermeria

5 – RAVENNA – 51 anni si impicca in cella

Prigionieri in lotta

30 – FOGGIA – Detenuto aggredisce agente e gli stacca la falange della mano

30 – SPOLETO – Detenuto aggredisce secondino

29 – LECCO – 5 secondini feriti da un detenuto

23 – VENEZIA – Guardia in ospedale per aggressione

22 – TORINO – Agente penitenziario aggredito alle Vallette

20 – PESCARA – Agenti aggrediti e feriti

18 – GENOVA – Detenuto tenta il suicidio nel carcere di Pontedecino

16 – TREVISO – Carcere minorile, appiccato il fuoco da un prigioniero

13 – BENEVENTO – Tenta il suicidio, viene salvato e sfascia la cella

12 – TORINO – 4 agenti picchiati da un detenuto

12 – GENOVA – Detenuta tenta il suicidio nel carcere di Pontedecimo

12 – AVELLINO – Un detenuto devasta due celle e infermeria

10 – ARIANO IRPINO – Secondino ferito da un detenuto

4 – ROMA – 2 aggressioni a secondini in poche ore a Regina Coeli

3 – SIENA – Detenuto aggredisce con uno sgabello la guardia nel carcere di San Gimignano

Evasioni

27 – SOLLICCIANO – Due detenuti cercano di evadere dalla finestra della cella

25 – ALGHERO – Detenuto evade durante permesso premio

20 – BRESCIA – 2 evasi in un mese nel carcere di Verziano

13 – IVREA – Evade dal carcere per i suoi 30 anni

Notizie infami

29 – PORDENONE – Al via la costruzione del nuovo carcere

28 – SALERNO –  Secondino ruba soldi ai detenuti

26 – SPOLETO – Decathlon riqualifica la palestra del carcere

21 – MONZA – Secondini in “sciopero della fame”

Resto del mondo

31 – USA – Fugge dall’auto della polizia nel parcheggio del carcere

29 – VENEZUELA  – 68 morti in un incendio in carcere dopo la sommossa

28 – VENEZUELA – Mega evasione da carcere municipale ad Aragua

7 – SPAGNA – Militante E.T.A. trovato morto in carcere a Cadice


Apr 5 2018

Due iniziative a Milano convegno(21/4) e corteo (5/5)

Attacchiamo i padroni (prima gli italiani)

Guerra all’esterno e militarizzazione della società segnano sempre di
più il nostro presente. Per mantenere pacificate le “retrovie” mentre
governi e multinazionali si lanciano nel saccheggio dell’Africa come
prolungamento della loro concorrenza in Europa, i padroni soffiano sul
vento razzista della guerra fra poveri. Vento che alimenta la
proliferazione dei gruppi neofascisti, sempre più legittimati e
protetti.

Il governo italiano finanzia i campi di concentramento in Libia e le
milizie che li gestiscono, l’ENI e le altre imprese di bandiera
cercano di preservare e allargare i loro affari, ricorrendo a
qualunque signoria della guerra locale, jihadisti compresi. Intanto il
capitale locale, con l’individuazione di nuove sacche di gas, riapre
scenari con Paesi direttamente coinvolti nella guerra di Siria,
facendo presagire un ruolo ancor più incisivo della Turchia nel
contenimento dei profughi, nonché di Israele come cane da guardia del
Mediterraneo.
La manodopera di emigrati provenienti da terre depredate assicura un
esercito di lavoratori e lavoratrici sotto ricatto e terrore,
garantisce profitti a basso costo e rende possibile assoggettare anche
i proletari indigeni a condizioni di vita sempre più precarie.

Il razzismo di Stato afferma apertamente che per salvare la democrazia
bisogna rinchiudere i migranti a casa loro (eccezion fatta per quelli
da selezionare per il capitalismo nostrano).
Mentre la politica internazionale di rapina sversa anche qui i suoi
prodotti, dallo sfruttamento alle devastazioni ambientali (vedi TAP),
in Niger si allarga il conflitto sociale contro le missioni
occidentali.

È sempre più urgente confrontarci sul tempo che fa, rilanciare la
pratica della solidarietà internazionalista e schierarsi con le
ragioni di chi lotta contro il colonialismo italiano.

Per questo invitiamo tutte e tutti coloro che vogliono riaprire il
conflitto sociale fuori e contro ogni compatibilità istituzionale, a
due iniziative che si terranno a Milano.

21 aprile assemblea pubblica presso l’arci Corvetto, via oglio 21 ore 14

5 maggio corteo ore 15 davanti alla stazione centrale.

 


Mar 13 2018

MONZA – ASSEMBLEA CONTRO ENI E FRONTIERE

18 Mar, 2018
_11:00 – 17:00_

Location: FOA Boccaccio – Monza – via Rosmini 11

Domenica 18 febbraio si è svolta, a Torino, la quinta “assemblea
Brennero”, dedicata, come le due precedenti, a definire alcune
iniziative a Milano contro l’intervento in Libia e in Niger e contro
il ruolo dell’Eni. Ci si è soffermati su due aspetti: quelli di
contenuto e quelli pratico-logistici.

Si è deciso di organizzare, per sabato 21 aprile, un’assemblea
nazionale in una sala pubblica, nel corso della quale sviluppare delle
analisi sul rapporto guerra esterna-guerra interna,
neocolonialismo-frontiere, politica di rapina in Africa-filiera del
petrolchimico in Italia, lotte locali-lotte internazionali. L’idea è
quella di coinvolgere anche compagne e compagni di altri Paesi per
inquadrare i problemi in un’ottica internazionale e internazionalista.

L’assemblea pubblica dovrebbe essere preceduta e preparata da
occasioni di confronto in Università (sul rapporto guerra-ricerca,
rispetto al quale alcuni collettivi si stanno muovendo in varie città)
e di iniziative in strada. Il 5 maggio, invece, ci sarà un corteo che
partirà dalla stazione centrale per concludersi in una piazza della
zona Imbonati, dove allestire una mostra e articolare vari
interventi-comizi sui diversi temi emersi il 21 aprile.

È stato scritto e condiviso un manifesto-appello per le giornate del 21
aprile e del 5 maggio. Si è ribadito che l’iniziativa a Milano ha
senso soprattutto se avrà un suo respiro a seguire e se sarà preparata
e proseguita da azioni e mobilitazioni nei vari territori.

L’ultima parte della discussione è stata dedicata alla questione del
fascioleghismo. L’esigenza emersa è quella di coordinarsi con le
realtà più vicine e di riprendere a spostarsi quando i compagni di una
città decidono di fare un certo tipo di chiamata. Se la base sociale
dei gruppi reazionari non retrocederà senza lotte più ampie contro lo
Stato e il capitale, la diffusione delle organizzazioni neofasciste va
contrastata senza perder tempo, sul terreno dell’azione diretta.
Quanto è successo nelle ultime settimane in diverse città dimostra che
esiste una disponibilità a battersi e ad attaccare il dispositivo
poliziesco schierato a protezione dei fascioleghisti. Se non è
l’unica modalità su cui concentrarsi, si tratta comunque di un
segnale importante di non-pacificazione.

La prossima assemblea si terrà domenica 18 marzo, alle ore 11,00, al
Boccaccio di Monza. In quell’occasione verranno definiti gli
interventi all’assemblea-convegno del 21 aprile (da pubblicizzare
anche con una locandina a se stante) e gli aspetti pratici del corteo
del 5 maggio.


Feb 10 2018

Contro ogni gabbia, contro ogni oppressore – CELLO LIBERO

Diffondiamo da RoundRobin

CONTRO OGNI GABBIA, CONTRO OGNI OPPRESSORE. CELLO LIBERO!

Giovedì 8, verso le 23.30, a Saronno un compagno e una compagna vengono fermati sotto casa dalla polizia. I 6 agenti in borghese ammanettano subito il compagno. Insistentemente viene chiesto loro cosa stesse succedendo; la risposta è: “c’è stata una rapina e abbiamo la targa di questa macchina”. Una volta controllati i documenti gli sbirri capiscono di non aver trovato chi stavano cercando: tolte le manette, risalgono in macchina e se ne vanno a tutta velocità.

La storia della rapina puzza incredibilmente di cazzata.

Circa mezz’ora dopo alla stazione ferroviaria di Milano Cadorna vengono fermati quattro compagni da una decina di sbirri in borghese che si scagliano subito su uno dei quattro bloccandolo e cercando di ammanettarlo. Dopo vari minuti di parapiglia gli sbirri riescono ad arrestarlo senza dare informazioni sul motivo e sul luogo in cui lo porteranno. Continue reading


Gen 27 2018

Carcere di Badu e Carros, Sardegna – Sciopero del carrello e battiture quotidiane

Dal 22 Gennaio i detenuti tutti del carcere nuorese di Badu e Carros sono in stato di agitazione. Le motivazioni risiedono nel comportamento della nuova direttrice dll’istituto Luisa Pesante(di cui consigliamo una lettura dei suoi trascorsi facilmente reperibile su internet) che avrebbe eliminato almeno 100 prodotti alimentari dalla lista della spesa compresa la farina, perchè, a suo dire, il possesso della farina insieme ad altri agenti lievitanti servirebbe a confezionare ordigni esplodenti. Continue reading


Gen 27 2018

Presidio di solidarietà. Sabato 27 Gennaio. Carcere di Poggioreale – NAPOLI ore 11.00

Diffondiamo da ReteEvasioni

Sabato 27 gennaio porteremo tutta la nostra solidarietà ai detenuti del carcere di Poggioreale,
provando a stare al fianco di chi, rinchiuso in quelle celle, resiste quotidianamente con dignità
all’abbrutimento e all’isolamento dello Stato.
Saremo al carcere di Poggioreale, che rappresenta, forse più degli altri, la cartina al tornasole di quanto possa essere agghiacciante l’infame violenza della detenzione.
Non è un caso che il maxi carcere campano sia tristemente famoso per essere uno dei peggiori
d’Italia. Poggioreale è sovraffollamento, sommersione farmacologica, pestaggi Continue reading


Gen 23 2018

Abbattere le frontiere. Comunicato assemblea e appuntamento a Monza

Domenica 17 dicembre si è tenuto a Monza il terzo appuntamento dell’assemblea nata per impostare la solidarietà alle compagne e ai compagni indagati per la manifestazione al Brennero. Prima di tutto si è fatto un breve resoconto delle iniziative svolte il 12 dicembre per collegare la memoria della strage di piazza Fontana alle stragi compiute oggi dallo Stato italiano contro chi cerca di fuggire dalla Libia. Anche se si è trattato per lo più di piccole iniziative, il dato positivo è che si siano svolte contemporaneamente in una decina di città, quanto meno per rompere l’assordante silenzio su ciò che il governo italiano e l’ENI stanno facendo in Africa (tra l’altro l’assemblea si è svolta proprio in una stazione di servizio dell’ENI dismessa e occupata pochi giorni prima). All’intervento in Libia si aggiunge ora quello in Niger, ancora una volta con il pretesto della “lotta ai trafficanti di uomini”. Un intervento militare – deciso in fretta e furia prima che finisse la legislatura, a riprova degli interessi in ballo – dal nome assai emblematico: “operazione saracinesca”. Riaffermato il ruolo del capitalismo italiano in Libia, ora si punta ai paesi confinanti a sud, facendo dell’ex colonia una prigione a cielo aperto.

Si è poi cominciato a confrontarsi sull’idea di fare un’iniziativa articolata in più momenti contro l’ENI a Milano. Siccome non capita spesso che così tanti compagni e compagne di varie città si trovino per organizzare qualcosa insieme, e visto l’interesse che si continua a dimostrare sui temi proposti, c’è bisogno di capire con calma e bene dove e come muoversi.

L’ultima parte dell’assemblea è stata dedicata a un aggiornamento e a un confronto sulla lotta contro il TAP (opera che non c’entra solo con la guerra in generale, ma anche con gli interessi dell’ENI in particolare), vista la presenza di diversi compagni leccesi. L’invito è quello di organizzare nelle diverse città, oltre alle varie iniziative del caso, anche degli incontri sulla lotta in corso in Salento.

Il prossimo appuntamento sarà sempre a Monza, al Boccaccio, domenica 28 gennaio alle ore 11,00.


Gen 20 2018

Torino – Presidio in solidarietà a Beppe e a tutti i detenuti


Dic 15 2017

Presidio al CPR di Torino + discussione con compagni greci

L’ Europa blinda i suoi confini, interni ed esterni.
Trattati bilaterali permettono ai governi di controllare le partenze
dalle coste libiche ma soprattutto di fluidificare i meccanismi di
deportazione.
Italia e Grecia sono ormai i CPR D’ EUROPA, paesi cardine per i
meccanismi repressivi europei.

IN GRECIA OGGI LE GALERE PER MIGRANTI SENZA DOCUMENTI SONO 120

Anche in Italia le prigioni per senza documenti stanno aumentando in numero ed
efficienza grazie a infamità come il Decreto Minniti.
Le rivolte di chi lo Stato costringe dentro queste prigioni continano,
in Grecia come un Italia e in tutta Europa.
A Torino il mese scorso 9 stanze del Centro sono state distrutte dal fuoco.

Venerdì 15 Dicembre ORE 18,30 alle SERRANDE DI CORSO GIULIO CESARE 45

Discussione sulla lotta ai Centri di Detenzione greci con compagne e
compagni venuti da Atene che si organizzano contro il Centro di P.Ralli
(Atene) e in solidarietà a detenuti e detenute al suo interno.

Sabato 16 PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CPR TORINESE.

Appuntamento in C.so Brunelleschi angolo via Monginevro ORE 15,00
CONTINUIAMO A PORTARE SOLIDARIETÀ E SOSTENERE

CHI SI RIBELLA NEI CPR


Dic 5 2017

Tre agenti feriti da un detenuto nel carcere “Morandi”

saluzzo – Tre agenti di polizia penitenziaria sono rimasti feriti con prognosi da 5 a 10 giorni ieri pomeriggio (mercoledì 29 novembre) nel carcere «Morandi» di Saluzzo. Il direttore del carcere Giorgio Leggieri spiega: «Un poliziotto era intervenuto per calmare un detenuto che stava dando in escandescenze in una sezione di media sicurezza. Sentite le urla, sono accorsi altri due agenti. Hanno cercato di calmare il carcerato, ma sono rimasti coinvolti e hanno riportato alcune contusioni. Il detenuto è stato messo in isolamento cautelare, è stato chiesto il trasferimento ed è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni». L’episodio è stato segnalato anche dal sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe. Continue reading


Dic 5 2017

Incendio al carcere La Farera

Un incendio si è sviluppato giovedì mattina al carcere giudiziario La Farera. La direzione della struttura, da noi contattata, ipotizza che un cortocircuito, avvenuto all’interno di un locale amministrativo, abbia scatenato le fiamme. Stando alle prime informazioni non dovrebbero esserci feriti. Dopo l’arrivo dei pompieri, la situazione è tornata alla normalità in circa un’ora e mezza.

La polizia, in una nota inviata nel primo pomeriggio, ha precisato che le fiamme hanno interessato un tubo in pvc dello scolo dell’acqua, che collega la zona camminamento allo stabile. Dopodiché il fumo ha invaso i locali che ospitano i servizi amministrativi.

Fonte


Dic 5 2017

Torino, scoppia un incendio nel carcere minorile: ustionati tre giovani detenuti, due sono gravissimi

Tre giovani detenuti del carcere minorile “Ferrante Aporti” di Torino, due tunisini e un russo, sono rimasti ustionati questa sera in un incendio scoppiato all’interno della struttura. A provocarlo, secondo i primi accertamenti, sarebbero stati alcuni reclusi che, per motivi ancora da chiarire, hanno dato fuoco a un materasso e ad alcune suppellettili e sono stati poi fermati dagli agenti della Polizia penitenziaria. Due dei giovani sono stati trasportati al Cto, entrambi in codice rosso: le preoccupazioni maggiori sono per le vie respiratorie. Le condizioni del terzo, un tunisino, non destano preoccupazioni.

A denunciare l’ultimo episodio di una lunga serie di violenze e tensioni crescenti all’interno dell’istituto di pena minorile torinese è Leo Beneduci, segretario generale del Continue reading


Dic 5 2017

L’orrore del 41 bis descritto da chi lo subisce in carcere

Diffondiamo da contropiano

Qui di seguito il documento che Nadia Lioce, prigioniera politica detenuta da anni a regime 41 bis ha presentato al Tribunale Penale de L’Aquila in occasione del processo che la vede imputata proprio per avere protestato in carcere contro il 41 bis.

La sottoscritta Nadia Lioce ha presentato opposizione al decreto penale di condanna n.29/2016 ritenendo di poter qualificare le azioni, addebitatele come di disturbo delle altre detenute, come tradizionali azioni di protesta verso l’amministrazione penitenziaria (battitura delle sbarre), e di poter argomentare come non potesse ritenere di aver arrecato un disturbo alle altre detenute, non avendo udito lamentele; né che tali azioni arrecassero un tale disturbo, essendo  state storicamente accettate e/o condivise dalle detenute della sezione femminile 41 bis dell’istituto de L’Aquila, come in generale lo sono  per tutti i detenuti. Continue reading


Dic 4 2017

Le rendite sicure su sorveglianza e punizione. Come nasce il maxi-carcere di Nola

Quando si parla di carcere gli animi non sono mai distesi. Il desiderio di sicurezza, tema centrale della prossima campagna elettorale, è stato uno dei principali motivi di azione dell’attuale governo, con gli interventi del ministro Orlando sul codice e il processo penale, e quelli del Viminale con il provvedimento sulla cosiddetta “sicurezza delle città”. Il quadro sarà completato dalla riforma dell’ordinamento penitenziario, anzi fa riflettere il silenzio che avvolge il provvedimento, lasciando intendere la precisione tattica con cui il ministero “maneggia” l’affare giustizia.

L’impostazione repressiva delle ultime manovre legislative non si giustifica però con i dati. Le relazioni presentate dal ministero degli interni negli ultimi due anni testimoniano come l’Italia sia tra le nazioni più sicure d’Europa, perché diminuisce complessivamente il tasso Continue reading


Dic 4 2017

detenuto picchiato per non testimoniare: arrestato agente penitenziario del carcere di San Vittore

Gli uomini del nucleo investigativo della polizia penitenziaria della Lombardia hanno arrestato uno degli agenti carcerari di San Vittore accusati dalla procura di Milano del pestaggio del 50enne tunisino Ismail Ltaief, detenuto a Milano per tentato omicidio, che sarebbe avvenuto per ‘punire’ l’uomo che nel 2011, quando era in cella a Velletri, aveva denunciato altri agenti per furti in mensa e percosse. Pestaggio che avrebbe avuto anche lo scopo di impedirgli di testimoniare in aula nel processo ‘bis’ in corso davanti al tribunale della cittadina laziale sulla vicenda delle ruberie.
Continue reading


Dic 4 2017

Papua Nuova Guinea, violento raid della polizia nel “carcere” per rifugiati dell’isola di Manus

Caos e violenze sull’Isola di Manus: dove la polizia ha fatto irruzione nel famigerato centro di detenzione per richiedenti asilo che fin dal 2012 ospita i migranti che tentavano di raggiungere l’Australia dai paesi dell’Asia sud-orientale. Dichiarato incostituzionale, il centro era stato chiuso lo scorso 31 ottobre, ma centinaia di persone avevano rifiutato di lasciarlo affermando di temere per il loro futuro e la loro sicurezza. Secondo le prime notizie decine di persone sarebbero state arrestate, compreso il portavoce dei richiedenti asilo, il giornalista iraniano Behrouz Boochani. Continue reading


Dic 4 2017

Aggressione nel carcere di Bollate: poliziotta finisce in ospedale

Bollate (Milano), 21 novembre 2017 – Una detenuta del carcere di Bollate avrebbe tentato di strangolare una poliziotta. Lo denuncia il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. “Questa mattina si è verificata l’aggressione ai danni di una poliziotta penitenziaria in servizio, una detenuta italiana di 40 anni ha aggredito il personale infermieristico e il personale di polizia penitenziaria senza alcuna ragione apparente”, spiega in un comunicato Alfonso Greco, segretario regionale del Sappe. Continue reading


Dic 4 2017

41 bis, sovraffollamento, suicidi: viaggio nel carcere italiano

La notizia della morte dell’ex capo di Cosa Nostra, Salvatore Riina, mentre si trovava ancora al 41 bis, ha riacceso il dibattito sulle condizioni del sistema carcerario italiano. Pochi giorni prima, il 14 novembre, erano arrivate le censure mosse all’Italia da parte del comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, formulate nel corso della 62esima sessione. Una serie di constatazioni da cui partire per una sorta di viaggio-inchiesta all’interno del nostro ordinamento penitenziario.

I rilievi mossi dalle Nazioni Unite riguardano la nuova legge sulla tortura di recente approvata dal Parlamento italiano, considerata insufficiente e non adeguata ai parametri della Continue reading


Nov 25 2017

Torino – Domenica 26 novembre presidio al CPR

Fonte Macerie


Nov 24 2017

Paska finalmente fuori dal carcere

Il nostro compagno Paska è stato finalmente liberato dal gabbio, ha l’obbligo di dimora a Martinsicuro con firme e rientro notturno.

Attendiamo e pretendiamo la sua completa liberazione.

Solidarietà a tutti i compagni implicati nell’inchiesta fiorentina.

 


Nov 24 2017

L’anarchico sardo Davide Delogu continua lo sciopero della fame

Dalla telefonata settimanale che Davide svolge con i familiari apprendiamo che:

Davide continuerà ad oltranza lo sciopero della fame iniziato il 4 novembre, continuerà  fino a quando non gli verrà revocato il regime di isolamento 14bis.

Il nostro compagno esorta alla solidarietà diretta da parte di tutti.
Rafforza la sua vicinanza ai compagni della AS2.
Ribadisce svariate volte, l’esigenza di solidarietà rivoluzionaria.
L’ umore di Davide è ottimo, ma ha già perso 13 kg.
CNA

Nov 24 2017

Follia e violenza dentro le carceri umbre: detenuto rompe il naso a un poliziotto, un altro dà fuoco alla cella

Non si placa l’onda di violenza all’interno delle carceri umbre, dove gli agenti della polizia penitenziaria si ritrovano a fronteggiare situazioni sempre più estreme. In ultimo, l’agressione ai danni di quattro agenti all’interno del carcere di Terni, dove un detenuto ha picchiato con calci e pugni quattro poliziotti fino a provocare a uno di loro la rottura del setto nasale. Un altro invece, ha dato fuoco alla propria cella. A denunciarlo è ancora una volta il segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Fabrizio Bonino.

“L’energumeno in questione, noto alle cronache per fatti analoghi ovunque è stato ristretto, ha aggredito quattro poliziotti, Una violenza assurda e ingiustificata, senza alcuna ragione, che ha determinato schiaffi, calci e pugni ai quattro poliziotti penitenziari, contusi e feriti. Continue reading


Nov 21 2017

Svizzera, detenuti in sciopero: ecco cosa chiedono

Svizzera, detenuti in sciopero portano il loro documento di protesta al direttore del carcere: chiedono maggior intimità, pasti più abbondanti e paghe maggiori.

Svizzera, parte lo sciopero dei detenuti: più sesso, pasti di miglior qualità e una paga più alta. Le richieste sono chiare e vengono portate, in una relazione di tre pagine, al direttore del carcere di Thorber, nei pressi di Berna. I detenuti hanno deciso di scendere in campo, rinunciando anche alla loro paga mensile, per far valere i proprio diritti. Il documento consegnato al direttore Thomas Egger è chiaro: è lo stesso direttore a renderlo noto confermando le voci che, nei giorni scorsi, si erano rincorse sui quotidiani svizzeri. Dal documento, lungo tre pagine, emergono tre richieste chiare: una maggior possibilità di rapporti intimi, pasti di qualità maggiore e una paga lavorativa più alta. Continue reading


Nov 21 2017

Cile – Hans Niemeyer libero!

Hans Niemeyer può finalmente uscire dal carcere. Dopo essere stato detenuto dal novembre 2011, quando anticipamene esplode un ordigno nella succursale della banca BCI, lasciandolo con il trauma acustica e in arresto.

Rapidamente, la procura costruisce un caso che lo coinvolge in altri attacchi, chiedendo quasi 19 anni di carcere in base alla legge antiterrorismo.

— In base al reato di “collocazione di artefatto esplosivo” (secondo la legge antiterrorismo) contro la banca BCI il 30 novembre 2011, azione rivendicata dal Gruppo di Combattimento Manuel Gutiérrez: 12 anni di carcere. Continue reading


Nov 21 2017

Lugano – Serate di discussioni, proiezioni e musica contro il sistema carcerario

Venerdì 24 novembre:

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Nov 21 2017

Milano – Presidio al consolato argentino per Santiago Maldonado e i Mapuche in lotta

#SANTIAGOVIVE #JUSTICIAPARASANTIAGO
Anche se è stato assassinato dei poteri dallo Stato argentino…
Santiago Maldonado, solidale della lotta del popolo Mapuche, scompare il 1 di agosto nella comunità Mapuche di Cushamen durante una violenta irruzione della gendarmeria argentina.
Santiago, si trovava in questo territorio Mapuche per sostenere il recupero delle terre occupate dalla multinazionale italiana BENETTON e per esigere la libertà di Facundo Huala, mapuche incarcerato de diversi mesi per difendere il proprio territorio. Continue reading


Nov 21 2017

Roma – Sabato 25 novembre presidio al CPR di Ponte Galeria

Da molti anni la propaganda mediatica dei governi dei paesi occidentali proclama che “le nostre donne” sono libere perché hanno gli stessi diritti degli uomini. Continue reading